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CRONACA

Venerdì 27 Marzo 2020 17:21

Richiesta sperimentazione nuovo protocollo, presidio sanitario e tamponi comune di San Lucido.

Preg.ma Presidente Santelli,

          come noto, la comunità di San Lucido sta vivendo una situazione di rigida chiusura, attuata nel tentativo di contenere l’infezione. Tuttavia, con il passare delle ore, le notizie di nuovi contagi e di nuovi decessi nonostante la drasticità delle misure adottate, vanno ad alimentare tra i cittadini un preoccupante dubbio circa l’efficacia dell’isolamento domestico, specie per i casi positivi o sintomatici. La comunità di San Lucido chiede quindi che possano essere adottate ulteriori e più incisive misure per aiutarla a superare proficuamente questa situazione di totale chiusura, ad esempio adottando l’utilizzo del nuovo protocollo, appena autorizzato, con il farmaco usato in Francia. Si ribadisce la necessità di una campagna di tamponi a tappeto, su tutta la cittadinanza, per andare a definire con certezza e precisione l’effettiva positività dei casi esaminati, evitando, ad esempio, di porre in quarantena, sotto lo stesso tetto e a stretto contatto, nuclei familiari in cui vi è la presenza di un soggetto asintomatico che, magari uscendo poi per necessità, potrebbe prolungare la diffusione del virus, suo malgrado. Il passaggio successivo potrebbe essere quello, già proposto, di isolare i casi positivi in apposite strutture, anche tra quelle che le normative vigenti consentono di adibire in via temporanea per scopi sanitari. Ciò consentirebbe di trattare in maniera dedicata quella parte della cittadinanza affetta dal virus, concentrando tutti gli sforzi su questi casi, che potranno essere assistiti sino alla effettiva negativizzazione della malattia. Infine sarebbe opportuno andare ad istituire dei presidi sanitari ad hoc, dotandoli di tutti i necessari dispositivi di sicurezza e medici, affinché si possa elevare la qualità delle cure e ad estendere il numero dei soggetti che ne possono usufruire. Ad oggi, purtroppo, la capacità di risposta del sistema sanitario regionale appare non sufficientemente strutturata per affrontare l’emergenza in corso. Perciò, proprio per non andare a gravare una situazione già di per sé difficile, sacrificando ulteriori posti letto e personale sanitario che non c’è, potrebbe essere utile ed efficace adottare misure come quelle qui proposte, per rallentare la diffusione del virus e dare a chi inevitabilmente si ammalerà maggiori chance di essere curato al meglio, con la speranza e la consapevolezza che queste problematiche possano spingere le persone a rimanere in contatto e ad agire in modo positivo.

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