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POLITICA

Sabato 04 Novembre 2017 08:52

Praia a Mare. Dopo sette anni riaperto l'ospedale civile. Oliverio: basta con il commissariamento della sanità in Calabria altrimenti m'incateno

Tiziana Ruffo. Grande pomeriggio di festa per la riapertura dell’ospedale civile di Praia a Mare.  Dopo un complesso iter durato sette anni, ieri il taglio del nastro. Una lunga e tortuosa vicenda che dal 2010 è stata caratterizzata da ritardi, intoppi burocratici e polemiche: dalla sua riconversione in Capt, alle ben tre sentenze del Consiglio di Stato fino al provvedimento del commissario ad acta, Eugenio Sciabica, che ha indicato con immediata esecutività i modi con cui l’ospedale civile di Praia a Mare andava rimesso nella rete ospedaliera calabrese.  Da ieri. Dunque, l’ospedale civile ha aperto ufficialmente i battenti con una speciale benedizione alla struttura e ai presenti impartita dal vescovo della Diocesi, Leonardo Bonanno. Il taglio del nastro è avvenuto per mano del governatore della Calabria, Mario Oliverio e dei sindaci di Praia a Mare e Tortora, Antonio Praticò e Pasquale Lamboglia, che da sempre si sono battuti per raggiungere questo grande risultato. All’evento erano presenti il commissario ad acta, Eugenio Sciabica “esecutore” della Sentenza del Consiglio di Stato i dirigenti del Dipartimento regionale, Tutela della Salute e Politiche Sanitarie, Armando Pagliaro e Bruno Zito,  i parlamentari del Pd, Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno, consiglieri regionali e  numerosi sindaci del territorio.  Cauto ottimismo è stato espresso dai due sindaci, Praticò e Lamboglia,  che seppure soddisfatti, hanno ribadito che quello di ieri “è solo un giorno di partenza che segnerà il futuro di questo territorio per quello che  si ha in mente di realizzare.  Siamo riusciti a rimettere su una fabbrica di vita, una struttura vitale di cui le comunità era stato spogliata. Il ministero e tutti i partiti ci guardando con attenzione perché Praia e Tortora siano da esempio di come sono state gestire sempre in sinergia la dinamica degli aventi in questi lunghi sette anni”. La riapertura del nosocomio costituisce un notevole risultato anche per la regione Calabria che, come ha sottolineato il presidente Oliverio “non ha mai smesso di crederci. "Oggi viene restituito alla comunità un grande ospedale che ha avuto un percorso molto difficile e combattuto da questo territorio. Ma non si tratta di una battaglia localistica ma una battaglia per il diritto alla salute”. Il presidente ha  puntato il dito sul commissariamento della sanità in calabria ed ha lanciato il suo appello: "se entro fine novembre non si porrà fine a questa grave situazione sarò costretto ad incatenarmi davanti a Palazzo Chigi per chiedere giustizia per la mia regione". Sulla stessa lunghezza d’onda la parlamentare Bruno Bossio che ha evidenziato il ruolo importante che ha svolto la regione Calabria a difesa della struttura sanitaria praiese. “Abbiamo sempre creduto in questa struttura anche quando siamo stati accusati di essere strumentali. Questo risultato dimostra che la strumentalità non c’è stata. Il Merito va soprattutto ai due sindaci e al commissario Sciabica che ha ottemperato in maniera seria e serena le indicazioni del Consiglio di Stato”.   Lamboglia e Praticò hanno, infine, dato vita ad un ampio confronto con le istituzioni per definire gli ulteriori passi da compiere al fine di ripristinare la funzionalità dell’importante presidio sanitario. Un’occasione importante per restituire prestigio e credibilità all’ospedale di frontiera, che per anni è stato al centro del dibattito politico dell’alto Tirreno dopo il suo declassamento a Casa della salute avvenuto con il piano di rientro messo a punto dai commissari regionali Scura e Urbani.

Il “nuovo” nosocomio, una volta a regime, disporrà di un Pronto soccorso ed una Obi (Unità di osservazione breve e intensiva), con personale dedicato, un numero di unità professionali idoneo, con i servizi relativi a queste specialità. Medicina, chirurgia, ortopedia, anestesia, laboratorio, emoteca e direzione di presidio. 

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