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POLITICA

Domenica 15 Giugno 2014 19:05

SCALEA. Nicola Biondi presidente dell'associazione Noi per il Territorio: "Non rassegniamoci, Scalea deve tornare ad essere la Perla del Tirreno”.

“L’intervista rilasciata da Don Cono riapre a Scalea una discussione a cui noi intendiamo partecipare esprimendo il nostro pensiero”.  Lo ha detto il presidente dell’associazione “Noi per il Territorio” Nicola Biondi il quale aggiunge: “E’ vero, Scalea è priva di un  confronto fra associazioni, partiti e sindacati; questi ultimi inesistenti ed incapaci di interpretare i problemi della gente. Il comune è commissariato, gran parte del territorio posto sotto sequestro dalla magistratura, la disoccupazione giovanile ha raggiunto limiti insopportabili, commercio in crisi, strutture turistiche che tardano ad aprire, la questione dei rifiuti affrontata ma non risolta. Eppure Scalea – afferma Biondi - è un paese che ha notevoli risorse umane, professionisti seri, uomini laboriosi ed onesti, strutture eccellenti nel settore turistico e commerciale ma ognuno vive il proprio mondo e così si corre il rischio che la vecchia classe dirigente continui ad essere protagonista. Noi siamo dell’avviso che per salvare Scalea e darle un futuro certo, questo pericolo deve essere scongiurato. Le associazioni presenti sul territorio, gli uomini di buona volontà,  i pochi partiti che esistono, i sindacati, la Chiesa, devono potersi incontrare e da un confronto serio creare i presupposti per il futuro di Scalea. Noi – sottolinea il presidente dell’associazione “Noi per il Territorio”- intendiamo assecondare il pensiero di Don Cono e ci impegniamo ad assumere tutte le iniziative necessarie per confrontarci e discutere per la ricerca del bene comune. Per cui come associazione “Noi Per Il Territorio” avvertiamo la necessità di trovare l’orgoglio di sentirci protagonisti del futuro della nostra città. Incontriamoci, confrontiamoci, lasciamo alle nostre spalle gli egoismi personali e lavoriamo uniti alla ricerca di una nuova classe dirigente che abbia come obiettivo il perseguire il bene comune; lo dobbiamo fare per i nostri figli e sposare la cultura della solidarietà. Non perdiamo tempo – conclude Biondi - cerchiamo di superare la rassegnazione che è il vero nemico del futuro della nostra Scalea, affinchè torni ad essere la vera perla dell’alto tirreno cosentino”.

1 commento

  • Quello che non mi spiego come mai adesso che ce lo stato scalea e peggio di quando governavano i delinquenti? Attenzione ho appena acquistato casa a scalea sono 30 anni che ci veniamo un tempo con i nostri genitori adesso non solo loro ma anche noi abbiamo acquistato quindi la mia critica mira a credere in un miglioramento anche perche non voglio affermare si stava meglio quando stavamo peggio

    inviato Sabato 09 Agosto 2014 14:58 da farina giovanni

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