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POLITICA

Venerdì 17 Novembre 2017 08:42

Praia a Mare. Spolitu incontra Sciabica a Roma. Martedì tavolo tecnico

 Tiziana Ruffo.  Non si placa l’attivismo di Gino Domenico Spolitu, presidente dell’associazione “Comitati civici a difesa della sanità pubblica”, che ha incontrato al Ministero della Salute, a Roma, il commissario del Consiglio di Stato per l'ospedale di Praia a Mare, Eugenio Sciabica a cui ha prospettato le difficoltà insorte a proposito della piena attuazione della sentenza. Intanto martedì prossimo (21 nov) si riunirà un tavolo tecnico ministeriale, dove con ogni probabilità sarà trattata ed argomentata anche la vicenda dell'ospedale di Praia a Mare e quella di tutta la sanità regionale, con eventuali rideterminazioni della rete ospedaliera pubblica calabrese. Comunque rimane alta la tensione in Calabria sulla sanità.  Lo stesso Spolitu ricorda ad Oliverio l’impegno assunto in caso di risposte inadeguate.  “Il 30 novembre Oliverio mantenga la parola data. Se avrà motivo di non farlo, stia sicuro che il giorno dopo troverà me incatenato al portone di casa sua. Costi quel che costi”.  Con questa incalzante presa di posizione Spolitu, ricorda al presidente della giunta regionale l’impegno assunto il 3 novembre scorso, a Praia a Mare, in occasione dell’inaugurazione dell’ospedale civile. “Mi incatenerò – aveva detto Oliverio-  al portone di Palazzo Chigi a Roma dal presidente del Consiglio regionale, se entro e non oltre il 30 novembre la regione Calabria non sarà liberata dall’ingombrante peso del commissario governativo alla sanità pubblica per la regione Calabria, Massimo Scura, vero responsabile della non effettiva riapertura dell’ospedale civile di Praia a Mare, nonostante le sentenze del Consiglio di Stato”. A questa presa di posizione si rifà Spolitu, fortemente preoccupato per quanto ha di recente dichiarato la ministra Beatrice Lorenzin ai margini della conferenza programmatica a Roma. “Il presidente Oliverio stia al suo posto- ha detto senza mezzi termini Lorenzin - e si attenga alle leggi”. In pratica, come teme Splolitu, Oliverio, dopo la pesante bacchetta della Lorenzin, potrebbe aver cambiato opinione e potrebbe fare il passo indietro del gambero.  Le prospettive di piena efficienza del nosocomio praiese rimangono dunque appese ad incertezze, ancora tutte da decifrare. La combattività degli amministratori dell’alto Tirreno cosentino, degli operatori sanitari e dei movimenti civici tuttavia rimane elevata anche perché la posta in palio è particolarmente alta per una zona di frontiera che ha scalato una montagna per ottenere la riapertura del nosocomio a cui certamente non intende rinunciare proprio adesso. 

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