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Giovedì 25 Novembre 2021 17:56

Diamante. Massacrò di botte la convivente. Processo verso la conclusione

Nella mattinata odierna, proprio allorquando si celebrava la giornata contro la violenza sulle donne, si svolgeva, presso il Tribunale di Paola - Sezione Penale, il processo a carico di G.P. di Diamante, accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della sua convivente. L’uomo, per questi fatti, veniva già sottoposto alla misura cautelare carceraria che, successivamente, a seguito delle istanze del suo difensore di fiducia , avvocato Francesco Liserre, veniva revocata dallo stesso Tribunale di Paola. In particolare, il diamantese, si sarebbe reso protagonista di una continua serie di episodi di brutale violenza a danno della sua compagna con la quale abitava in un appartamento in Grisolia. In più di un’occasione, l’imputato, secondo la ricostruzione fornita dalla vittima e dai Carabinieri di Santa Maria del Cedro, coordinati dal PM, per futili motivi e in stato di ubriachezza, avrebbe usato violenza nei confronti della convivente, anche con l’uso di un coltello, sottoponendola a un regime di vita umiliante e vessatorio. La persona offesa, anche per il timore di probabili ritorsioni, evitava di denunciare i fatti all’autorità giudiziaria, subendo le angherie dell’uomo e vivendo in uno stato di terrore e sofferenza. Secondo la ricostruzione accusatoria, nella serata di quel cinque dicembre, in seguito all’ennesimo litigio, il diamantese picchiava selvaggiamente l’indifesa donna che allertava un proprio familiare e i carabinieri. L’imputato, in preda ad un’incontenibile violenza, minacciava, con due coltelli, anche  il congiunto della vittima e, solo il tempestivo intervento dei militari, riusciva a scongiurare la tragedia. La donna, copiosamente insanguinata, veniva ricoverata in ospedale. L’avvocato Liserre, a seguito di riesame al Tribunale della Libertà di Catanzaro, otteneva, nei confronti del suo assistito, dapprima la sostituzione della misura carceraria con quella degli arresti domiciliari e, successivamente, anche la sostituzione di tale misura con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento e di comunicazione con la persona offesa. Tuttavia, l’imputato violava sistematicamente  il divieto di avvicinamento alla vittima, continuando ad incontrarla e a contattarla telefonicamente. In particolare, il 17 ottobre del 2019, il diamantese, verosimilmente in stato di ebbrezza, si recava sotto l’abitazione della vittima, lanciando pietre e minacciandola di morte anche con messaggi telefonici. Immediatamente, su richiesta del PM di turno, il Tribunale Penale di Paola, anche alla luce della nuova normativa cd da Codice Rosso, a tutela delle donne vittime di violenza, disponeva nei confronti dell’uomo l’aggravamento della misura in atto, sostituendola con la custodia cautelare in carcere. Misura, successivamente, revocata dallo stesso Tribunale che, accogliendo le argomentazioni difensive dell’avv. Liserre, disponeva l’immediata liberazione del diamantese.
Antonello Troya
            
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