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POLITICA

Mercoledì 18 Marzo 2015 15:19

Questione Sanità Calabrese: tempi lunghi per pazienti anche con commissariamento. Emigrazione in aumento. Il rappresentante di Terza Via Scalea propone appello alle associazioni per la mobilitazione: occupiamo tutto!

Carissimo Presidente Oliverio, comprendo le ragioni che portano l’amministrazione regionale a proiettarsi verso la fine del commissariamento per quanto riguarda la sanità, tuttavia ritengo disumane le condizioni in cui versano la maggior parte degli ospedali calabresi e in particolar modo il degrado che vive la zona dell’alto tirreno cosentino, sia per quanto riguarda il servizio sanitario presente, sia per le strutture, praticamente abbandonate a se stesse, come l’ospedale di Praia a Mare, che era il meglio che la zona potesse esprimere nell’arco di 50 km, e come l’ospedale di Cetraro ormai fatiscente. Certamente qui non vengono messi in dubbio le professionalità che lavorano presso queste strutture a cui va davvero un plauso per le condizioni in cui operano, ma non si può dormire più in questo lassismo, pur ribadendo e contemplando tempi politici e tecnici burocratici che non dovrebbero nemmeno presentarsi di fronte ad un diritto costituzionale e ancor peggio, di fronte al diritto alla vita. In Calabria, caro presidente Oliverio, con la scusa del rientro da debiti che cittadini comuni  non hanno mai fatto, credo si stia continuando a calcare la mano sull’acceleratore del regresso e chi doveva essere responsabile dei danni fatti in passato, o di risorse rubate e sparite, non si è nemmeno visto pagare ciò che ha tolto, in parole povere, alla  vita stessa delle persone e quindi al nostro territorio. Oggi noi tutti  assistiamo inermi alla partenza costante di cittadini che, se arrivano in tempo ed hanno le risorse per vivere il disagio da emigrati malati verso il nord, sopravvivono forse a patologie che qui, in questa regione sfortunata,non vengono trattate come si dovrebbe. E’ la storia di tutti i giorni ed è la storia che accomuna tutti i calabresi, che continua incessantemente a ripetersi nelle varie forme e sotto ogni tipo di abuso e di offesa alla dignità delle persone. Tutti! Non si salva nessuno, nemmeno Lei caro presidente Oliverio. Per queste ragioni ritengo inutile, addirittura, continuare a prendersi in giro e aspettare che le cose tentino a migliorare perseguendo,di conseguenza, il decorso della Politica Istituzionale blindata su posizioni incostituzionali. La stessa irrazionalità politica che fa passare la distruzione del diritto di libertà dal bisogno come normale amministrazione per il “rientro del costo delle siringhe”, come legge a cui tutti devono uniformarsi. Ditelo al Governo, caro Presidente: non è cosi c che si tratta la dignità delle persone, non è cosi che si abbattono le file! In Calabria per una visita cardiologica in un ospedale pubblico a volte si superano i 140 giorni, per una risonanza magnetica anche i 120 giorni, per una colonscopia altrettanto e se non ci si crede, basta prenotarsi senza “raccomandazioni del compare di turno”. Questo è il sistema in cui siamo relegati per difetto e in conseguenza, non solo, ad un passato di sprechi, ma per l’adozione di parametri scelti dalla politica. Lo sappiamo tutti, ma facciamo finta di non vedere l’oblio di fronte a noi stessi, fino a quando poi, sfortunatamente ,  capita di andare ad un qualsiasi pronto soccorso per conoscere la materia dell’inferno. Ed è proprio per la vita delle persone che attendere ulteriormente passaggi a Roma o a Catanzaro non serve a niente. La dimostrazione palese di un Governo sordo che non considera nemmeno importante avere un interlocutore locale capace di trovare soluzioni è una risposta chiara. Per questo l’unica via, a nostro avviso, che può portare risposte, purtroppo, è la protesta: la mobilitazione compatta di tutte le forze democratiche che ritengono necessario dare un segnale di cambiamento per la Calabria. Un segnale forte che va dato in primis dalle associazioni, dai sindacati, dai  comitati che da anni si battono per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini. Ognuno di noi, ogni cittadino calabrese dovrebbe iniziare a considerare questa proposta in prima persona e scendere in piazza capillarmente, occupare pacificamente tutti gli ospedali e i poliambulatori della provincie calabresi, tutte le sedi amministrative locali e romane, con un organizzazione precisa, decisa e non violenta, che ha l’obiettivo fermo di dover dare un segnale e una spallata decisa al degrado, all’abolizione del diritto alla salute sancito dalla Costituzione Italiana. Per fare questo occorre  la solidarietà e l’unione di tutti e seguire regole semplici  atte a salvaguardare comunque i servizi senza  cadere alle provocazioni. Non vogliamo più obitori, caro Presidente, ma ospedali che funzionano! Questo è ciò che noi di Terza Via Scalea proporremo alle forze democratiche, sindacali e solidali chiamate all’appello, promuovendo in questi giorni, in un modo o nell’altro, la possibilità di istituire la mobilitazione attraverso un “action day” contro corruzione e malasanità in Calabria. Binomio tristemente reale che rientra nell’orbita del degrado sanitario calabrese. La Calabria deve scuotersi, non possiamo continuare a vedere persone che per curarsi decentemente devono emigrare e trovare risposte sanitarie in tempi concreti e ristretti che si potrebbero benissimo dare con un minimo di organizzazione del servizio. In gioco c’è la vita di tutti, alziamo la testa, presidente!

 

Il coordinatore del movimento Terza Via Scalea - Antonio Pappaterra

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