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CRONACA

Sabato 11 Maggio 2019 17:10

Appello delle associazioni di Protezione Civile e Ambientaliste per la Salvaguardia Forestale Antincendio dei Boschi in Calabria: da anni solo parole e nessun tipo di progettazione costante sul fronte antincendio da parte di tutte le Istituzioni.

Questione anticendio boschivo in Calabria: mai oggetto di interventi di prevenzione efficace. E' la denuncia appello diretta in primis alla Regione Calabria, lamentata da tempo da parte dell'associazione di Protezione Civile A.I.B, Falchi del Pollino di Santa Domenica Talao, insieme all'associazione Italia Nostra sezione Alto Tirreno Cosentino. “Da anni, - ribadiscono i rappresentanti delle associazioni che operano in prima linea per la lotta agli incendi boschivi,- non esiste nessun piano strategico di prevenzione del fenomeno distruttivo del fuoco e nessun Istituzione locale, regionale e nazionale agisce e opera nei tempi giusti per favorire un limite al danno eventuale che potrebbe scaturire da un incendio alle vite umane e al patrimonio privato e pubblico. Viviamo da tempo in balia dell'abbandono assoluto ed escludendo le iniziative isolate del Parco Nazione del Pollino, non ci sono segnali di un minima preoccupazione da parte degli enti competenti in materia. Per qunto riguarda la gestione dei boschi, - hanno ribadito i volontari dell'associazione Falchi del Pollino e di Italia Nostra,- l'abbandono colturale è uno dei gravi problemi del settore forestale italiano. Il taglio periodico degli alberi contribuirebbe ad alimentare la crescita di esemplari giovani a scapito di alberi malati e secchi che sono più a rischio incendio. Un monitoraggio costante delle risorse forestali sarebbe un primo passo efficace di prevenzione insieme alla pulizia del sottobosco. Infatti questa operazione aiuterebbe a controllare il problema incendi. Un territorio curato rappresenta un ostacolo alla propagazione delle fiamme, La mancata manutenzione del sottobosco contribuisce ad evitare che l'acqua piovana bagni il terreno rendendolo di conseguenza più secco e l'erba secca è facilmente infiammabile. Lo stesso discorso vale per le aree verdi urbane la cui erba dovrebbe essere tagliata regolarmente, ma anche i rifiuti abbandonati al limitare le aree boschive possono essere veicolo di incendio. Quello che chiediamo alle Istituzioni è di intervenire nei tempi giusti in modo costante e cooperativo sulla gestione della prevenzione incendi. Manca, - hanno continuato i rappresentanti delle associazioni, - oltre che un coordinamento organizzativo permanente, logistica ed infrastrutture efficaci come la creazione di punti di acqua ed una buona viabilità forestale, che sono fondamentali per intervenire in maniera celere in caso di incendi, ma anche fasce antifuoco e punti atterraggio per elicotteri A.I.B. Che agevolano il lavoro delle squadre in caso di attacco del fuoco al nostro patrimonio boschivo. In Calabria siamo ad anno zero sulla questione anticendio e non possiamo più continuare ad essere vittime di eventi che possono essere gestiti limitando al minimo i danni e, paradossalmente, anche le risorse”.

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