RADIO ONE BANNER SOPRA
ascolta le ultime previsioni meteo

POLITICA

Martedì 17 Marzo 2015 09:31

DIAMANTE. PORTO: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI COMUNALI PASCALE E SAVARESE.

Egregi cittadini,

Egregi colleghi,

dopo l’annuncio della positiva definizione del parere ambientale sulla variante del porto, reso dall’On. Oliverio durante l’incontro intercorso  con i cittadini di Diamante, il Sindaco Sollazzo ha tenuto, lo scorso 19 febbraio, una conferenza stampa per fare il punto  sullo sviluppo della vicenda e per informare gli amministrati sui tempi previsti per l’inizio dei lavori di costruzione del porto.

Dopo anni di sconcertante silenzio e dopo numerosi mesi di omertosa connivenza istituzionale con alcuni apparati pubblici a servizio  del mal’affare, il Sindaco ed altri esponenti della G.M. cercano, da qualche settimana, anche con interventi sulla stampa, di fare bere ai cittadini l’amaro calice delle false argomentazioni con cui, tra qualche mese, serviranno a  giustificare lo “ status quo”, ovvero il fermo permanente  dei lavori.

L’anomala supina posizione attualmente esistente della P.A. evidenzia i molteplici illeciti interessi riconducibili alla società aggiudicataria della originaria “licitazione privata per l’affidamento in concessione dei lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto del comune di Diamante e della sua successiva gestione” e  appalesa il senso del nodo scorsoio  con cui la Regione Calabria e il Governo comunale ha strangolato l’anelito di conoscenza presente nel popolo Adamantino sulla questione che da anni, in violazione degli accordi contrattualmente stipulati, ha consentito il fermo dei lavori del porto senza che ci sia alcuna motivazione plausibile sotto il profilo tecnico, politico e amministrativo.

Il tutto, a nostro avviso, ruota attorno agli interessi privati della ATI ICAD S.r.l..

Per quanto ci riguarda, il gruppo consiliare “Diamante Futura” ha cercato di assumere un ruolo politico teso a rimarginare la profonda lesione sociale attualmente esistente tra quei cittadini che nella nostra comunità sono portatori di specifici interessi del mondo del lavoro e quella P.A. che fin’ora ha partorito solo gli illeciti atti amministrativi che hanno determinato il blocco dei lavori di costruzione del porto, per favorire gli interessi privati dell’ATI ICAD Srl, contro quelli della comunità amministrata.

I commercianti, i pescatori, gli operatori del mondo nautico sono sempre rimasti emarginati e isolati a causa della posizione di parte che alcuni potentati regionali e comunali hanno sempre tenuto in favore della ditta affidataria dei lavori di costruzione del porto e della sua successiva gestione.

E’ utile rammentare come la posizione del sindaco Sollazzo e della sua G.C. abbia tutt’ora il compito di garantire gli interessi della società concessionaria:interessi nati all’ombra  del potente Assessore regionale ai LL.PP. presente nella G.R. di centrosinistra in carica al momento della pubblicazione del bando di gara e, successivamente, cresciuti sotto l’ombrello dell’Assessore regionale ai LL.PP. subentrante con l’avvento della G.R. di centrodestra.

Per salvaguardare gli interessi patrimoniali dell’ATI ICAD  Costruzioni Generali Srl e Diamante Blu  srl tutti i sindaci che si sono succeduti nell’ultimo decennio hanno violentato e mortificato gli interessi della collettività adamantina accettando supinamente che specifici Uffici regionali, con i loro atti, determinassero ingiustificabili ed illecite procedure amministrative in favore dell’ATI ICAD Srl Diamante Blu srl.

I responsabili di tali Uffici, in preda ad una sorta di delirante onnipotenza, si arrogano, tutt’oggi, il diritto di condizionare la vita democratica della nostra comunità, nella certezza di essere  garantiti da caste  e poteri forti che assicurano loro impunità.

In Italia, non è la prima volta che soggetti facenti parte della massoneria, della politica o della magistratura si siano posti al servizio del mal’affare, coprendo con il loro ruolo, anche istituzionale, atti illeciti messi in essere per soddisfare interessi di parte contro quelli collettivi.

Nel caso che ci riguarda si potrebbe anche ipotizzare la presenza di interessi riconducibili a quell’ associazione dei  calabresi, che spadroneggia in Italia e all’estero.

Per non tediarVi oltre, vorremmo ora specificare sinteticamente perché trattasi di illecite determinazioni messe in atto per favorire l’ATI ICAD-Diamante Blu srl.

In modo autonomo ed autoreferenziale la ditta concessionaria dell’appalto dei lavori per la costruzione del porto di Diamante e per la successiva gestione, ha sospeso i lavori  in corso “motu proprio”, arrogandosi il potere di presentare alla Regione Calabria una “perizia suppletiva e di variante migliorativa che, in violazione delle vigenti leggi sugli appalti pubblici, stravolgendo completamente il progetto originario aggiudicatario della licitazione privata esperita dalla Regione Calabria per realizzare esclusivamente “lavori di ristrutturazione e completamento del molo ricovero natanti da diporto del Comune di Diamante”, ha ridimensionato lo specchio d’acqua portuale, ha ridotto i posti barca originariamente previsti dagli elaborati tecnico-progettuali e ha previsto un incremento del finanziamento regionale di circa duemilionicinquecentomila euro per la ristrutturazione di beni immobili di titolarità comunale, posti ai limiti dell’area portuale interessata dalla progettazione aggiudicataria della licitazione privata.

Così facendo l’ATI ICAD Srl Diamante Blu srl ha messo in atto autonomamente ed autoritariamente, con l’avallo di alcuni specifici Uffici Regionali, una illecita perizia suppletiva di variante migliorativa che prevede un finanziamento aggiuntivo di € 2.500.000,00 tramite procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara.

Ma c’è di più.

Sia l’apparato politico regionale che quello tecnico, come se fossero servitori dell’ATI ICAD Srl, al fine di approvare l’illegittima perizia suppletiva proposta unilateralmente dell’ATI ICAD SRL-DIAMANTE BLU SRL hanno, per l’affidamento diretto dei lavori,  messo in atto un’anomala procedura negoziata ai sensi dell’art. 57 comma 5 del D.lgs 163/2006.

Tale affidamento diretto non solo non è previsto dalla legge ma è esplicitamente vietato nel caso che ci riguarda.

Infatti l’art.57 che prevede la procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara, al comma 5 testualmente recita:

“Nei contratti pubblici relativi a lavori e negli appalti pubblici relativi a servizi, la procedura del presente articolo e', inoltre, consentita:

    a) per i lavori o i servizi complementari, non compresi nel progetto iniziale ne' nel contratto iniziale, che, a seguito di una circostanza imprevista, sono divenuti necessari all'esecuzione dell'opera o del servizio oggetto del progetto o del contratto iniziale, purche' aggiudicati all'operatore economico che presta tale servizio o esegue tale opera, nel rispetto delle seguenti condizioni:

        a.1) tali lavori o servizi complementari non possono essere separati, sotto il profilo tecnico o economico, dal contratto iniziale, senza recare gravi inconvenienti alla stazione appaltante, ovvero pur essendo separabili dall'esecuzione del contratto iniziale, sono strettamente necessari al suo perfezionamento;

        a.2) il valore complessivo stimato dei contratti aggiudicati per lavori o servizi complementari non supera il cinquanta per cento dell'importo del contratto iniziale;

    b) per nuovi lavori o servizi consistenti nella ripetizione di lavori o servizi analoghi già affidati all'operatore economico aggiudicatario del contratto iniziale dalla medesima stazione appaltante, a condizione che tali lavori o servizi siano conformi a un progetto di base e che tale progetto sia stato oggetto di un primo contratto aggiudicato secondo una procedura aperta o ristretta; in questa ipotesi la possibilità del ricorso alla procedura negoziata senza bando e' consentita solo nei tre anni successivi alla stipulazione del contratto iniziale, e deve essere indicata nel bando del contratto originario; l'importo complessivo stimato dei servizi e lavori successivi e' computato per la determinazione del valore globale del contratto, ai fini delle soglie di cui all'articolo 28.”

Quindi, l’approvazione della perizia suppletiva e di variante migliorativa presentata dall’ATI ICAD Srl- DIAMANTE BLU Srl deve essere revocata in autotutela, in quanto il richiamato art.57 comma 5 del D.lgs 163/2006 non è applicabile al caso in questione. Il popolo di Diamante vuole vivere e crescere nella legalità. Orbene, per evitare che il disegno illecito messo in atto congiuntamente da alcuni Uffici regionali e dall’ATI ICAD SRL-DIAMANTE BLU SRL, venga posto a compimento con  grave danno patrimoniale dello Stato e con illecito vantaggio di  privati,  al fine di ripristinare la legalità violata con gli atti amministrativi emanati dalla P.A. per approvare la variante suppletiva e perizia migliorativa presentata dall’ATI ICAD Srl, il gruppo consiliare “Diamante Futura”

CHIEDE

a)      Che l’On. Presidente della Regione Calabria verifichi tramite l’apparato amministrativo a sua disposizione e/o con i mezzi che riterrà più opportuno,  la legittimità dell’iter amministrativo messo in atto dagli Uffici regionali a seguito della richiesta dell’ATI ICAD SRL-DIAMANTE BLU SRL, per l’approvazione della variante suppletiva e migliorativa, presentata esclusivamente per esigenze del concessionario.  b)     Che il Sindaco di Diamante, nella sua qualità di legale rappresentante del Comune destinatario e corresponsabile degli atti messi in essere per la realizzazione del porto, verifichi tramite l’Ufficio tecnico comunale, diretto dell’ing. Tiziano Torrano e tramite il Direttore Generale dell’Ente, se le norme utilizzate per l’approvazione della perizia di variante, con particolare riguardo all’applicazione dell’art.57 comma 5 del D.lgs 163/2006, siano da ritenersi congrue sotto il profilo tecnico-amministrativo.   c)       Che il Segretario Comunale valuti se il contenuto della presente relazione sia meritevole di approfondimenti da parte dell’autorità giudiziaria e, nel caso affermativo, si faccia carico di quanto necessita per rappresentare le notizie “criminis” al vaglio della magistratura di Paola e di Catanzaro, competenti per territorio.


I consiglieri comunali
 Giuseppe Pascale -Giuseppe Savarese           

Lascia un commento

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie visita la pagina Note legali - Privacy -Cookie