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POLITICA

Mercoledì 08 Novembre 2017 16:14

PRAIA A MARE. Con l’annuncio dell’incatenamento Oliverio ridicolizza i calabresi. La Casil non condivide i suoi interessi per il nuovo ospedale di Cosenza e su quelli della sua eventuale guida della sanità calabrese.

Finalmente il presidente della giunta regionale Mario Oliverio s’incatena ! Lo ha  dichiarato nella cosiddetta ennesima non tanto inaugurazione dell’Ospedale di Praia a Mare, auspicando che vada a regine prima di trascorrere due o tre legislature, benché la Casil sia per Ospedali veri e non quali contenitori di assunzioni clientelari e per nulla rispettosi delle esigenze del cittadino, nel senso che l’ospedale non deve ridursi a presidio di pronto soccorso ma  luogo di cura da dove uscire o guarito o defunto, ovverosia senza che dalle dimissioni si debba riprendere il viaggio della speranza, per mancanza di reparti adatti alle cure specifiche. Detto questo sembra che l’Ospedale di Praia a Mare sia destinato a far raccattare voti al politico di turno che ne visita la struttura. La decisione di Oliverio di incatenarsi a Roma se entro la fine di novembre c.a. il Ministro Lorenzin non sollevi Scura da Commissario alla salute della Calabria, evidentemente sperando che lo “scettro” passi sul suo capo, ridicolizza i calabresi che hanno altro a pretendere da un governo centrale  e da un  governatore troppo interessato alla sanità calabrese e alla scelta di ubicazioni di  mega opere non rientranti nelle proprie prerogative. Parliamo volutamente di “scettro”, atteso che nello sfasciume in cui si dimena la sanità calabrese, ostacolatza anche dalla mancata collaborazione della istituzione politica regionale non dovrebbe essere appetibile neanche ad uno sprovveduto, invece Oliverio ha dimostrato di averlo come obiettivo sin dal suo insediamento alla regione. Evidentemente Oliverio vuole sacrificarsi per i calabresi benché sarebbe la priva volta. E si perché per la sanità calabrese per molto tempo non ci sarà rimedio, atteso che  gli interventi impopolari messi in atto dal predecessore Scopelliti per ridisegnare una sanità efficiente ed efficacia  anche per evitare la “transumanza” dei calabresi. considerati dalla politica pecoroni, sono stati vanificati in un battibaleno. Non a caso ricordiamo che il buon Oliverio ha spartito alla meno peggio il risparmio di 10 milioni di euro lasciati  in eredità dalla politica di Scopelliti. Lungi da noi prendere per buono il chiacchiericcio che vorrebbe accreditare l’iniziativa di Oliverio tesa a poter gestire la sanità calabrese in termini politici clientelari che nulla darebbe di positivo alla Calabria, ma se prendiamo le distanze da tali considerazioni non possiamo che pretendere da Oliverio che dica la verità sul reale interesse a scalare lo sfasciume della sanità che non gli precluderebbe definitivamente una rielezione, già altamente compromessa da una gestione regionale per nulla apprezzabile, tutt’altro ! Del resto come non chiedere ad Oliverio conto sul suo interesse tanto da minacciare l’incatenamento  se alcune volte in presenza di mega appalti si è sostituito a Sindaci, come nel caso della dispendiosa metropolitana leggera che nessun servizio offrirà di meglio alla città di Cosenza e non solo, se non incrementata da innumerevoli nuovi autobus che la collegano al resto della città. Ebbene Oliverio facendo trovare a fatto compiuto il Sindaco Occhiuto, pur di onorare l’appalto di 169 milioni di euro conferito nonostante la contrarietà della maggioranza di Cosenza deputata ha concesso ulteriori fondi fino a raggiungere circa 320 milioni di euro. E non pago di tanto sperpero è tornato alla carica sostenendo che il sito per la costruzione del nuovo Ospedale di Cosenza dovrà essere quello di Vaglio Lise, proponendo addirittura di lasciare in vita l’Annunziata quale  struttura sanitaria di tipo quartiere. E’ possibile che nessun collaboratore ricordi ad Oliverio che i calabresi lo hanno eletto non perché s’interessasse di prerogative che non gli competono come la metropolitana leggera, l’ospedale di Cosenza e tanto meno per sostituirsi alla decisioni del Governo centrale di commissariare la sanità calabrese e tanto meno perché al vertice della medesima venisse insignito il governatore della Calabria, ma lo ha eletto perché si applicasse a trovare percorsi utili acché i cervelli formatisi con soldi italiani, così come la manovalanza non lasciasse il territorio per trovare lavoro altrove fuggendo dalle proprie origini contro la propria volontà. Così come non l’hanno votato perché inserisse gli  immigrati nel tessuto sociale e lavorativo al posto dei conterranei e neppure per favorire l’accattonaggio ai semafori o nei luoghi sacri come chiese e cimiteri. I calabresi speravano in un rilancio dell’agricoltura come il turismo e le acque da bere e non meno per i mari salubri. Così come auspicavano di poter vedere servizi di trasporto su rotaia efficienti e con fermate a tutte le stazioni con collegamento interni e per le alture, ad onta della scalata alla metropolitana leggera e del dispendioso servizio su gomma che intralcia anche le superstrade e non rispettoso degli orari e non offre alcuna corsa nei giorni festivi infrasettimanali e domenicali. I calabresi ritenevano di poter vedere ripristinati i collegamenti con i centri montani   per il rilancio di quel turismo accantonato dalla povertà politica che sembra premiare il tanto peggio tanto meglio. La trovata infelice di Oliverio di minacciare di incatenarsi per la nomina al vertice della sanità calabrese , sarebbe auspicabile che la metta in pratica per tutto il resto della consiliatura, rimanendone lontano perché possa evitare ulteriori maggiori danni all’economia regionale e a chi è in cerca di prima occupazione, ovvero a tutti i disoccupati o perdenti posto  di non vedersi offesi da una politica non politica che produce sfiducia e mette in discussione il senso d’appartenenza alla Calabria come all’Italia stessa.


Franco Scrivano Segretario Generale Casil  

 

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