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POLITICA

Lunedì 04 Settembre 2017 07:20

Cetraro. Il centro ittico non decolla e i pescatori chiedono altri punti vendita nella città

 Tiziana Ruffo.  Continua a tenere banco nel dibattito politico cetrerese la spinosa questione del centro ittico. il primo cittadino Angelo Aita ha convocato per domani (5 settembre)  alle ore 18.00,  nella sede del municipio,  tutte le forze politiche per informarle sull’esito dell’incontro con i pescatori che l’amministrazione comunale ha tenuto sabato scorso. Tale esigenza era scaturita dalla situazione di stallo in cui si è venuto a trovare la struttura ittica in considerazione del fatto che i pescatori non hanno inteso mettere a disposizione il pescato con il risultato che il centro ittico, pure essendo formalmente aperto, è rimasto in attivo per mancanza di pesce. Alla riunione di sabato i pescatori, presenti in gran numero, hanno discusso, come ha sottolineato Angelo Aita,  “quali strategie vanno  adottate insieme per risollevare una categoria che attraversa immense difficoltà”. Nell’occasione è stata riconfermata l’ampia disponibilità a far funzionare il mercato ittico “quale primo punto vendita, garantendo la loro presenza a turno e compatibilmente con il carico di lavoro personale”. I pescatori hanno chiesto  al sindaco “di attivarsi per installare altri punti vendita del proprio pescato in città per permettere loro di poter vendere, in assoluta tranquillità e visibilità, prodotti provenienti dalla marineria di Cetraro”. richieste queste che hanno già creato una forte discussione nel mondo politico, preoccupato per la situazione che si è venuta a creare e per il rischio concreto che il ruolo del centro ittico sia declassato e progressivamente esautorato. Non si capisce il senso della turnazione come dovrebbe avvenire  e perché dovrebbe avvenire, non avrebbe senso aver costruito un centro ittico, costato alla collettività settecentomila euro, per poi procede alla creazione di nuovo punti vendita nella città, non pare  compatibile questa impostazione gestionale,  in attesa del bando definitivo che formalmente dovrebbe considerare la vendita del pesce come l’attività della struttura ittica, che a quel punto dovrebbe accentrare la vendita al dettaglio e la  vendita all’ingrosso. La valutazione politica delle richieste dei pescatori sarà dunque al centro della riunione di domani dove si cercherà di capire se è opportuno in questa fase considerare inutile la gestione diretta del comune ed aspettare l’espletamento del bando o se invece devono essere trovate soluzioni in grado di avviare  concretamente l’attività del centro ittico con il piccolo pescato. In questa fase le difficoltà organizzative sono complesse, la categoria dei pescatori sembra recalcitrante, le soluzioni non sono dietro l’angolo dato che il centro ittico riveste un’ importanza strategica nella gestione di un comparto che per anni ha vissuto in un contesto di assoluta illegalità. Un nodo complicato da sciogliere che richiede il contributo di tutti con l’obiettivo di rimettere  nei giusti binari una questione che ormai si protrae da troppo tempo.   

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