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POLITICA

Giovedì 07 Dicembre 2017 07:54

Scalea. Il Consorzio di Bonifica di Scalea sull'orlo della bancarotta

Tiziana Ruffo. Lancia un preoccupato allarme il commissario straordinario del Consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino, Leonardo Pier Luigi Celiberto.  L’Ente è in dissesto finanziario, “poiché non riesce a far fronte al regolare pagamento delle proprie obbligazioni”.   È necessario secondo Celiberto “ipotizzare il ricorso alla liquidazione coatta amministrativa, in seguito alla dichiarazione giudiziale dello stato di insolvenza dell’Ente”. Insomma, la situazione finanziaria dell’Ente è senza sbocchi, per cui tutto viene trasferito nelle mani del consigliere delegato all’Agricoltura, Mauro D’Acri e del presidente Oliverio che dovranno farsi carico dell’inarrestabile declino dell’ente consortile se non si adottano misure eccezionale di salvataggio. Il disavanzo finanziario con cui marcia il Consorzi, stimato per il 2017 in un milione e 600 mila, in aggiunta a quello consolidato al 31 dicembre 2016, pari a cinque milioni e 228 mila euro, oltre debiti fuori bilancio in corso di accertamento, “rende alquanto difficile, in mancanza di un idoneo volano finanziario, ogni tentativo di ristrutturazione dell’Ente, sia organizzativo, che economico – finanziario” . Il commissario ripercorre le tappe della sua azione amministrativa volta a tamponare le numerose falle finanziarie ereditate. “Raschiando il barile, dal giorno del mio insediamento, avvenuto lo scorso agosto, ad oggi ho pagato cinque mensilità, a fronte di un arretrato di nove stipendi”. Nel solo comparto dell’attività istituzionale vera e propria dell’Ente, consistente nei servizi irrigui e nel funzionamento dei relativi impianti, “i conti economici presentano uno sbilancio negativo costi-ricavi di oltre 700 mila euro, recuperabile solo con il passaggio di almeno venti unità come lavoratori stagionali, mentre un’altra quota andrebbe posta in esubero”. Un quadro finanziario allarmante a cui fanno aggiunti “la disaffezione del personale verso gli obiettivi dell’Ente, la mancanza del senso di appartenenza allo stesso, la rivalità tra i dipendenti, ed in particolare tra i dipendenti consortili e quelli del servizio forestazione”. Lo stato di funzionalità complessiva dell’Ente è precario: “i fornitori nicchiano, i dipendenti si lamentano, i pignoramenti sulla tesoreria dell’Ente sterilizzano quel poco di liquidità che si ricrea dal gettito dei ruoli, senza contare la messa in pericolo anche dei fondi destinati alla forestazione”. Tutte queste negatività incidono non poco sulla riuscita della continuità aziendale. Secondo Celiberto “ritardare la procedura di liquidazione dell’Ente, che peraltro consentirebbe l’inefficacia dei pignoramenti, non può che causare l’accentuarsi dello stato di dissesto con nocumento allo stesso personale dipendente”. Le misure che il commissario ha intrapreso   riguardano “l’emissione dei ruoli 2016 secondo il nuovo piano di classifica, senza considerare che con il passaggio del servizio di riscossione da Equitalia all’Agenzia delle Entrate non è possibile alcuna anticipazione sui ruoli coattivi. Per l’attivazione delle procedure di esubero è stata attivata l’Inps, al fine di accertare quali dipendenti abbiano maturato il diritto alla pensione, e quali altri possano avere incentivi all’esodo”.

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