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POLITICA

Venerdì 06 Ottobre 2017 05:33

Cetraro. Con il declino della giunta Aita si profilano nuove alleanze.

Tiziana Ruffo. È stato un incontro proficuo quello che si è tenuto mercoledì sera nella sede del circolo del Pd con L’ “Unione delle contrade” sulla crisi amministrativa e sulle prospettive alternative da costruire per avviare un nuovo percorso economico e sociale della città di Cetraro. “Il disagio sociale che colpisce la nostra cittadina- ha detto il capogruppo del Pd, Ermanno Cennamo- richiede una radicale rivisitazione delle strategie sinora adottate. Nonostante siano stati utilizzati circa cinquanta milioni di finanziamenti per opere pubbliche, Cetraro rimane tra gli ultimi posti in Calabria per la grave disoccupazione che affligge le nuove generazioni e la comunità sociale nel suo complesso”. I dati Istat convocano il “Sistema Cetraro” con il 28% al penultimo posto in Calabria. “Un dato allarmante - ha sottolineato Cennamo- su cui è importante riflettere per capire quali contromisure bisogna adottare per restituire competitività ed efficienza al Sistema Cetraro, pesantemente condizionato in negativo dalla pervasiva e deleteria azione di fenomeni malavitosi ed illegali”. L’amministrazione comunale, secondo Cennamo “naviga a vista” , non avrebbe una progettualità ben definita sulle strategie di sviluppo. “Non è in grado di dare risposte neanche alla questione più volte sollevata dal Pd a proposito della sistemazione dei 22 Lsu dipendenti del comune la cui agevolazione scade a dicembre di quest’anno”. Una futuro incerto per questi dipendenti comunali sui cui, come ha ribadito Cennamo “si registra un silenzio assordante”. Sulla stessa lunghezza d’onda la posizione espressa dal coordinatore dell’Unione delle contrade, Mario Castiglia, che ha puntato il dito sull’attuale sfascio amministrativo e sulla necessità di elaborare una visione nuova con i riflettori accesi sullo sviluppo integrato tra marina, centro storico e contrade. “Riteniamo che la giunta Aita abbia ha uno spessore politico pari a zero. - Ha detto Castiglia. – Non ha una visione politica organica nell’impostare una strategia amministrativa, che rimane impigliata nella sterile contrapposizione tra marina,centro e le contrade,che sono sistematicamente escluse da ogni intervento amministrativo. Un errore grossolano in considerazione del fatto che nelle le contrade risiede più del 50% della popolazione cetrarese”. Precisi i paletti che Castiglia pone per una prossima alleanza con il Pd: chi va ad amministrare Cetraro dovrà rinunciare alle indennità per dar vita un fondo di solidarietà da destinare ai ceti sociali meno abbienti. Si dovrà formare una  lista in cui “non ci siano personaggi mafiosi o amici e parenti di questi soggetti. A Cetraro ci consociamo tutti e non possiamo continuare a nasconderci nell’ipocrisia”. Si profila dunque una svolta nelle alleanze, alla luce dei nuovi scenari lasciati aperti dal “probabile declino della giunta Aita”.

 

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