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POLITICA

Venerdì 10 Novembre 2017 08:29

Scalea. Alto indice di povertà e di disoccupazione nell'alto Tirreno cosentino. Cgil: bisogna invertire la rotta delle politiche regionali.

Tiziana Ruffo. Si mobilita la Cgil comprensoriale sui temi cruciali del Tirreno cosentino: lavoro, precarietà, legalità, servizi e sviluppo del territorio. Nei locali della Biblioteca comunale di Scalea, si è svolto ieri (9 nov) un incontro, organizzato dal gruppo dirigente territoriale, in vista della mobilitazione del prossimo 16 novembre alla Cittadella Regionale di Catanzaro. La presa di posizione della Cgil è dovuta ai “gravi ritardi regionali che aggravano il disagio sociale di lavoratori, pensionati e giovani.” Al pubblico dibattito erano presenti il segretario generale della Cgil comprensoriale Giuseppe Guido e della Cgil regionale Angelo Sposato e numerosi lavoratori e pensionati del Tirreno. Mimma Iannello, responsabile Cgil del Tirreno, ha aperto i lavori dell'Assemblea tracciando il quadro delle criticità del territorio i cui dati sull'occupazione e sul lavoro nero e sommerso si confermano allarmanti tanto da allontanare intere generazioni dal lavoro e da un futuro previdenziale. “Sono centinaia tirocinanti di comuni, Miur e Giustizia -ha detto Iannello- che da mesi devono ancora ricevere il sussidio e non conoscono ancora quale futuro lavorativo li attende”. Emergenze che, secondo la Cgil, necessitano di trovare sbocco in una grande battaglia sociale, politica ed istituzionale per giungere al più presto alla definizione di un piano straordinario per il lavoro che metta in moto l'economia e la crescita di nuova buona e stabile occupazione. “Non c'è da inventarsi la direzione dello sviluppo, - ha incalzato Iannello- basta partire dalle criticità  dei territori e dai punti di forza, dal turismo, dal recupero dei centri storici delle aree interne, dalle emergenze dei servizi, da quelli sanitari a quelli sociali sino a quello dei rifiuti, dalla messa in sicurezza ambientale del territorio e del patrimonio edilizio pubblico, dal potenziamento delle infrastrutture a iniziare dal sistema dei trasporti che vede le frecce rosse fermarsi a Maratea, le risorse spostarsi dal Tirreno allo Jonio e l'aviosuperficie ferma, il diritto alla mobilità  viene mortificato”.

 

 

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