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CRONACA

Mercoledì 27 Marzo 2019 15:29

CETRARO.ASPRA LA POLEMICA DI ANTONIO, MAURIZIO ARCI CONTRO LA POSIZIONE DEL GOVERNO REGIONALE IN MATERIA DI POLITICHE SOCIALI.

“Indignazione ed amarezza per l’atteggiamento di incuria della Terza Commissione del Consiglio Regionale della Calabria nei confronti della mia richiesta di audizione alla seduta dello scorso venerdì 15 marzo”, sono le parole di Antonio, Maurizio Arci, Legale Rappresentante dell’A.I.A.S. (Associazione Italiana Assistenza Spastici) Sezione di Cetraro (CS) – Onlus, che la scorsa settimana ha chiesto di essere udito dalla III Commissione Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative senza ricevere alcuna risposta, per  discutere sulle gravi criticità della riforma del welfare anche a seguito delle recenti sentenze del TAR Calabria e del Consiglio di Stato, oltre che per condividere le preoccupazioni sul futuro delle strutture socio-sanitario-assistenziali, degli ospiti edei pazienti in trattamento,oltre che del personale ad oggi impiegato.

Il Legale Rappresentante dell’A.I.A.S. Sezione di Cetraro (CS) – Onlus, ente gestore del Centro Socio Educativo “Lo Scoiattolo” di Sangineto e della Casa Famiglia Dopo di Noi “Il Belvedere” di Belvedere Marittimo, alza nuovamente il tiro contro il sistema di governance delle politiche sociali adottato dalla Giunta Oliverio, riprendendo anche le recenti denunce avanzata dal Consigliere regionale Gianluca Gallo a proposito del ritardo nei pagamenti delle rette alle strutture accreditate, del“ridicolo”sistema di rinnovo delle convenzioni edelle assurde richieste di restituzione delle somme erogate per i servizi già prestati.

“Come già preannunciato più volte a mezzo stampa, la situazione per le strutture socio-sanitarie calabresi è diventata insostenibile – sono le parole di Antonio, Maurizio Arci –Da attore protagonista e vittima di un meccanismo perverso che sta portando al tracollo del welfare regionale, mi trovo costretto a paventare il mancato pagamento delle prossime mensilità al personale afferente alle strutture che da anni mi pregio di gestire sul territorio dell’alto Tirreno cosentino, e, a seguire, la chiusura del centro socio educativo “Lo Scoiattolo” per minori provenienti dalle diverse aree del disagio sociale e familiare e della Casa Famiglia Dopo di Noi “Il Belvedere” per disabili gravi senza nucleo familiare, oltre che il licenziamento del personale”.

“Non è ammissibile – prosegue Arci – che nonostante sia riuscito sino ad ora a contrastare i gravi ed ingiustificati motivi di ritardo nel pagamento delle rette da parte della Regione Calabria, con ingenti sacrifici ed esposizioni bancarie per continuare a garantire la regolarità del DURC oltre che il pagamento degli stipendi al personale, oggi mi trovi nella condizione di gettare le armi arrendendomi ad un sistema di welfare disattento ai reali bisogni di un territorio povero di risorse e ricco di incertezze per le fasce deboli della popolazione. Mi appello, quindi, al Prefetto di Cosenza affinché in tempi rapidi si possa pervenire ad una concertazione con i Sindaci dei Comuni sui quali insistono le strutture da me gestite oltre che con i Sindaci dei comuni di residenza dei minori e dei disabili ospitati, per una concreta e responsabile risoluzione delle vicende ormai annose ed insopportabili legate al welfare e per garantire la continuità socio-sanitaria ed assistenziale alle persone bisognose di cure. In caso contrario mi vedrò costretto a dichiarare lo stato di agitazione, coinvolgendo le sigle sindacali e le altre imprese sociali del territorio, e, in extremis, alla chiusura delle strutture condimissione immediata degli ospiti”.

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