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POLITICA

Venerdì 25 Agosto 2017 04:58

Praia a Mare. Cesareo contesta la decisione del dg Mauro considerata illegittima. Il neo direttore visiterà la struttura ospedaliera.

Tiziana Ruffo. “Ho avviato le vie legali.  La Procura di Paola deve ascoltarmi”. Il neo direttore sanitario del presidio ospedaliero di Praia a Mare, Vincenzo Cesareo,  non ci sta a subire passivamente il decreto di spostamento da direttore degli ospedali riuniti Cetraro-Paola  senza conoscere le reali motivazioni di una decisione unilaterale presa dal  direttore generale  dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro.  “Alla base di un provvedimento – incalza Cesareo-  ci dovrebbero esser motivazioni fondate, che allo stato non conosco”. Come è noto,  il direttore generale dell’Asp Raffaele Mauro  ha assegnato al presidio ospedaliero di Praia a Mare come direttore sanitario, il dottor Vincenzo Cesareo, che dovrà assolvere ai compiti propri della qualifica di appartenenza e collaborare all’imminente riapertura del presidio. Con questa disposizione il dirigente provinciale ha revocato la delibera del 2012 che di fatto incaricava Vincenzo Cesareo direttore sanitario dello Spoke Cetraro – Paola. Un provvedimento che arriva all’indomani della decisione di Ceareo di   chiudere per ferragosto il reparto di ginecologia e ostetricia al Iannelli di  Cetraro,  che probabilmente non  è stata condivisa da Mauro. Il fatto che il dg Mauro abbia  annullato  il decreto  però non è andato giù a Cesareo. “Si tratta di un atto incomprensibile e illogico – ha incalzato  Cesareo – sono vincitore di un concorso interno, questo atto di revoca non ha senso. Inoltre, il presidio di Praia rientrerebbe nello Spoke Cetraro-Paola, pertanto, non c’è bisogno di questa ulteriore scissione”. La critica di Cesareo è rivolta prevalentemente alla presunta illegittimità della decisione di Mauro e non alla  nuova  nomina di direttore della  struttura ospedaliera di Praia a Mare. “Per me è un onore poter contribuire alla rinascita del presidio ospedaliero di Praia a Mare. Sono stato uno dei primi a considerare la sua conversione in Capt un vero e proprio delitto ai danni della sanità del Tirreno cosentino”. Tutto  dunque lascia presagire che tra Cesareo  e Mauro si possa aprire un braccio di ferro destinato a chiamare in causa la Magistratura, che dovrà dirimere questa complicata matassa. Con un atto dirigenziale Mauro, in effetti,   ha messo a riposo forzato il dirigente sanitario, obbligandolo a riconvertire il presidio da Unità operativa semplice Capt in Ospedale. Intanto  questa mattina (25 agosto) il neo direttore  si recherà al nosocomio praiese per prendere contezza della situazione in cui attualmente si trova la struttura sanitaria e per predisporre per quanto attiene alle sue competenze, un piano di riorganizzazione volto ad agevolare la funzionalità dell’ospedale. “E’ necessario capire  cosa bisogna realizzare- ha commentato Cesareo.  Certamente si punterà ad allestire un Pronto soccorso con  tre anestesisti, tre cardiologi e tre chirurghi per garantire le emergenze - urgenze”. Il  decreto del commissario ad acta che dovrebbe riconvertire il presidio da Unità operativa semplice Capt in Ospedale è comunque  pronto  e il 30 settembre dovrebbe essere pubblicato. Ancora una volta la sanità si ripropone nel Tirreno cosentino  con tutte le sue criticità e con tanti contrasti che ne compromettono l’immagine, il prestigio  e l’efficienza. L’impressione diffusa nell’opinione pubblica è che la confusione continua ad imperare sovrana in un comparto di rilevanza strategica, che richiederebbe invece linearità, trasparenza, assoluta correttezza nella gestione della sua complessiva  funzionalità.  

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