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POLITICA

Sabato 23 Novembre 2019 17:56

SCALEA. PRO LOCO: L'INTERVENTO DEL VICE PRESIDENTE ANNA MANCO.

ASS.ne PRO LOCO SCALEA

VICE PRESIDENZA

 

Scalea,lì 21/11/19

 

Al Collegio Probiviri UNPLI PROVINCIA CS

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AlPresidenteUNPLI Regionale

Dr. Filippo Capellupo

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E p.c. Al sig. Sindaco di Scalea

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Oggetto: riscontro e contestazione odierna lettera del presidente Le Rose

 

Ho letto con stupore la nota odierna del presidente Le Rose in ordine ad “eventi straordinari ed incresciosi” certamente originati da altri e non da me o da persone a me vicine.

 

FATTI RISULTANTI DA DOCUMENTATI SOTTOSCRITTI

Sono socia della Pro Loco dal 1991 ininterrottamente, nonché vice presidente. In data 30/5/19 sono stata eletta dal CdA anche segretaria. Da quel momento mi è stato consegnato il Libro Soci sottoscritto dal presidente al 31/12/18 (nel quale sono allegatesolo tredici domande di iscrizione di nuovi soci del 2018) ed il registro dei verbali del CdA dal 16/1/18 al 25/6/18. Il presidente, benchè più volte sollecitato non mi ha voluto consegnare gli altri documenti, che dovrebbero essere conservati in segreteria e da me custoditi. Non ho potuto visionare neanche il libro contabile. Non ho altro in mano.

Dalle risultanze del Libro Soci, così come sottoscritto e consegnatomi dal Presidente Le Rose, emergono questi dati: anno 2014: 44 soci; anno 2015:  62 soci; anno 2016: 64 soci; anno 2017: 66 soci; anno 2018: 136 soci (70 in più del 2017).

Nell’anno 2018 decidemmo di dare un particolare impulso alla campagna tesseramento. Io, con l’aiuto di altri soci, tra cui anche miei familiari, raccolsi tredici nuove adesioni, versando le rispettive quote ricevute al Presidente tramite un assegno di € 260,00 che feci emettere da mio marito (in modo anche tracciabile), non avendo in quel momento liquidi. Il presidente rilasciò regolare ricevuta dell’assegno. Sempre nell’anno 2018 il presidente con l’aiuto del Tesoriere e di altri soci, raccolse altre 57 nuove adesioni, di cui non ho mai visto le relative domande, né mi sono state consegnate nella mia qualità di segretaria.

Ai sensi dell’art. 3, n. 3, dello Statuto Sociale (proposto dall’Unpli nel 2011) il socio diventa tale solo ove la sua domanda venga ammessa dal CdA “nella prima riunione utile” ovvero: “in mancanza di pronuncia la domanda si intende accolta”.

Pertanto, i settanta nuovi soci (57+13) venivano registrati nel libro soci nell’anno 2018 con regolare sottoscrizione dello stesso da parte del Presidente. I soci passavano così da 66 del 2017 a 136 nel 2018 in modo pacifico.

Tanto è vero che, sulla base sociale così pacificamente determinata, si teneva un’altra assemblea in data 11/3/19 ove veniva eletto il socio Torrano nel CdA al posto del dimissionario Blotta (primo non eletto Pappaterra).

Durante il 2019 venivano, come da prassi decennale, raccolte le quote dei soci sia per il corrente anno che per quello precedente (2018). Quasi tutti i Consiglieri si impegnavano nell’opera di sensibilizzazione e nella raccolta delle quote, onde evitare il procedimento di messa in mora previsto dall’art. 3, n. 8 lett. d, che avrebbe comportato ingenti spese per le relative racc. AR. Tale norma prevede la perdita della qualità di socio solo “qualora, a seguito di specifica messa in mora da parte del CdA, entro i termini stabiliti dallo stesso, non sia stato effettuato il versamento richiesto”.

Bisogna ricordare che l’art. 3, n. 4, prevede che i soci versino la quota “entro la data annuale stabilita dal CdA”.

In questa Pro Loco il CdA non ha fissato alcuna data, né ha mai inviato atti di messa in mora, per cui i soci hanno avuto sempre la possibilità di pagare le quote in qualsiasi momento.

In buona sostanza il CdA ha esercitato i suoi poteri non fissando termini ed accettando il pagamento in qualsiasi momento.

L’importante è essere in regola per partecipare all’Assemblea.

L’Assemblea, infatti, ai sensi dell’art. 5, n. 1, “è costituita da tutti i soci in regola con il versamento della quota sociale come previsto nel precedente articolo 3”. Lo stesso art. 5 ai nn. 9 e 11 richiede la presenza “dei soci in regola con il versamento della quota sociale annuale”.

Nel nostro caso potrebbero partecipare all’Assemblea 2019 per l’elezione degli Organi Sociali tutti i soci fino all’anno precedente (2018) purchè “in regola con il versamento della quota sociale annuale”, cioè di quella del 2019.

Il CdA del 23/10/19 (il cui verbale vi ho già trasmesso), inoltre, all’unanimità, ha stabilito:

“IlCdA dispone, come da Statuto, che solo i 136 soci che risultano tali al 31/12/2018,  come da Libro Soci, e siano in regola col pagamento della quota sociale non solo per il 2018, ma anche per il 2019, possano partecipare al voto e candidarsi. Il pagamento della quota potrà avvenire anche in Assemblea, purché prima del voto”.

Anche con questo deliberato unanime (presente il Presidente Le Rose) il CdA ha esercitato i suoi poteri in ordine all’ammissione dei soci, riconoscendo ancora una volta la regolarità dei 136 soci del 2018 “come da Libro Soci”.

Il CdA fissava anche la data delle elezioni per il 10/11/19, stabilendo le relative regole.

Il Presidente convocava l’Assemblea per il 10/11/19, riportando in calce  all’avviso le regole approvate dal CdAper la presentazione delle candidature e per le operazioni di voto.

Il Presidente Le Rose si candidava alla carica di Presidente con apposita dichiarazione consegnata nei termini stabiliti.

Successivamente, dopo aver visto le altre candidature, sospendeva inopinatamente le elezioni sulla base di illazioni giornalistiche.

A quel punto in data 10/11/19 i soci che si erano presentati stilarono e sottoscrissero un documento, cui aderivano altri soci, per un totale di 70 su 136.

In tale documento si stigmatizzava il comportamento del Presidente che non avrebbe dovuto e potuto sospendere un deliberato del CdA, peraltro unanime, e, tra l’altro, si manifestava la volontà dei sottoscrittori “di procedere urgentemente alla Elezione degli Organi Sociali senza ulteriori indugi e ritardi”. Gli stessi 70 soci hanno chiesto:

“1) che il Presidente Le Rose si autosospenda dalla carica, in quanto candidato alla presidenza;

2) che lo stesso, come da Statuto, consegni al Segretario ed al Tesoriere i documenti di loro spettanza;

3) che sia convocata immediatamente una nuova Assemblea per le Elezioni degli Organi Sociali per domenica 24 novembre o 1 dicembre con gli stessi orari e modalità già fissate dal CdA e sulla base delle candidature già presentate;

4) che in caso non vi provveda entro cinque giorni il Presidente vi provveda il Vice Presidente”.

 

Il Presidente, intanto, convocava per il 14/11/19 un altro CdAcon all’ordine del giorno la convocazione dell’Assemblea.

A tale CdAveniva invitato e partecipava il dr. Antonello Grosso La Valle, presidente provinciale dell’Unpli; veniva anche sentito il socio avv. Achille Tenuta (invitato dalla sottoscritta e dal consigliere Pappaterra) anche in rappresentanza di alcuni soci, di cui era messa in discussione la posizione.

In tale sede veniva acquisita copia del predetto documento sottoscritto da 70 soci, che costituivano oltre il 50% della base sociale,  ed allegato al verbale, ove all’unanimità (compreso il Presidente Le Rose) veniva espressamente dato atto e stabilito:

“Il segretario e vice presidente, Anna Manco, preliminarmente comunica che settanta (70) soci, oltre il 50%, hanno sottoscritto un documento che si allega in copia al presente verbale, con cui si chiede l’immediata riconvocazione dell’Assemblea dei Soci per le Elezioni degli Organi Sociali per domenica 24 novembre con gli stessi orari e modalità già fissate dal CdA e sulla base delle candidature già presentate.

Propone, pertanto, che si proceda subito alla convocazione.

In ordine alle illazioni su presunte irregolarità nel tesseramento, fa rilevare che sulla base delle risultanze del Libro dei Soci si è già tenuta in data 11/3/19 un’assemblea generale per la elezione di un Consigliere (eletto Torrano) al posto del dimissionario Blotta;  che già all’epoca era stato ritenuto tutto valido; che con verbale del 23/10/19 è stato ulteriormente ed espressamente approvato all’unanimità l’elenco ed il numero (136) dei soci al 31/12/18 con elettorato attivo e passivo; che il Presidente provvedeva a convocare l’assemblea del 10/11/19; che venivano regolarmente depositate le candidature, compresa quella del presidente Le Rose. ……. Dopo una attenta analisi di tutta la documentazione, il CdA  …. ribadisce il precedente deliberato e fissa l’assemblea per il giorno 28/11/19, con gli stessi orari del precedente deliberato del 23/10/19 e sulla base delle candidature già modulate in precedenza. Vale quanto già deliberato il 23/10/19. Il presidente provvederà nella giornata di domani, con l’ausilio della segretaria, alla convocazione”.

 

Il verbale veniva sottoscritto dal Presidente Le Rose e da tutti i Consiglieri presenti (si era assentata solo la Tesoriera avv. Pignata per motivi familiari, ma che comunque aveva sottoscritto il verbale del 23/10/19), nonché dal dr. Grosso La Valle, Presidente provinciale dell’UNPLI.

L’indomani predisponevo la convocazione ed il manifesto da affiggere all’esterno della sede sociale e li facevo recapitare al Presidente Le Rose.

Da quel momento lo stesso si rendeva irreperibile, non rispondendo neanche al telefono.

A quel punto, nella mia qualità di Vice Presidente, anche per evitare responsabilità di fronte ai soci ed al CdA (l’art. 20 del Cod.Civ. obbliga gli amministratori di un’associazione a convocare l’assemblea quando vi è stata richiesta del 10% dei soci e lo Statuto all’art. 5, n. 3, su richiesta di un terzo degli iscritti), visto il comportamento omissivo del Presidente, che lasciava anche pensare ad una sua tacita autosospensione, così come richiestogli da 70 soci, che hanno anche formulato espresso invito al Vice Presidente di provvedervi in caso di inerzia del Presidente, provvedevo, prima che scadessero i termini, alla convocazione dell’Assemblea come da ulteriore deliberato unanime  del CdA.

Ora Le Rose torna alla carica per bloccare le Elezioni, cercando di rimettere ancora in discussione situazioni già valutate in più occasioni e all’unanimità dall’organo competente che è il CdAed affermando cose non vere ed in contrasto con quanto sopra esposto sulla base di documenti sottoscritti dallo stesso ed, almeno una volta da tutti i consiglieri, compresi anche quelli a lui vicini.

I documenti succitati (almeno quelli in mio possesso) sono tutti a vostra disposizione.

 

AFFERMAZIONI FALSE

1) Alcuna aggiunta è stata fatta sui verbali del CdA del 23/10 e del 14/11/19, per come può evincersi dalla loro lettura. Il primo è stato scritto al computer e sottoscritto da tutti i consiglieri, presidente Le Rose compreso. Il secondo reca una prima parte già predisposta al computer e l’altra scritta a mano durante la riunione senza cancellature ed aggiunte. La falsità delle affermazione del Le Rose è evidente.

2) Le regole in ordine alle procedure elettorali sono state stampate in calce all’avviso di convocazione per garantire trasparenza e per informare i soci sui loro diritti. Tali regole corrispondono a quelle approvate dal CdA del 23/10/19 e sono riprese esattamente e testualmente dal relativo verbale.

3) Nel verbale del 23/10 non si fa passare alcuna “regolarizzazione di morosità di tesserati”, ma si dà solo atto che i soci al 31/12/18 sono i 136 risultanti dal Libro Soci. Gli stessi, per come sopra spiegato, avrebbero potuto pagare in qualsiasi momento purchè prima di votare in Assemblea. Non c’era alcun obbligo, né necessità, di pagare prima.

4) La somma di € 1.360,00 risulta da una dichiarazione della Tesoriera, con cui si limita ad attestare che determinati (vecchi) soci erano in regola con il versamento delle quote sia per il 2018 che per il 2019 e che la predetta somma ne rappresentava il totale. Le relative quote erano state raccolte con l’ausilio di alcuni soci e versate alla Tesoriera, che avrebbe dovuto, in caso di eventuale richiesta, rilasciare le relative singole ricevute. Ciò fu fatto per limitare quanto più possibile i versamenti nel corso dell’Assemblea prima del voto, con i relativi inconvenienti (già verificatisi in parte nell’Assemblea dell’11/3/19). La raccolta delle quote avrebbe anche consentito di far fronte a qualche spesa, come poi pare sia avvenuto.

5) Il socio Tenuta, su mia richiesta, ha emesso solo l’assegno di € 260,00 per come sopra ricordato in un momento di mancanza di liquidi ed occorrendo somme per le spese degli eventi di Natale 2018 e Capodanno 2019.

6) Non si capisce, poi, l’odioso riferimento al vincolo di parentela con qualche candidato. E’ forse vietato candidarsi per un mio parente? Non sono soci come tutti gli altri? Forse è un peccato essere soci della Pro Loco da 29 anni? Sono migliori i soci nuovi arrivati solo nel 2018, giusto in tempo per votare e candidarsi?

7) Tutti i nuovi soci a me noti hanno fatto regolare domanda ed hanno versato la quota.

8) Il presidente Le Rose non aveva alcun potere di “far slittare le elezioni fissate al 10 novembre” dal CdA. Se avesse voluto dare chiarimenti, l’avrebbe potuto fare in qualsiasi momento, invece di aumentare dubbi col suo silenzio e con le sue contraddizioni.

9) L’art. 5, n. 3, dello Statuto prevede espressamente la possibilità della convocazione dell’Assemblea “a seguito di deliberazione del CdA” (ovvero quando ne faccia richiesta almeno un terzo degli iscritti, risultanti dal libro dei soci). Nel nostro caso per ben due volte il CdA ha deliberato detta convocazione per l’elezione degli organi sociali e per ben due volte il presidente Le Rose ne ha deliberatamente disatteso il disposto in violazione sia dello Statuto, che dell’art. 20 del Codice Civile. Ora lo hanno chiesto anche 70 soci, che costituiscono oltre la metà degli iscritti.

10) In ordine alle sedute del CdA non è prevista dallo Statuto alcuna segretezza. In ogni caso è sempre possibile sentire terze persone o soci. Cosa che è stata fatta il 14/11/19 senza che alcuno opponesse alcunchè. In quel caso si è trattato di un CdA “aperto” con il consenso di tutti i presenti, che hanno potuto liberamente e compiutamente confrontarsi anche con il Presidente provinciale dell’UNPLI. Quest’ultimo ha anche consultato telefonicamente un dirigente regionale ed alla fine ha constatato la regolarità degli iscritti vecchi e nuovi, convenendo sulla necessità e doverosità della convocazione dell’Assemblea.

11) Non sono stati invitati soci, né da me, né dall’avv. Tenuta e non è stato leso il diritto di alcuno. Trattasi, peraltro, di materia, quella della posizione dei soci, riservata al CdA e non all’Assemblea.

12) In ordine alla raccolta di firme dei soci, la stessa non può ritenersi “irrituale”, in quanto la stessa è assolutamente libera. Il Presidente, col suo comportamento inadempiente, ha costretto i soci (maggioranza assoluta) a presentare quella richiesta di convocazione urgente dal momento che la Elezione degli Organi Sociali sta vergognosamente slittando da agosto, mentre lui ha continuato imperterrito a presiedere ed amministrare questa Pro Loco a modo suo fino al mese scorso.

La strumentalità di tale suo atteggiamento si nota anche allorchè afferma la “indispensabilità di chiarimenti”, nonostante il tutto sia stato chiarito dall’Organo competente e cioè dal CdA, all’unanimità, più volte, col suo assenso e con la sua firma.

13) Il documento firmato da 70 soci è stato consegnato al CdA nella seduta del 14/11/19 e, quindi, anche al Presidente, che lo ha anche letto e visionato. Lo stesso è stato allegato al verbale e ne fa parte integrante, così come verbalizzato con testo stampato al computer (altro che aggiunte!).

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Per questi motivi, non si può che concludere per il rigetto delle richieste del Presidente Le Rose, tutte infondate oltre che diffamatorie.

Non si può consentire ad un signore, che evidentemente ritiene di essere il padrone della Pro Loco (forse per usucapione), di approvare e poi disapprovare il suo stesso operato, buttando fango sugli altri.

Vi prego, pertanto, di porre fine a questa paradossale vicenda, confermando il deliberato unanime di tutto il CdA su materia ad esso riservata in via esclusiva.

Si allegano: 1) ultima pagina libro Soci 2018 senza i nomi ma con la firma ed il timbro del presidente; 2) copia verbale CdA del 23/10/19, unanime con firma presidente e consiglieri; 3) copia avviso di convocazione assemblea del 10/11/19 con timbro e firma presidente; 4) dichiarazione di candidature del Le Rose Giovanni alla carica di Presidente; 5) sua lettera di rinvio dell’assemblea; 6) copia verbale CdA del 14/11/19, unanime e firmato dal presidente e dai consiglieri (con allegato il documento con cui la maggioranza dei soci chiede, tra l’altro, la convocazione dell’Assemblea per l’elezione degli organi sociali); 7) copia convocazione assemblea a mia firma.

Mi riservo ogni azione per danni.

Con osservanza.

La Vice Presidente

(Avv. Anna Manco)

 

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