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SPETTACOLO

Venerdì 18 Agosto 2017 09:02

Diamante. Isabella Ambrosini con la direzione di Gianni Schicchi delizia e diverte il pubblico del Teatro dei Ruderi

Tiziana Ruffo. Talvolta  avviene che un’opera lirica  riesca a catturare in modo particolare, oltre l’udito, anche la vista. Talvolta accade che il Direttore d’orchestra  sia una signora avvenente, bionda, con un bel fisico, che  mostri però solo e  in modo più trasparente le proprie emozioni,  raccolte ed amplificate dall’Orchestra e che arrivino al pubblico che poco a poco, in modo quasi impercettibile, si  trova sempre più coinvolto nell’ascolto. Si tratta del Maestro Isabella Ambrosini, una delle poche direttrici d'orchestra donna, che  ha diretto   l’Orchestra Filarmonica della Calabria, nell’opera comica Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, in occasione dell’inaugurazione del  “Cirella Opera Festival”.    Con piglio deciso e mordente, Isabella Ambrosini ha coinvolto il pubblico  nell’irresistibile comicità di Gianni Schicchi  (che fa parte del Trittico pucciniano insieme a  Suor Angelica e Il  tabarro)  mettendo in risalto il travolgente ritmo musicale e teatrale della partitura e le numerose allusioni ai ritmi di danza ,dal tango della vestizione di Gianni Schicchi” Ecco la pezzolina” alla tarantella selvaggia che accompagna la spartizione dell’eredità fra i parenti”Sentilo, sentilo il podestà”. “La cosa che deve emergere in un’esecuzione – ha ribadito più volte il Maestro Ambrosini- è la musica, nient’altro. Adesso siamo tutti troppo concentrati sulla gestualità, sull’apparenza e ci si dimentica di ascoltare”. Per una donna conquistare la fiducia dell’orchestra, forse  è  ancora un po’  più difficile che per un uomo, in considerazione del fatto che  da sempre quello del direttore di orchestra è un ruolo esclusivamente maschile. Soltanto una solida preparazione  può superare l’iniziale diffidenza,  che talvolta trapelare dagli orchestrali, e intraprendere così con successo quel lavoro di equipe per il quale le  donne sono  portate quanto e forse più dei  colleghi  maschi. Gianni Schicchi, dunque, ha deliziato il pubblico del Teatro dei Ruderi di Cirella,  particolarmente attento  e divertito. Ottimo il cast vocale formato quasi esclusivamente da giovani nel quale spiccano, soprattutto nel trio della “vestizione”, le voci femminili di Paola Pennacchia-Nella- Virginia Eleanor Mclntyre - La Ciesca- e Giulia Tenuta- Zita, nonchè il basso Fulvio Valenti molto convincente nei panni di Betto. Gianmaria Romagnoli ha realizzato  una regia moderna con Lauretta e Rinuccio truffatori incalliti in stile Bonnie and Clyde, con scene e costumi però medievali che si ricollegano direttamente al racconto dell'inferno dantesco da cui è tratta la vicenda dell’opera.  L’evento ha inaugurato il “Cirella Opera Festival”  con l’allestimento di un dittico composto da “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini, che ha unito  in modo inconsueto e stimolante una fosca tragedia di amore e gelosia a una commedia ricca del fascino e dell’arguzia tutta toscana di Puccini. Le atmosfere tragiche di Pagliacci state magistralmente  gestite dal direttore Filippo Arlia. Applausi scroscianti per tutti i musicisti da parte del pubblico.

Isabella Ambrosini è uno dei pochi direttori di orchestra donna attivi nel panorama italiano. Dal 1999 è direttore artistico e musicale al  Teatro Palladium dell’Orchestra Roma Sinfonica e del Coro Roma Tre da lei fondati, con i quali ha tenuto 300 concerti in Italia e all’estero.  È stata l’unica donna direttore a ricevere il prestigioso incarico di dirigere un concerto nell’Aula di Montecitorio,  alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati e  delle massime autorità dello Stato.  Un’intensa attività didattica e concertistica indirizzata principalmente alla promozione di giovani talenti, quella di Isabella Ambrosini, profondamente convinta che l’entusiasmo giovanile è decisivo per restituire alle grandi opere musicali il posto di rilievo che meritano, nella comunità di un  territorio  che ha bisogno di compiere un salto di qualità basato prevalentemente  sulla originale fusione delle grandi tradizioni con la creatività delle nuove generazioni.

 

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