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POLITICA

Sabato 04 Novembre 2017 08:50

Diamante. Il porto si dibatte nel gorgo dell’immobilismo

Tiziana Ruffo.  Il porto di Diamante è ancora in alto mare e continua a creare una situazione di confronto politico nella città. A riproporre la questione è il gruppo consiliare “Diamante & Cirella per una Diamante migliore” a proposito della Commissione d'inchiesta costituita di recente in consiglio comunale. La “Commissione conoscitiva”, per valutare l’iter della costruzione del porto, è formata da due consiglieri espressioni delle due opposizioni e da un consigliere indicato dalla maggioranza di governo. I tre consiglieri nominati dal consiglio comunale sono: Bernardo Riente, Antonio Cauteruccio e Giuseppe Savarese. “Non faremo sconti a nessuno- ha precisato il gruppo “Diamante & Cirella per una Diamante migliore” - soprattutto ai politici locali che ci hanno trascinato in questa situazione nel 1999 regalando l'attuazione del progetto alla Regione Calabria, delegando più recentemente alla Regione Calabria l’appalto dei lavori a terra ed a quelli che in questi anni ci hanno logorato e stufato con annunci, conferenze stampa e improbabili delibere.             Abbiamo richiesto noi che fosse una Commissione d'inchiesta con una durata definita (30 giorni), e non una Commissione permanente senza obiettivi né scadenze perché tempo ne abbiamo perso già troppo”. Il Capogruppo Consiliare Antonio Cauteruccio, fa sapere il gruppo, parteciperà ai lavori della Commissione d'inchiesta “solo dopo aver acquisito tutti gli atti che riguardano il porto, l'area del porto, i locali e il waterfront dal 1999 ad oggi”.  Il gruppo consiliare d’opposizione precisa che se alla scadenza del contratto integrativo previsto per l’agosto 2018 non si avrà il porto “bisognerà azzerare tutto o quantomeno provare ad azzerare tutto per andare avanti e non fermarci Il nostro dovere è quello di trovare nuove soluzioni ma anche di attribuire delle responsabilità a chi ha rivestito incarichi amministrativi negli anni”. Una questione spinosa quella del porto di Diamante che di volta in volta si ripropone in considerazione del fatto che tutto procede con lentezza tra intoppi burocratici, conflitti istituzionali e fermo dei lavori. Una situazione politica pesante che risulta impigliata in vicende spesso incomprensibili che non lasciano presagire nulla di buono per il buon esito di un’opera pubblica considerata di rilevanza strategica per il processo di crescita economica e sociale della cittadina tirrenica. “Noi in Consiglio ci siamo solo da 3 anni e mezzo rispetto a chi siede tra quei banchi da vent'anni o più. – Conclude il gruppo- Non c'eravamo nel 1999 ma adesso ci siamo e non consentiremo a nessuno di farci perdere altre opportunità, per la nostra generazione e per tutta la popolazione”. 

 

 

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