CRONACA

Martedì 15 Marzo 2022 10:13

PAOLA, TELEFONI CELLULARI PER DETENUTO NASCOSTi NEL PACCO POSTALE. POLIZIA PENITENZIARIA SEQUESTRA ANCHE STUPEFACENTE.

 

 

Hanno tentato di introdurre della droga e dei telefoni cellulari in carcere a PAOLA ma grazie alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria è stato intercettato e sequestrato. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. 

“Ennesima brillante operazione messa a segno della polizia penitenziaria di Paola, che opera nell'azione di contrasto all'introduzione di telefonini cellulari nonchè allo spaccio di sostanze stupefacenti nel penitenziario. Giovedì scorso gli uomini assegnati al settore colloqui hanno rinvenuto dei telefoni cellulari abilmente occultati nei fondi di una pentola contenuta nel pacco postale destinato a un detenuto straniero. Vi era anche della droga, senz'altro potuto minare all'ordine ed alla sicurezza del carcere, oltre a favorire le dinamiche criminose nel penitenziario.”, commenta il segretario generale del SAPPE Donato Capece.

Capece sottolinea come il rinvenimento sia avvenuto "grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità di Personale di Polizia Penitenziaria in servizio, nonostante una significativa carenza di organico. Questo deve far comprendere una volta di più come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari in materia di contrasto all’uso ed al commercio di telefoni cellulari e stupefacenti in carcere”. Per il SAPPE, “nonostante la previsione di reato prevista dal art. 391 ter del Codice penale di recente emanazione per l'ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Torniamo a sollecitare urgenti soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”. 

            
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