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POLITICA

Venerdì 11 Agosto 2017 04:18

Cetraro. La Giunta Aita abbia il coraggio di privilegiare il piano delle acque

Tiziana Ruffo.  E’ contradditorio a Cetraro la diffusa presenza nelle colline di tante acque sorgive con la sistematica penuria del prezioso liquido, non solo nelle contrade ma anche nel centro urbano e nella marina. A porre la questione è il vicesegretario del Pd, Aldo Gravino, che chiede con forza all’amministrazione comunale di elaborare con urgenza un piano delle acque che consenta un proficuo utilizzo delle risorse idriche attraverso un sistema di acquedotti rurali in grado di captare e canalizzare le acque con rilevanti ricadute positive per l’intera comunità. “Se prima la difficoltà  riguardava molte zone delle Contrade che hanno sempre chiesto giustamente la soluzione del problema,- ha dichiarato Gravino- in questa estate anche la Marina e il Centro stanno avendo serie difficoltà  di approvvigionamento”. Una città – sottolinea Gravino -   ha come obbligo quello  di garantire la disponibilità  idrica alla comunità nell’intero arco dell’anno e soprattutto nel periodo estivo. Puntualmente  tuttavia si arriva impreparati alla stagione estiva con il risultato che si mettono a dura prova tanti vacanzieri che nonostante tutto hanno scelto Cetraro per trascorrere il tempo libero. Gravino sottolinea che il suo intervento non va interpretato come una critica all’amministrazione comunale, ma deve essere invece inteso come un contributo costruttivo con il comune interesse di creare le condizioni ottimali per assicurare un soggiorno gradevole e di qualità “Faccio richiesta all'amministrazione comunale – fa sapere Gravino- affinché  rilevanti  risorse economiche siano impegnate per portare avanti un programma che metta in primo piano la risoluzione del  problema”, che riguarda il potenziamento del sistema degli acquedotti, la modernizzazione della rete idrica , ormai totalmente obsoleta, la costruzione di una rete fognaria in tutte le contrade. Si tratta di avere il coraggio di compiere scelte e di riconoscere l’assoluta priorità del piano delle acque rispetto a tante altre opere pubbliche, che potrebbero essere rinviate. Amministrare significa utilizzare le risorse con equilibrio e privilegiando i servizi primari rispetto a tante altre spese, che spesso non sono assolutamente necessarie.

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