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CRONACA

Sabato 06 Aprile 2019 15:12

PICCOLE CENTRALI IDROELETTRICHE LUNGO IL CORSO DELL'ABATEMARCO:LE PREOCUPAZIONI DI ITALIA NOSTRA SUI DEFLUSSI MINIMI VITALI.

L'Abatemarco è un fiume a corso perenne lungo circa 20 km che nasce nei monti della Carpanosa, nei pressi di Verbicaro e dei Monti di Orsomarso, e sfocia nel Tirreno nel comune di Santa Maria del Cedro.  

La valle del fiume Abatemarco è un oasi di verde e di biodiversità poco distante dalla costa , tra i comuni di  Verbicaro, Grisolia e Santa Maria del Cedro che andrebbe maggiormente tutelata, salvaguardata e valorizzata.

Il paesaggio fluviale  potrebbe essere alterato  fra non molto a seguito della possibile  realizzazione lungo il suo corso  di alcune piccole centrali idroelettriche che sfrutterebbero  la già scarsa portata  rimasta di questo corso d’acqua captata nei decenni passati:  infatti il fiume dà anche il nome ad una rete di acquedotti (la cui fonte principale è proprio in corrispondenza della sorgente del fiume) che serve acqua potabile a numerosi paesi della provincia di Cosenza.

Questi impianti , che si prestano bene allo sfruttamento di  finanziamenti pubblici, dovrebbero intubare  una parte delle cubature d’acqua sottraendola al fiume, per cui  l’aspetto critico riguarda proprio il calcolo e la garanzia del “deflusso minimo vitale “ che qual tratto fluviale può sopportare.

Il  deflusso minimo  vitale è rappresentato da  quel quantitativo di acqua rilasciata dall’ opera di captazione sull'asta del fiume  in grado di garantirne la naturale integrità ecologica con particolare riferimento alla tutela della vita acquatica. Quindi il minimo deflusso vitale deve essere considerato come quella portata residua, in grado di permettere a breve e a lungo termine, la salvaguardia della normale struttura naturale dell'alveo e, di conseguenza, la presenza della comunità delle specie  che caratterizzano quell’ ecosistema.

Determinare dunque per il già sfruttato ed impoverito  fiume Abatemarco  una realistica ed effettiva stima   del deflusso minimo vitale  e gli effetti cumulativi  degli impatti di più impianti  istallati lungo il corso fluviale  è cosa di assoluta importanza.

E’ inoltre fondamentale  sottolineare che questi mini impianti hanno un costo di centinaia di migliaia di euro ed una spesa di gestione significativa.

La certezza della loro redditività può essere assicurata solo da studi affidabili senza i quali si corre l’effettivo rischio di arrecare ulteriori danni all’ambiente, con opere che rischierebbero di restare inutilizzate.

E’ questo il caso?

Il monitoraggio idrologico del fiume Abatemarco a quando risale?

Per stabilire la fattibilità di questi impianti, gli studi statistici tenuti presenti per la determinazione  della portata e del deflusso minimo vitale quando sono stati effettuati?

Bisogna tenere presente che , quello fluviale è un sistema complesso la cui stabilità deriva dall’interazione di numerose variabili quindi necessario che ogni scelta sia supportata da una elevata soglia di precausione.

Proprio per tutte queste considerazioni, Italia Nostra fa appello ai comuni eventualmente interessati da questi impianti, e tra questi il comune di Verbicaro,  perché trovino il modo di effettuare tutte  le necessarie verifiche  ed avere tutte le garanzie per evitare che tali impianti possano costituire   un serio pericolo per la salvaguardia dell’ecosistema fluviale.

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