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POLITICA

Venerdì 27 Ottobre 2017 08:48

Cetraro. Non si costruisce coesione sociale discriminando le forze politiche

Tiziana Ruffo. Sul piede di guerra l’“Unione delle contrade”, che sferra un duro attacco all’amministrazione comunale, accusata di aver organizzato un convegno sulla legalità, escludendo tutte le forze politiche e i movimenti civici della città. “Un errore madornale – ha dichiarato il presidente dell’unione, Mario Castiglia-commesso dalla giunta Aita, che di fatto rinunciato all’apporto delle forze politiche e del nostro movimento ad un’iniziativa delicata che aveva l’ambizione di costruire la coesione sociale nella nostra comunità. Un passo falso, un errore grossolano che va nella direzione opposta”. Si tratta, incalza Castiglia di un fatto “di una gravità inaudita, di un’incapacità totale di amministrare. La chiesa, la scuola, le associazioni sono importanti, ma nessuno può mettere in discussione che le forze politiche e i movimenti civici rappresentano ampi strati della nostra società”. È stata un’assemblea vibrante ed intensa quella che si è tenuta mercoledì sera nella sala convegni della Colonia San Benedetto per rinnovare gli organi direttivi del movimento civico e per riflettere sul disagio collettivo e sulla iniziativa contro la criminalità organizzata promossa dal consiglio comunale. Si è deciso di dar vita ad un direttivo snello composto da Mari Castiglia, confermato presidente e da Rosetta Forestiero, Luca Chiavazzo, Willy Maltese, Roger De Capua, Cesare Bufaino. Nel corso del dibattito, ricco di riflessioni sulla gravità della situazione sociale, è stata ribadita la linea politica di colmare lo scarto che attualmente persiste tra le periferie e il centro urbano e di puntare decisamente all’integrazione urbanistica, indispensabile per imprimere un sussulto al processo di crescita economico e sociale dell’intera città. Le contrade rivendicano servizi e chiedono di essere messe nelle condizioni ottimali per contribuire fattivamente alla crescita corale dell’intera comunità. In questa ottica, si è ribadito, occorre allargare le alleanze per una visione politica ampia e lungimirante in grado di costruire un nuovo percorso alternativo all’attuale coalizione che “mal governa la città”. L’Unione delle contrade ha ribadito dunque la necessità di rimuovere le cause che determinano l’attuale disagio collettivo, strettamente legato alla dilagante disoccupazione, all’assenza totale di prospettive lavorative, alla povertà crescente e alla mancanza di una progettualità convincente e credibile di sviluppo economico e produttivo della città.

 

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