PROSSIMAMENTE L’EDIZIONE IN VIDEO DEL NOTIZIARIO
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Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Barbara Mele per i provvedimenti che, su proposta della Giunta e di alcuni consiglieri di maggioranza, sono stati approvati dal Consiglio Comunale nella seduta del 7 febbraio scorso. Si tratta del piano del decoro e del colore, illustrato dal consigliere delegato Franco Belmonte, più semplicemente denominato “piano del colore”, che si presenta come un progetto di riqualificazione dell’immagine di San Nicola Arcella, che regola il corretto svolgimento delle operazioni di coloritura, pulitura e restauro delle facciate, o di parti di esse, e di manufatti di arredo urbano in tutto il territorio comunale. E’ stato approvato il regolamento e gli allegati. In particolare la scheda colore, che rappresenta l’elaborato tecnico fondamentale ed obbligatorio per la presentazione e l’istruttoria di progetti d’intervento sulle facciate o su parti di esse. Contiene la descrizione degli interventi previsti e progettati per ogni facciata e per ogni singolo elemento di facciata, in ordine ai materiali, alle cromie, alle metodologie di restauro e manutenzione, alla sostituzione o eliminazione di parti e/o elementi ed è corredata di documentazione fotografica di tutte le parti in vista. L’atto di indirizzo per la gestione dei servizi integrati di igiene urbana ed ambientale è stato illustrato dall’assessore Pietro Di Santo. Oggetto del prossimo appalto sarà il servizio di raccolta dei rifiuti urbani (R.U.) e assimilati, compreso il trasporto allo smaltimento, la raccolta differenziata (R.D.) di alcune frazioni merceologiche ed il trasporto al recupero, lo spazzamento e il lavaggio delle strade. Saranno a carico dell’appaltatore gli oneri per la costruzione e l’allestimento dell’isola ecologica, secondo il progetto già approvato dal Comune di San Nicola Arcella, la sua manutenzione e tutto quanto necessario per la messa in esercizio della stessa. L’appalto avrà la durata di anni cinque. Alla fine di ogni anno di Servizio verrà verificata la percentuale di “Raccolta Differenziata” raggiunta e qualora detto quantitativo risultasse inferiore alla percentuale minima prevista dal bando di gara o di quella presentata nel “Progetto Tecnico” in sede di gara, verranno applicate delle penali. E’ intenzione dell’Amministrazione Comunale recuperare e rendere maggiormente fruibili alcuni spazi pubblici. La proposta è stata illustrata dal consigliere delegato Rosalbino Laino. Il Comune intende, così, realizzare una provvisoria sistemazione dell’area del “Belvedere” ed affidarla in gestione per garantirne la manutenzione e la pulizia, in modo particolare durante la stagione estiva; intende fare altrettanto per la sistemazione dell’area del “Parco delle Rimembranze” con l’obiettivo di realizzare un parco giochi bimbi ed affidarla in gestione, per garantirne la manutenzione e la costante pulizia. Sulla riunione tenutasi presso la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria in data 25 gennaio 2012 per il trasferimento del Palazzo dei Principi Lanza di Trabia al Comune di San Nicola Arcella, è intervenuto il vice-sindaco Eugenio Madeo. All’incontro hanno partecipato, per la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria, il direttore arch. Francesco Prosperetti e l’arch. Sabina Rizzi, per la soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici per le province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, il soprintendente arch. Giuseppe Stolfi ed il funzionario Giancarlo Del Sole, per l’Agenzia del Demanio Filiale Calabria, il Direttore Regionale Ing. Dario Di Girolamo ed i Funzionari Antonio Arnoni e Massimiliano Iannelli, per il Comune di San Nicola Arcella, il vice-sindaco arch. Eugenio Madeo. Tale struttura è di particolare di interesse per l’Amministrazione Comunale in ragione del significativo valore storico e culturale che rappresenta per la comunità locale, nonché per la rilevanza strategica dello stesso, ai fini della valorizzazione e dello sviluppo del territorio e dell’economia dell’Alto Tirreno Cosentino. Il Palazzo del Principe dispone di circa 2000 metri quadrati di superficie utilizzabile, 20 grandi stanze, tre saloni, un ampio chiostro con una importante scala e può contare su un ampio spazio esterno. Ben si presta, perciò, a contenere non una, ma un insieme di attività di vario tipo, qualificandolo come luogo da dove partono una pluralità di azioni per lo sviluppo dell’intero comprensorio e non soltanto del Comune di San Nicola Arcella. In questo luogo potrebbero essere concentrate, come “Centro di Eccellenza”, attività di valorizzazione dell’area territoriale di riferimento. In particolare: -Corsi di formazione alla gestione dell’impresa turistica, con l’obiettivo di rilasciare una serie di Master in gestione dell’impresa turistica ad operatori, imprenditori o artigiani che già operano sul territorio o a giovani che intendono avviare una microimpresa, indipendentemente dal titolo di studio posseduto. -Seminari per lo studio, la ricerca ed il controllo dell’inquinamento marino e per la ricostruzione dell’ambiente naturale del territorio. -Iniziative ed eventi culturali stagionali: nel periodo estivo la presenza nel complesso di un piccolo museo e di una biblioteca, l’organizzazione di mostre e l’organizzazione di eventi (concerti e manifestazioni serali), potrebbero favorire la presenza di un turismo qualificato. Per assicurare anche una presenza continua e costante di attività permanenti, l’Amministrazione Comunale, ha avanzato la proposta di spostare all’interno della struttura, occupando solo una parte del piano terra per circa mq. 400, le sedi di rappresentanza istituzionale e gli uffici comunali che svolgono funzioni di programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi. Sempre al piano terra resterebbero a disposizione alcune stanze, che potrebbero ospitare la sede distaccata della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici. Al Primo Piano si può insediare la sede operativa del costituendo Consorzio per il Parco Marino della Riviera dei Cedri, con tre stanze ed una sala riunioni, ed una biblioteca finalizzata, in modo particolare, alla conoscenza della storia e delle tradizioni delle popolazioni dell’Alto Tirreno Cosentino. Allo stesso piano c’è spazio per una sala conferenze, un ampio salone polifunzionale e quattro stanze per attività varie. Tali indicazioni hanno trovato un sostanziale, favorevole riscontro da parte dei partecipanti ed il Comune è stato invitato in tempi brevi a definire un preciso programma di valorizzazione del bene da trasferire, definendo fra l’altro la ripartizione degli spazi, i costi degli interventi di gestione delle attività e dell’immobile, le possibili entrate, la disponibilità di istituzioni ed operatori alla fruizione del bene e le scadenze temporali da rispettare. Il Comune si è impegnato a definire quanto richiesto e a convocare la prossima riunione per martedì 06 marzo 2012, alle ore 12.00 presso la Filiale Calabria dell’Agenzia del Demanio sita in Catanzaro via Gioacchino da Fiore 34. Sul programma di valorizzazione, soprattutto ai fini culturali del bene, ha lavorato, avanzando specifiche proposte, l’assessore Concetta Sangineto. In apertura di seduta, su proposta del consigliere di maggioranza Osso Rocco, è stata discussa una mozione sulla riorganizzazione della struttura comunale, per garantire più efficienti servizi ed una migliore utilizzazione delle risorse. Il Consiglio Comunale ha espresso un giudizio positivo sulla attività fin’ora svolta ed invitato il Sindaco e la Giunta a proseguire sulla strada del risanamento e del riassetto organizzativo dei servizi e degli uffici del Comune. Il Sindaco – Barbara Mele La settantunenne dalle iniziali S.R., che era stata ricoverata nella mattinata di lunedì scorso, dopo essere entrata in crisi per insufficienza respiratoria non è stato possibile sottoporla ad intervento chirurgico in quanto all’ospedale lunedì scorso non era previsto il turno pomeridiano di un anestesista. La donna, è deceduta per shock cardiogeno (sindrome clinica caratterizzata dalle risposte dell’organismo alla riduzione del flusso ematico ai tessuti periferici a causa di una insufficiente gittata cardiaca per un deficit primitivo della pompa). Se lunedì pomeriggio vi fosse stata la presenza di un anestesista e l’intervento immediato dei chirurghi, sicuramente la settantunenne si sarebbe potuta salvare. La notizia del decesso della donna, si è immediatamente diffusa nell’Alto Tirreno Cosentino. L’intero comprensorio ha stigmatizzato la decisione del direttore dell’Asp di Cosenza, che ha disposto l’utilizzo dei chirurghi e anestesisti del presidio ospedaliero di Praia a Mare presso il presidio ospedaliero di Cetraro. I sindaci del comprensorio dell’Alto Tirreno cosentino, unitamente alla amministrazione provinciale di Cosenza rappresentata dall’assessore provinciale Arturo Ricetti e dalla Comunità Montana dell’Alto Tirreno cosentino, riunitisi ieri mattina presso i locali del presidio ospedaliero di Praia a Mare, hanno deciso di chiedere un incontro urgente al direttore generale dell’Asp di Cosenza, Gianfranco Scarpelli, in modo da non verificarsi quanto successo lunedì scorso presso l’ospedale di Praia a Mare per il decesso di una paziente alla quale comunque non sarebbe potuta essere erogata la necessaria assistenza a causa della mancanza di figure professionali ed in particolare dei medici anestesisti-rianimatori. L’episodio si è verificato all’indomani della denuncia del promotore responsabile dell’Alto tirreno cosentino del movimento politico culturale Liberiamo L’Italia, distretto della Calabria, Giuseppe Lanuara, il quale era intervenuto in merito alla decisione del direttore dell’Asp di Cosenza, che ha disposto che dal 6 febbraio i chirurghi e gli anestesisti del presidio ospedaliero di Praia a Mare vengano utilizzati presso il presidio ospedaliero di Cetraro e che, conseguentemente, siano bloccati i ricoveri ordinari per pazienti chirurgici all’ospedale di Praia a Mare. “Tale decisione – ha sottolineato Giuseppe Lanuara – appare francamente un abuso di potere dello stesso direttore generale che, in questo caso, si sostituisce, di fatto, al commissario straordinario per il rientro dal debito sanitario, ossia il presidente della giunta regionale onorevole Scopelliti che, ad oggi, non ha inteso approvare la delibera che è allo stato inefficace, con la quale il dottor Scarpelli, ha proposto la riorganizzazione della rete ospedaliera della provincia di Cosenza”. Intanto il Comitato civico in difesa dell’Ospedale di Praia a Mare, ha indetto per giovedì 16 febbraio alle ore 16.30 nella sala consiliare del comune di Praia a Mare, un’assemblea popolare dove tutti i cittadini, le associazioni, le forze politiche, le istituzioni e la direzione sanitaria, sono invitati per fare il punto della situazione sulla questione ospedale. Nel corso dell’incontro, saranno analizzate le varie proposte ed iniziative da intraprendere da chiunque esse vengano per poter agire nella difesa dell’ospedale di Praia a Mare, prima della riconversione prevista per fine marzo 2012. Il comitato civico in difesa dell’ospedale di Praia a Mare, si attende un sussulto di orgoglio e reazione di tutto l’Alto tirreno cosentino per difendere il diritto alla salute. EUGENIO ORRICO Ufficializzata lunedì 6 febbraio 2012 da parte della Giunta comunale di Verbicaro la revoca della delibera n.105 del 21 dicembre 2011, con la quale si disponeva di dismettere dall’uso scolastico l’edifico sito in Via Mancini, ovvero il plesso scolastico “Pantano”, e di accorparne le relative classi nell’edificio scolastico sito in Via Molinelli, sede centrale dell’Istituto Comprensivo di Verbicaro. La decisione di revocare la delibera di Giunta avviene a pochi giorni dalla riunione tenutasi il 2 febbraio 2012 presso il Comune di Verbicaro, alla quale erano presenti una rappresentanza dell’amministrazione comunale (il vicesindaco Mirella Ruggiero, gli assessori Francesco Sarubbi e Francesco Cirelli, i consiglieri Vincenzo Annuzzi e Mario Russo), i rappresentanti dell’Istituto Comprensivo (il presidente Michele Cirelli e la componente Rosetta Papa), nonché i genitori degli alunni. La disposizione di revocare la chiusura del plesso scolastico “Pantano” scaturisce infatti “dopo ampia discussione -si legge nella deliberazione della Giunta comunale del 6 febbraio 2012- della problematica che comporta la chiusura del plesso di Scuola Primaria di Via Mancini e dopo aver preso atto della dissociazione, da parte dei genitori dalle strumentalizzazioni politiche che si sono venute a creare”. Nella dibattuta riunione del 2 febbraio l’amministrazione comunale di Verbicaro aveva appunto accettato le ragioni dei genitori circa il mantenimento del plesso scolastico in questione assicurando al contempo di revocare nei giorni successivi la delibera che ne decretava la chiusura. Anna Casella “Ogni anno – sottolinea Marino – entro il 31 dicembre termina la caccia al cinghiale ed entro il 31 gennaio, la stagione venatoria. Questo però, non accade all’interno del Parco Nazionale del Pollino dove la caccia resta consentita tutto l’anno ai selettori, i quali non sono altro che bracconieri autorizzati dall’ente Parco. Questi, di fatti, uccidono senza scrupoli i cinghiali usando carabine di grosso calibro che hanno un potere di arresto non inferiore a 1.500 metri e una portata di circa 3.000 metri. Una pallottola vagante potrebbe dunque uccidere chiunque si trovi nel Parco per lavoro oppure per una semplice passeggiata in mezzo alla natura. Voglio precisare – continua l’esponente della Lega Nord Calabria – che l’attività venatoria in Italia è regolata dalla legge n.157/92 che sancisce il divieto di esercizio venatorio nei Parchi Nazionali, in quelli naturali Regionali e riserve naturali. È vietato dunque, in maniera assoluta la caccia nelle aree protette. Inoltre – continua Marino – la legge stabilisce il divieto tassativo di introdurre armi da parte di privati all’interno delle aree protette e dei Parchi Nazionali. Tengo a precisare – dichiara Marcello Marino – che noi della Lega non siamo contro la caccia, siamo a favore e ci battiamo per la caccia libera e nel rispetto delle regole, esercitata da cacciatori seri, onesti e che rispettino la natura. Un vero cacciatore – continua Marino – non và a sparare agli animali nel periodo della riproduzione. I cinghiali in esubero vanno catturati e liberati in zone da ripopolare e non uccisi come si sta facendo attualmente. L’ente parco non può ignorare le leggi dello stato e farsele a proprio piacimento. Questo immenso Parco – tiene a precisare Marino – non ha portato nessun beneficio alle popolazioni ricadenti nello stesso che vedono il territorio morire giorno dopo giorno a causa di vincoli e restrizioni. Concludo – dichiara in ultimo Marino – chiedendovi di far cessare immediatamente la strage dei Cinghiali”. EUGENIO ORRICO Attraverso il loro impegno i firmatari del Patto intendono raggiungere e superare l’obiettivo europeo di riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020. Il Sindaco Antonio Longo ha sottolineato che con tale iniziativa, in concerto con la Provincia di Cosenza che ha dedicato al tema l’Agenzia Locale per l’Energia e per lo Sviluppo Sostenibile, il Comune di Grisolia, oltre ad un impegno concreto nella direzione dello sviluppo sostenibile potrà rientrare in progetti per il finanziamento di opere pubbliche e private nell’ambito delle energie rinnovabili. L’adesione al Patto dei Sindaci si colloca in un progetto di più ampio raggio, cominciato già da qualche tempo con varie opere pubbliche come l’istallazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei plessi scolastici e che vedrà a breve ulteriori iniziative. Un’opportunità che va a braccetto con l’intento etico, ma che può essere un volano per le attività produttive del nostro Comune, visto che il costo energetico per tutte le imprese è uno di quelli che gravano di più nei bilanci e che con l’utilizzo di finanziamenti e accorgimenti che l’adesione al Patto permette potrà essere in qualche modo mitigato, ha dichiarato il Consigliere con delega alle attività Produttive Erica Bellusci. Per Francesco Papa, Consigliere con delega alla Cultura, la delibera che il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità è un segno della volontà di costruire un futuro certo alle generazioni future, non possiamo pensare, infatti, a soddisfare i bisogni della nostra generazione senza garantire la capacità alle future di soddisfare i propri. Lo sviluppo che abbiamo in mente per Grisolia è incompatibile con il degrado del patrimonio e delle risorse naturali (che di fatto sono esauribili) ma anche con la violazione della dignità e della libertà umana, con la povertà ed il declino economico, con il mancato riconoscimento dei diritti e delle pari opportunità. Adesso a questo segno di volontà devono corrispondere azioni concrete e mirate al raggiungimento di questi nobili obiettivi. Con la delibera n.12 del 6 Febbraio 2012 la Giunta comunale di Verbicaro ha finalmente revocato la propria precedente decisione di chiudere il plesso scolastico di via P. Mancini. La revoca pone, così, la parola fine ad una questione che ha animato il centro montano per quasi due mesi ed arriva all’esito di energiche proteste ingaggiate dai genitori degli scolari, dai docenti e dalle forze di opposizione fortemente contrari alla chiusura del plesso, alla riduzione delle attività didattiche ed alla formazione di classi numerosissime nel plesso di via Molinelli. Già all’indomani della delibera di chiusura, risalente al 21 Dicembre 2011, i genitori degli scolari, i docenti e il Consiglio d’Istituto si erano attivati contro questa decisione, formalizzando al Comune il proprio dissenso e la richiesta di revoca. L’ostinazione dell’amministrazione a tenere ferma la propria decisione ha scatenato la protesta delle mamme che, invocato ed ottenuto il sostegno delle opposizione, hanno finanche minacciato forme estreme di resistenza lecita, compresa l’ipotesi di non mandare i figli a scuola in segno di dissenso verso la decisione dell’amministrazione comunale. A sostegno delle mamme, i gruppi di opposizione, più che mai compatti in nome della scuola e dei bambini, hanno indetto la dovuta lotta politica senza riserve, manifestato con ogni mezzo contro una decisione ritenuta inaccettabile ed arrivando finanche a disertare un Consiglio comunale in segno di protesta per avere il Sindaco escluso dall’ordine del giorno una questione fondamentale come la chiusura di una scuola. Decisiva ai fini del passo indietro dell’amministrazione è stata l’assemblea pubblica organizzata dalle opposizioni con l’intervento del Consigliere regionale del PD, Franchino, l’assessore Maulicino e il prof. Giorgio Franco, nel corso della quale è stato ampiamente sottolineato il sostegno ad una protesta lecita e giusta per l’istruzione dei ragazzi e la profonda e incredibile contraddizione politica di una amministrazione retta da un partito di sinistra che si rende responsabile di una decisione assolutamente antisociale a dispetto delle linee politiche seguite dallo stesso partito su tutto il resto del territorio nazionale. Solo all’indomani dell’assemblea pubblica indetta dalle opposizioni l’amministrazione ha cominciato a mettere in discussione le proprie scelte e si è determinata al ripensamento.
VERBICARO. I GRUPPI DI OPPOSIZIONECHIEDONO LE DIMISSIONI DEL SINDACOIl modo in cui l’amministrazione comunale di Verbicaro ha trattato la questione del plesso scolastico di via P. Mancini ha reso manifesta tutta la incapacità, l’arroganza e l’inadeguatezza del sindaco e della sua amministrazione rispetto alle questioni fondamentali per la vita del paese. La revoca della delibera, da ascrivere al pieno merito delle mamme e delle opposizioni che l’hanno avversata con ogni mezzo, è stata l’inevitabile conseguenza di una protesta accesissima verso una decisione impopolare e antisociale che rischiava di produrre un danno gravissimo al paese e, sul piano politico, l’irrimediabile delegittimazione di un partito di maggioranza che, di fatto, si era reso attuatore di una politica fortemente contrastata da tutta la sinistra italiana. A parte i meriti che le opposizioni possono rivendicare di fronte al risultato ottenuto, non è normale che le decisioni dannose ed arbitrarie del sindaco debbano essere revocate col dispiego di lunghe proteste di una collettività già oppressa dalla crescente crisi economica e sociale che lo stesso sindaco ha contribuito a determinare. E’ peraltro grottesco che la maggioranza, anche a mezzo di indecorosi espedienti, ostenti meriti o esaltazione per aver riconosciuto un proprio errore. E’ come un calciatore che esulti dopo essersi reso conto di aver segnato un autogol. L’operato di un sindaco e di un’amministrazione che, pur non avendo la rappresentanza politica che di meno di un terzo del paese, operi in maniera arbitraria ed arrogante, adottando decisioni antisociali come la chiusura di un plesso scolastico senza sentire l’opinione dei genitori e dei gruppi politici, è motivo di forte preoccupazione e di sicuro di giudizio di incapacità ed irresponsabilità. Un sindaco non può essere motivo di paura o di timore per i cittadini che dovrebbe rappresentare. Un paese non può vivere nel timore che il proprio sindaco, da un momento all’altro, di punto in bianco, distrugga i servizi pubblici essenziali senza alcuna valida ragione e senza aver reso gli interessati partecipi della decisione. Un sindaco non può amministrare il paese con arroganza e prepotenza, non può compromettere la vita economica, politica e sociale della comunità con le sue decisioni arbitrarie e scellerate. Il sindaco deve farsi interprete della volontà del popolo ed attuatore di decisioni utili alla crescita comune. Il sindaco deve essere il primo servitore del popolo, non il suo fustigatore. E’ grave che il sindaco abbia solo potuto pensare di chiudere una scuola da sempre fondamentale per l’istruzione dei ragazzi di Verbicaro senza, peraltro, spiegare in maniera chiara le ragioni di tale scelta, i suoi beneficiari, chi e perché avrebbe dovuto mettere le mani sul plesso di via P. Mancini. E’ gravissimo che il sindaco sia rimasto assente alla seduta di Giunta che ha revocato la delibera incriminata. E’ il segno di una perdurante ostinazione nell’errore commesso e di una chiara frattura politica con la propria maggioranza che, evidentemente, limitando in questo caso l’arbitrio del sindaco, cerca anche di rivendicare una propria dignità politica. Il paese ha bisogno di altro! Ha bisogno di vivere in maniera serena la sua realtà già difficile, magari con politiche realmente costruttive, sicuramente senza dover sopportare arbitri e prepotenze da parte di chi dovrebbe essere il primo e il più umile tra i servitori del popolo e che invece usa la sua arroganza in misura direttamente proporzionale alla sua incapacità esecutiva. I gruppi di opposizione condannano questa politica arrogante e deleteria per il paese e pubblicamente invocano le immediate dimissioni del sindaco e dell’amministrazione quale unico, ultimo, atto di responsabilità orami possibile per il paese. Per il bene del paese, della serenità della vita civile e della necessaria ripresa economica e sociale, il sindaco e la sua amministrazione devono dimettersi. I GRUPPI DI OPPOSIZIONE
VERBICARO. SULLA QUESTIONE DELLACHIUSURA DEL PLESSO SCOLASTICO INTERVIENEIL CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONEFRANCESCO GERMANOLa revoca della delibera di chiusura della scuola di via P. Mancini permette alle famiglie di tirare un sospiro di sollievo e dà soddisfazione alle opposizioni che tanto si sono battute per ottenere questo risultato. L’intera vicenda ha anche innegabili significati sul piano politico, sia nel senso dell’acclarata incapacità dell’amministrazione di capire la realtà che dovrebbe amministrare, sia per quanto riguarda il ruolo delle opposizioni che, unite come sono state in questo caso, rappresentano di gran lunga la maggioranza del paese. Sul versante delle opposizioni credo sia doveroso evidenziare il ruolo svolto in questo passaggio delicatissimo dal capogruppo Francesco Silvestri. Ha un enorme significato politico il fatto che le mamme, rimaste inascoltate dall’amministrazione per oltre un mese, si siano rivolte a Silvestri per ottenere il dovuto appoggio politico in una lotta che per loro, da sole, sarebbe stata sicuramente più difficile. Le mamme hanno riconosciuto in Silvestri il loro primo interlocutore, è questo mi sembra un dato politico notevole del quale tener conto anche in chiave futura. Significative sul piano politico, al di là dell’ottimo risultato ottenuto, sono anche le azioni messe in campo da Silvestri una volta investito del problema, dalla capacità di ascoltare e comprendere il disagio delle mamme, al coinvolgimento di tutti i componenti dell’opposizione consiliare, alla organizzazione di una protesta che, per quanto giusta, rischiava di rimanere frammentaria e debole. Con la collaborazione del collega Aldo Cirimele, Silvestri ha investito della questione un Partito Democratico di Verbicaro che diversamente sarebbe rimasto inerte; ha raccolto in assemblea tutte le mamme perché potessero organizzare la loro azione; nel giro di 24 ore ha portato a Verbicaro i rappresentanti regionali e zonali del suo partito, dando alla questione quella rilevanza istituzionale che ha, di fatto, indotto l’amministrazione alla revoca. Per chi fa politica questi sono tutti dati molto significativi, dei quali è giusto e doveroso dare atto da parte di tutti. In fin dei conti la politica ha bisogno di questo, di gente che sappia ascoltare le esigenze dei cittadini e sappia coinvolgere tutte le parti nella soluzione dei problemi comuni. In questi tre anni di opposizione Francesco Silvestri ha più volte dimostrato di avere queste capacità essenziali, ed anche questo mi sembra un dato politico del quale tener conto in chiave futura. I sindaci del comprensorio dell’alto Tirreno cosentino, unitamente alla Amministrazione provinciale di Cosenza rappresentata dall’assessore provinciale Arturo Ricetti e dalla Comunità Montana dell’Alto Tirreno cosentino, riunitisi presso i locali del P.O. di Praia a Mare, hanno deciso di chiedere un incontro urgente al D.G. dell’ASP di Cosenza per discutere della esecutività della delibera n. 4.100 del 29.12.2011, con la quale lo stesso D.g., dott. Gianfranco Scarpelli, ha formulato una proposta di riorganizzazione temporanea e sperimentale dei P.O. della provincia di Cosenza. Dall’incontro è emersa la necessità di fare fronte comune affinchè sia tutelata la salute dei cittadini gravemente minata dai provvedimenti assunti sia dal Commissario regionale ad acta per il piano di rientro, sia dallo stesso D.G. dell’ASP, in modo da non verificarsi quanto successo ieri presso il P.O. di Praia a Mare per il decesso di una paziente alla quale comunque non sarebbe potuta essere erogata la necessaria assistenza a causa della mancanza di figure professionali ed in particolare dei medici anestesisti-rianimatori. Dalla riunione è emersa la valutazione dei Sindaci sull’inutilità del piano di rientro dal debito, poiché lo stesso prevede una passività di circa 1,02 MLD di euro a fronte di una attività di circa 900 MLN di euro di cui la Regione Calabria è creditrice dallo stato per la cd. Premialità. I Sindaci evidenziano che gli obiettivi dei livelli essenziali di assistenza possono essere raggiunti evitando ben altri sprechi che si compiono nel settore sanitario quali, ad esempio, i fondi stanziati in favore di enti privati come la Fondazione Campanella, con la finalità, più o meno velata, di trasformale in enti di diritto pubblico nonostante la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, della legge regionale n.35/2011 . I Sindaci sottolineano che l’applicazione del decreto n. 18/2009 comporterebbe la perdita di posti letto in numero enormemente maggiore rispetto a quanto previsto dalla normativa in vigore, con grandissimo danno per la comunità tutta dell’Alto Tirreno Cosentino, e con gravi ripercussioni per l’intera economia del comprensorio che ne pagherebbe le conseguenze anche sotto il profilo turistico. Infine, preannunciano la proposizione di ricorso al Consiglio di Stato avverso la sentenza del T.A,R, Calabria che ha rigettato le osservazioni dei comuni di Praia a Mare e Tortora ai quali si accomuneranno anche tutti i sindaci presenti.
Dieci sindaci uniti per evitare la chiusura dell’ufficio del Giudice di pace di Scalea. In una lettera al ministro della Giustizia, Paola Severino, chiedono di rivedere la decisione anche alla luce del carico di lavoro che non farebbe rientrare l’Ufficio nello schema di soppressione. Il documento è firmato dai sindaci di Scalea, Pasquale Basile; Santa Domenica Talao, Alfredo Lucchesi; Praia a Mare, Carlo Lomonaco; Tortora, Pasquale Lamboglia; Orsomarso, Paola Candia; Santa Maria del Cedro, Giuseppe Aulicino; Grisolia, Antonio Longo; Verbicaro, Felice Spingola; Aieta, Giovanni Ceglie, San Nicola Arcella, Barbara Mele. Il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, l’assessore Raffaele D’Anna, e il consigliere Tiziana De Bonis hanno ringraziato i sindaci degli altri paesi per l’impegno mostrato nel cercare di mantenere sul territorio un presidio importante per la popolazione e per le categorie interessate. «Non è possibile assistere passivamente – hanno detto – alla spoliazione dell’alto Tirreno cosentino. Fra l’altro, i dati numerici del carico di lavoro, facendo un’analisi approfondita, non sembrerebbero far rientrare l’Ufficio del Giudice di pace di Scalea fra quelli inseriti nello schema di soppressione. È anche per questo motivo che abbiamo sottoscritto insieme ai sindaci del territorio una lettera inviata al ministro Paola Severino». Nella lettera si sottolinea come la paventata soppressione dell’Ufficio del giudice di Pace sia: «Illogica ed ingiusta sia per le popolazioni che per gli operatori giudiziari dell’area di competenza». Nella lettera si fa riferimento al carico di lavoro per il periodo 2005 – 2009 e al bacino di utenza. Questi due requisiti sono stati fissati dal Ministero in 568,3 per il carico di lavoro e 100,00 abitanti per il territorio di utenza. «Si ritiene – fanno presente i sindaci nella lettera – che il presidio di Giustizia dell’Ufficio del Giudice di pace di Scalea non possa essere soppresso ed accorpato a Paola». Sul carico di lavoro sono i numeri a parlar chiaro, fra l’altro anche i dati degli anni 2010 e 2011, non presi in considerazione dal Ministro, confermano il trend positivo dell’Ufficio di Scalea. Anche in merito alla popolazione residente che, secondo il provvedimento non deve essere inferiore ai centomila abitanti, i sindaci obiettano che: «I dieci comuni sui quali esercita la giurisdizione l’Ufficio del Giudice di pace di Scalea hanno una popolazione residente di 39.833 abitanti all’1 novembre 2011, ma calcolando l’alto numero di seconde case, solo Scalea conta quasi 28mila unità abitative. Per quattro o cinque mesi all’anno la popolazione del territorio cresce in maniera esponenziale raggiungendo, tenendo conto solamente dei Paesi costieri, quasi i 300mila abitanti. Si può quindi affermare che mediamente nel territorio di competenza sono presenti quasi centomila abitanti, come dimostra anche l’elevato contenzioso dell’ufficio». I sindaci sottolineano anche la notevole espansione edilizia e turistica, la presenza di attività economiche che hanno un riflesso inevitabile sul lavoro giudiziario. «Se si tiene conto del carico di lavoro – si fa presente, inoltre – della specificità territoriale e delle distanze per raggiungere la sede accorpante, balza evidente il grave disagio che la soppressione di detto ufficio comporterebbe per la popolazione». E ancora: «Sarebbe ingiusto e dannoso costringere i cittadini del territorio a raggiungere anche per un semplice ricorso avverso sanzioni amministrative, anche di modesto valore, la sede di Paola, distante per otto dei dieci comuni, oltre sessanta chilometri, Aieta e Tortora distano addirittura 80 chilometri. Tale situazione aumenterebbe ancor di più i flussi migratori giornalieri su una strada statale già gravata da numerosi problemi di viabilità». Infine, nella sede accorpante non ci sarebbero i locali idonei ad ospitare gli uffici, mentre a Scalea ci sono uffici nuovi, adatti ad assorbire la mole di contenzioso e ad ospitare gli archivi. I sindaci chiedono quindi di rivedere e riconsiderare lo schema di soppressione. Dopo anni di precariato, di stenti e sacrifici finalmente quattro anni fa un considerevole numero di circa 450 lavoratori hanno raggiunto la dignitosa condizione di personale a tempo indeterminato dell’ente pubblico. Ma, ancora oggi tutto è messo in discussione. Infatti, con la ormai ben nota delibera n°777 del 23 febbraio 2011 a firma dell’ex Commissario Straordinario dell’Azienda Sanitaria di Cosenza – Dott. De Rose – si era messo in discussione l’iter di stabilizzazione dei 439 lavoratori in servizio presso i presidi ospedalieri di tutta la provincia che, a seguito di un primo incontro tra dirigenti dell’azienda e sindacati, sarebbe stato al centro di un complesso percorso finalizzato all’accertamento della posizione di ogni singolo dipendente scandito da un calendario di incontri tra Dipartimento Regionale, ASP di Cosenza e Sindacato per seguire i lavori di verifica. Dopo il lavoro svolto dalle commissioni atte ad accertare le posizioni dei lavoratori già stabilizzati ed un tavolo di concertazione tra Regione, Azienda, e Sindacati che lasciava presagire ogni disponibilità affinché tale situazione potesse giungere alla più positiva e definitiva soluzione, una nuova comunicazione del Direttore Generale dell’ASP – Dott. Scarpelli – del 29 Gennaio scorso ha nuovamente scatenato un vero e proprio terremoto per le ripercussioni emotive e d´insicurezza che ha generato nei lavoratori interessati dalla vicenda. Con questo comunicato la FP CGIL Comprensoriale esprime e ribadisce il suo sostegno ai lavoratori interessati dichiarando che è inaccettabile l’azione che si sta perpetrando nei loro confronti, trattandosi di operatori che svolgono da anni il loro lavoro in maniera ineccepibile contribuendo a fornire a tutti gli utenti un servizio prezioso ed importante. La Categoria della Funzione Pubblica CGIL del Comprensorio Pollino-Sibaritide-Tirreno, con questa nota, vuole rimarcare fortemente i diritti legittimi di questi lavoratori a svolgere con serenità il loro compito ed ad essere oramai considerati parte fondamentale dell’azienda e non più lavoratori di serie B soggetti alla politica di turno. In un periodo molto difficile per la nostra società in cui si cerca di contrastare il fenomeno della forte precarietà che sta attraversando ogni settore ed ogni individuo in tutti gli aspetti della propria vita, è ingiusto far ricadere chi una stabilità l’ha raggiunta nell’incertezza e nello sconforto. Per questo CGIL, CISL, UIL unitariamente hanno richiesto urgentemente un incontro al Dipartimento preposto della Regione Calabria ed al Governatore Scopelliti al fine di dare una risposta definitiva ai tanti lavoratori interessati da questa annosa vicenda, che se non vedranno giungere le loro problematiche ad una giusta soluzione il prossimo 21 Febbraio attueranno eclatanti iniziative di lotta in difesa del loro diritto a non vivere più una situazione di precariato, soprattutto psicologico, ed a poter finalmente svolgere serenamente il proprio lavoro.
La FP CGIL Comprensorio Pollino – Sibaritide – Tirreno “Presumo che a giorni ci sarà il primo ribaltamento giudiziario riguardo la vicenda che mi vede interessato e sicuramente, ahimè per voi, sarò presente alle amministrative del 6 e 7 maggio con una propria lista”. A lanciare la sfida a Cedolia, De Paola, De Presbiteris e Fortunato, è Gino Domenico Spolitu, il quale nel corso della conferenza stampa di ieri mattina, ha annunciato il nome della lista con la quale parteciperà in qualità di candidato alla carica di sindaco, alle elezioni amministrative della prossima primavera. Si chiama “Futuro Praia” e vede coinvolti professionisti, studenti e disoccupati. Ieri mattina, il patron della squadra di calcio del Praia, non ha risparmiato strali a nessuno dei quattro candidati alla carica di sindaco alle primarie. “Sono stato elimintato dalle primarie volutamente – ha chiosato Gino Spolitu – perché Cedolia, De Paola, De Presbiteris e Fortunato, hanno paura del sottoscritto il quale è abituato a parlare chiaro e non ha niente da nascondere. Voi – ha detto Spolitu – non lo so. Non avendo nulla da nascondere, posso aspirare a fare il sindaco a Praia a Mare, perché in venticinque anni, ho solo dato a questa cittadina. Per Praia a Mare – ha detto Spolitu – ho distrutto la mia famiglia alla quale ho tolto tanto. Voi siete stati e siete tutt’ora ipocriti e io vi combatterò in tutti i modi. Sono l’unica persona – ha fatto presente Spolitu – che rispetto a voi ha presentato un programa, fattivo e concreto. Pietro De Paola, ha elaborato un programma copiato da internet. Anna Maria De Presbiteris, – continua Spolitu – non ha un programma serio ed è altrettanto così per Pasquale Fortunato che pensa al Pirogassificatore per sistemare qualche amico. Roivolgo un appello – ha detto ancora Spolitu – a Massimo Cedolia. Sei una persona a modo per questo ti suggerisco di uscire fuori da questa situazione. Non è importante la partecipazione, è importante vincere. Esci fuori da questo contesto perché faranno di te brache di tela. Io – ha concluso Spolitu – faccio il candidato sindaco perché a Praia a Mare non possiedo nulla e non dovrò quindi pensare a interessi personali. Voi non lo so”. EUGENIO ORRICO Gino Spolitu nella conferenza stampa di ieri mattina, è stato un fiume in piena. Un incontro con i giornalisti che si è reso necessario a seguito del sancito accordo elettorale per le primarie dell’11 marzo tra i candidati alla carica di sindaco, Massimiliano Cedolia, Pietro De Paola, Anna Maria De Presbiteris e Pasquale Fortunato, definiti dallo stesso Spolitu, i quattro dell’Ave Maria. Spolitu ad ogni modo non si sente un delinquente in quanto ancora oggi nei suoi confronti non vi è un giudizio definitivo. A causa della sentenza di primo grado che ha riconosciuto colpevole Spilitu, l’ufficio elettorale del comune di Praia a Mare, dopo aver visto gli atti, a seguito della condanna, lo ha cancellato dalle liste elettorali. La cancellazione dalle liste elettorali, è stata notificata a Spolitu, il 16 gennaio scorso. “Una sentenza è definitiva solo a seguito dei tre provvedimenti di giudizio” , ha affermato Spolitu. “È vero che la sorveglianza speciale per quanto riguarda le prescrizioni della pubblica sicurezza da ottemperare è subito esecutiva. Però il diritto di voto è insindacabile. Sia la sentenza del tribunale di Cosenza che ha riconosciuto colpevole Spolitu che la documentazione presentata in appello ai tribunali di Cosenza, Catanzaro e al Tar, saranno allegate in un libro che Spolitu definisce “Bianco” che nei prossimi giorni sarà distribuito ai cittadini di Praia a Mare. I miei avvocati – ha detto Spolitu – hanno fatto ricorso alla Commissione elettorale circondariale dandone comunicazione e copia anche al comune di Praia a Mare, sulla decisione che ha assunto l’ufficio elettorale del comune di cancellarmi dalle liste elettorali. Adesso dobbiamo attendere la risposta che vi sarà entro trenta giorni. Ecco spiegato il motivo – ha continuato Spolitu – del perché mi trovo fuori dalla competizione riguardante le primarie. Quando ci siamo però riuniti presso la sede di Rappresentiamoci, tutti e quattro i candidati sono stati messi immediatamente a conoscenza della mia esclusione dalle liste elettorali. Proprio perché soggetto ad un eventuale decisione della maggistratora, proposi che il candidato che entro il tre marzo non avrà i requisiti, non potrà partecipare alle primarie. Cedolia, De Paola, De Presbiteris e Fortunato, in un primo momento si sono dimostrati d’accordo alla mia proposta. Solo qualche ora più tardi, è saltato l’accordo per volontà di Pasquale Fortunato”. EUGENIO ORRICO Lo Scalea compie il miracolo contro la capolista Montalto. Una vittoria per Leone e compagni e che vittoria! Quattro gol, giocate semplici ma efficaci, Montalto travolto dalla voglia di vincere dei biancostellati che compiono un ulteriore passo verso la salvezza. Ha deluso il Montalto che non perdeva da nove turni, ma grandi meriti allo Scalea che, nonostante le assenze, ha affrontato il compito in maniera esemplare rispettando ma non temendo i più blasonati avversari. Di Persia, Leone e del giovane Maesano, autore di una doppietta, le marcature. Al termine della contesa abbiamo ascoltato il tecnico del Montalto Paschetta, il condottiero dello Scalea Bellinvia e il presidente onorario dei biancostellati Alessandro Bergamo. Virgilio Minniti Si chiude con un pareggio l’attesa sfida tra il Santa Maria del Cedro e il Fiumefreddo le maggiori antagoniste della capolista Orsomarso che domenica ha osservato il turno di riposo. Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, il Santa Maria, a segno con Ciriaco e Silvestri, si fa raggiungere per due volte. Sotto la lente d’ingrandimento l’episodio del pareggio di D’Angelo per il 2 – 2 finale, quando l’arbitro Vallese ha evidenziato un off side e poi ha convalidato la rete con il giocatore ospite che ha proseguito l’azione. Ascoltiamo il tecnico del Santa Maria del Cedro Nicola Bloise. Virgilio Minniti |
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