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POLITICA

Mercoledì 06 Dicembre 2017 08:33

Santa Maria del Cedro. Vetere dice basta alla passività del mondo delle associazioni.

Tiziana Ruffo.  “Niente luminarie. Niente alberi addobbati. Solo regali per i bimbi, per gli anziani e per le persone in difficoltà”. Si esprime così il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, che non ci sta a subire passivamente l’indolenza delle associazioni locali, che in vista del Natale, hanno brillato per passività assoluta in attesa che la manna cadesse dal cielo, ovvero che l’amministrazione comunale si faccia carico di tutti. “Per noi adulti, incalza Vetere sarà un Natale di riflessione. Occorre chiedersi che cosa di concreto si fa per favorire la crescita culturale della nostra comunità. Ognuno deve fare la sua parte”. Getta così una pietra nello stagno il primo cittadino, che non esita a bacchettare a destra e a manca con l’obiettivo prioritario di sconfiggere la pigrizia, lo spirito piagnone, le facili critiche a chi amministra, l’assoluta mancanza di qualsivoglia iniziativa. Il nodo da sciogliere per il sindaco è quello di capire se “le associazioni e i commercianti presenti sul territorio, così come avviene ovunque, hanno o meno a cuore gli interessi supremi della comunità”. A Santa Maria del Cedro ci sono ben 27 associazioni che beneficiano di locali messi a disposizione dell'ente, che in alcuni casi provvede anche a pagare il canone di locazione, fornisce l'elettricità e il riscaldamento. “Purtroppo ad oggi devo rilevare – ha sottolineato Vetere - che tranne l'associazione “Marcellina sempre” e la “Banda Musicale" nessuno si è visto in comune per proposte, idee ed iniziative sul Natale”. Il sindaco scuote il mondo delle associazioni e si chiede: " chi è iscritto ad associazioni, ha voglia di investire parte del proprio tempo per il proprio paese, per il sociale, per i propri figli, oppure attende passivamente che tutto promuova, organizzi, finanzi l’amministrazione comunale?”. Sinora, sottolinea con amarezza il primo cittadino “l’amministrazione comunale ha tenuto  la pressione fiscale ferma da nove  anni, ha continuato  a far pagare il buono mensa un euro e 50,  ha mantenuto l'abbonamento dello scuolabus a cinque euro al mese per le famiglie più bisognose, ha  fornito  gratuitamente i libri agli studenti delle scuole elementari,  ha concesso locali gratuiti alle associazioni, ha  corrisposto le spese per l'illuminazione e per  il riscaldamento nei campi sportivi, ha concesso contributi alle associazioni per le feste religiose ed altro, oltre che concedere circa cento mila euro all'anno di contributi per i bisognosi,  compreso il pacco alimentare, senza considerare gli altri servizi resi e i lavori pubblici realizzati”. Tutto questo, dunque non avrebbe prodotto un coinvolgimento totale da parte “di chi dice di amare il proprio, ma solo a parole”. Una batosta pesante per la società civile, che spesso viene invocata come la forza innovativa e di cambiamento, ma nel caso specifico sarebbe una massa appiattita senz’anima. 

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