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CRONACA

Lunedì 07 Ottobre 2019 12:26

PAOLA .ITALIA NOSTRA: IL COMUNE DI PAOLA SI APPRESTEREBBE A CANCELLARE CON UNA OPERAZIONE DI TAGLIO 22 ETTARI DI BOSCO IN PREVALENZA FAGGIO,IN LOCALITA' COZZO CERVELLO.

Il comune di Paola si appresterebbe a cancellare con una operazione di taglio  ben 22 ettari di bosco di alto fusto a prevalenza di faggio, in località Cozzo Cervello.

Invece di tutelare e conservare questa area naturalistica  per l’intera collettività, se ne vuole disfare eliminando un numero notevole di faggi  in cambio di un ricavato di € 54.000,00

Pare si tratti addirittura di un taglio da ritenersi STRAORDINARIO , in quanto non assoggettato alle previsioni  del Piano di Gestione Forestale alla data del 5.3.2019 in fase di stesura.

Ma quello che più sconcerta è che la eliminazione di tutto questo patrimonio naturalistico  fatto non solo di alberi, ma anche di flora e fauna, avviene all’interno della perimetrazione  del SIN cioè di un Sito di Interesse Nazionale, denominato “BOSCO LUTA” Codice IT 9300191 a dominanza di faggete  con Abies, Taxus e Ilex,  localizzato lungo la catena costiera.

A tale riguardo  è bene che i cittadini sappiano che la Regione Calabria,  nell’ambito degli interventi P.I.S Rete Ecologica Regionale  Fase Definitiva , nella misura 1.10 POR 2000.2006, ha dato incarico ad un gruppo di lavoro formato da valenti geologi,  ingegneri, agronomi, architetti, biologi ed esperti  per la componente flora-vegetazione-habitat ed avifauna per la redazione della Relazione Generale riguardante i Siti di Interesse Nazionale, come quello in questione, ed i Siti di Interesse Regionale.

L’obiettivo principale dello studio  riguardante il S.I.N “Bosco Luta” era ed e’ la conservazione dell’ ecosistema forestale, della sua funzionalità e biodiversità.

nella relazione vengono elencate alcune  linee gestionali per la conservazione del patrimonio botanico vegetazionale del sito che in nota riportiamo.

Queste indicazioni gestionali non sono assolutamente  compatibili anzi sono nettamente in contrasto  con il depauperamento  del bosco, interessato da un taglio ingiustificato.

C’è da chiedersi se tali linee di gestione frutto di uno studio specialistico commissionato dalla Regione Calabria , forse approvate dalla stessa  con atto deliberativo, siano note ai Dirigenti regionali,   Dipartimento 2 “Presidenza” U.O.A. Politiche della Montagna e Forestazione, e  a chi oggi intende cancellare dal Sito di Interesse Nazionale  “Bosco Luta”  22 ettari di faggete,con conseguenze gravissime alla biodiversità, sul Paesaggio montano e sulla tenuta dei suoli. Senza dimenticare che la Catena Costiera, di cui il Bosco di Luta fa parte, è interessata dal Cammino di San Francesco, itinerario escursionistico che per il suo patrimonio di paesaggio, natura, arte e” stato riconosciuto dal MIBAC tra i 41 Itinerari dell’Atlante dei Cammini d’Italia.

In una fase storica cruciale in cui sono in corso possenti sommovimenti giovanili per la tutela dell’ ecosistema mondiale e lo stesso Papa  ha convocato un Sinodo sull’Amazzonia , polmone  di fondamentale importanza per il pianeta, Italia Nostra farà la sua piccola ma essenziale parte per  impedire che il bosco di Cozzo Cervello venga tagliato. Ma vogliamo  augurarci  che nel contempo  il comune di Paola e la Regione Calabria trovino il mododi riflettere e di rinunciare, per le rispettive competenze, a questo intervento il cui sacrificio richiesto a tutto l’ecosistema tutelato del bosco, non trova alcun riscontro economico che possa giustificare uno scempio forestale così grave ed impattante.

 

 

NOTE: dalla Relazione Generale S.I.N.

 

 

1.       Vietare  il taglio di esemplari di siti forestali a dominanza faggio  con presenza di tasso, agrifoglio ed abete bianco (habitat prioritari  9210* e 9220*);

2.       Per la fauna si indica la gestione del bosco con interventi che preservino e che vadano  nella direzione dell’INCREMENTO di habitat disponibile. Si indicano azioni atte e  favorire la rinnovazione spontanea  delle specie forestali indigene, il ripristino ed il mantenimento di boschi  autoctoni, nonché la conservazione dei boschi cedui di alto fusto, con il mantenimento di alberi vetusti  e senescenti , o con cavità  di alberi morti ; qualora possibile  sono auspicabili rimboschimenti in relazione alla tipologia del bosco originario. E qui , invece, si vuole tagliare.

3.       Acquisire i diritti di taglio nell’area occupata dagli habitat prioritari; altro che taglio!

4.       Mantenimento del reticolo idrico di quota senza imbrigliamenti o canalizzazioni spinte: ciò permetterebbe  la sopravvivenza del ricco mosaico di piccoli ambienti umidi che caratterizzano alcuni siti. (come potrebbe mantenersi questa situazione  se viene eliminato  un largo tratto di faggete?)

 

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