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POLITICA

Giovedì 29 Agosto 2019 19:13

COSENZA.ORLANDINO GRECO (IDM):PIU’ DEL GOVERNO, SERVE UNA MANOVRA DI “SVOLTA”

Chi pensa che la soluzione per evitare la recessione nel nostro Paese sia raggiunga semplicemente disinnescando l’aumento dell’Iva sbaglia e darebbe un merito, privo di significato, al nascente governo giallo-rosso. Evitare l’aumento dell’Iva è sicuramente auspicabile e necessario, ma solo se il provvedimento viene affiancato da altre misure coraggiose che servono necessariamente per rilanciare la forza economica del nostro Paese.

Innanzitutto bisogna pagare il conto di una manovra economica, quella dell’anno in corso, che sta disattendendo tutti gli obiettivi previsti: 
crescita del Pil all’1,5% che nella migliore delle ipotesi invece non avrà segni negativi; 
il gettito da privatizzazioni stimato a 18 miliardi raggiungerà, forse, 70 milioni; 
sono previste nuove nazionalizzazioni (Ilva, Alitalia) che peseranno sul bilancio; 
sono ridotti pesantemente gli investimenti privati a causa dell’instabilità governativa. 
A questo si aggiunga che occorrono delle misure concrete per ridurre il cuneo fiscale e prevedere nuovi incentivi agli investimenti e ai consumi con l’obiettivo di far crescere il Pil e impedire la recessione. Parliamo di una manovra di almeno 50 miliardi che il governo giallo-rosso, se nascerà, dovrà trovare in tempi brevissimi avendo anche l’approvazione della comunità europea. Una missione impossibile, probabilmente. Certo, ci sono i margini per tagliare spesa improduttiva, ma relativamente alle entrate è difficile ci si possa ancora affidare a privatizzazioni risultate efficaci sono sulla carta. Ahinoi, questo schema lascia presagire un ulteriore stangata per gli italiani che si troveranno probabilmente difronte a nuove imposte e aumenti indifferenziati delle aliquote. Un dramma che potrebbe abbattere ulteriormente i consumi e accrescere la crisi sociale del Paese.

Da questa situazione si esce solo con un governo forte che abbia la capacità di avviare una trattativa con l’Europa che consenta deroghe temporanee a quei vincoli che impediscono una manovra di reale “svolta” per come si annuncia nel Pd e nei 5 Stelle.

Occorre rilanciare subito il Paese con tre punti fondamentali:

1) rilanciare gli investimenti puntando sulle nuove tecnologie e l’industria 4.0;

2) ridurre il cuneo fiscale per incentivare nascita e crescita di nuove imprese;

3) superare il gap infrastrutturale tra nord e sud.

Si tratta di decisioni che hanno un costo, ma che consentirebbero di aumentare il Pil, ridurre la disoccupazione e garantire pari opportunità in tutto il Paese. Mentre ancora si discute di nomi e poltrone, si spera che il tema reale della discussione tra Pd e 5 Stelle sia una manovra davvero di svolta, che possa finalmente dettare il cambio di passo ad un Paese che rischia di crollare sotto il peso degli errori commessi. L’alternativa ad un governo che punti davvero su queste prerogative, un governicchio per tirare a campare e consolidare qualche postazione di potere, significherebbe lasciare irresponsabilmente l’Italia in un limbo di incertezze che non si può permettere.

Il presidente Mattarella è stato chiaro: serve un governo con un programma chiaro che abbia come orizzonte quattro anni di legislatura. Altrimenti si torni al voto senza cercare scorciatoie o vie di fuga attraverso l’utilizzo strumentale delle istituzioni.

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