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POLITICA

Venerdì 03 Novembre 2017 08:54

Praia a Mare. La riapertura del nosocomio praiese potrebbe restare un evento meramente celebrativo

Tiziana Ruffo. “È un evento puramente celebrativo la cerimonia di riapertura del nosocomio praiese. Si tratta solo di una formalità giuridica, che tuttavia rimane astratta se non è seguita da atti indispensabili per rendere operativa la struttura sanitaria”. A sollevare la questione è l’ex vicedirettore sanitario del nosocomio ed ex dirigente dell’Asp, Tullio Laino, che punta il dito sulla necessità di evitare facili illusioni, speranze infondate e convinzioni sbagliate.  Un dubbio sollevato a poche ore dalla cerimonia di riapertura fissata per oggi pomeriggio (3 nov) alle 15.30 e che vedrà la presenza tra gli altri del governatore della Calabria, Mario Oliverio e del vescovo della Diocesi, Leonardo Bonanno, che impartirà una speciale benedizione alla struttura e ai presenti. Sono tante infatti le per le perplessità, secondo Laino, sull’immediato ed effettivo avvio della funzionalità della struttura sanitaria. Due sono gli adempimenti decisivi che attualmente mancano: il commissario regionale alla sanità, Massimo Scura, “deve provvedere a modificare il decreto 64 2016 e deve reinserire l’ospedale civile praiese nella rete ospedaliere per acuti”. Si tratta pertanto di rettificare il decreto con tutte le conseguenze che tale atto comporta anche e soprattutto sul piano finanziario. Il direttore generale dell’Asp, Raffaele Mauro, dal canto suo “deve modificare l’atto aziendale e deve inserire nella rete ospedaliera calabrese il nosocomio”.  Passaggi indispensabili questi che, se non effettuati, secondo Laino, le prospettive del nosocomio rimangono incerte e vanificano tutte le cerimonie celebrative che si stanno mettendo in atto con il risultato di aggiungere confusione. “Esiste un pronto soccorso – ha incalzato Laino- se ci sono i reparti e le figure di supporto”. In caso contrario non si può parlare di effettiva riapertura del nosocomio. Le considerazioni dell’ex funzionario dell’Asp, sono puramente tecniche e prescindono dalle questioni politiche che hanno investito il nosocomio praiese. Laino conosce bene la situazione dell’ospedale di Praia a Mare, perché è stato impegnato nella post riconversione e ha fattivamente collaborato con l’avvocato Spataro, legale dei comuni di Tortora Praia, fornendo un supporto documentale e di tipo normativo sulle tre sentenze compresa l’ultima del Consiglio di Stato. “Aprire un pronto soccorso senza la cardiologia e tutte le attività di supporto, internisti, chirurghi, come prevede il decreto Lorenzin a cui ha fatto riferimento Sciabica, può costituire un vulnus sia per gli operatori che per i pazienti, che di fatto potranno ricevere soltanto un primo intervento per poi essere trasferiti altrove”. Il decreto Sciabica, insomma, è efficace solo giuridicamente dalla data della sentenza del Consiglio di Stato.  “Come paziente e come cittadino – ha detto ancora Laino- mi auguro che tutto vada a buon fine ma come dirigente medico debbo osservare che allo stato attuale tutto è ancora evanescente”.  Una brutta tegola che rischia di riaprire ferite e di rimettere in fibrillazione il mondo politico ed istituzionale, che considera chiusa la partita della riapertura dell’ospedale civile della città. 

 

 

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