ATTUALITA'

Mercoledì 17 Marzo 2021 11:10

ARTE,SCIENZA E NOBILTA' DELLA BARBA:QUANDO RADERSI NON E SOLO QUESTIONE DI STILE:PAROLA DI MARY COPPOLA.

Arte, scienza e nobiltà della barba: quando radersi non è solo questione di stile: parola di Mary Coppola. La barba ha la sua scienza. Chi l'avrebbe mai detto. Sfogliando pagine di ricerche storiche su ciò che viene deficita un arte, si resta sopresi nel comprendere il lungo percorso deontologico che ha creato il mestiere del Barbiere. Eppure è cosi, passiamo molto tempo con noi stessi  per la cura della nostra barba. Curata o no, accorciata o tagliata,  con baffi o basette,  trascorriamo circa 2281, 25 ore, nell'arco della vita, a rederci. 138.875 minuti davanti ad uno specchio con i nostri pensieri. Probabilmente gli attimi in cui decidiamo di raderci o di tagliare i capelli, o di far crescere pizzetto e barba, sono gli unici momenti che passiamo in assoluta intimità mentale e spesso fisica con il nostro io. Nel dissertare avvenimenti in merito alla barba si scopre che ci è stata donata biblicamente per parlare 5 minuti con noi stessi e che spesso la pelle e la barba bisticciano tra di loro. Pelle morbida e barba dura, pelo o contropelo, non è solo questione di  sensazione o efficacia di una buona rasatura. La fase preparatoria è fondamentale per una corretta rasatura, anche perché ogni persona è unica nel suo genere e l'epidermide non ha caratteristiche costanti e permanenti: vento, acqua, gelo, caldo, sport e alimentazione ne condizionano duttilità, morbidezza, secchezza, ecc .  A Santa Maria del Cedro, ad esempio, avendo la fortuna di avere un vero barbiere donna come Mary Coppola, ho scoperto che chi fa questo antico mestiere,  valuta attentamente questa operazione a cui, alla mera finalità della rimozione dei peli, aggiunge anche quella del benessere e la distensione da stress. Dopo un accurata cosmesi della pelle, di solito comincia con “un impacco in panno caldo”, in cui  aggiunge essenze benefiche. Scopo di questa tradizione evoluta, mi spiega la mia “Figaro donna” è quella di permettere al vapore di aprire i pori della pelle e di detergerla profondamente per poi passare all'insaponatura e la rasatura che, sempre a cura di Mary, dopo le opportune valutazioni, può avvenire anche con rasoi monouso specifici: un vero toccasana.  Anche il rasoio ha la sua nobiltà, - afferma Mary, -  Ci si rade infatti con strumenti che hanno avuto un evoluzione, a partire dalla preistoria. Sembra infatti che gli uomini primitivi usassero utensili in pietra e valve di conchiglia. Si deve, però, ad una civiltà più evoluta, come gli Egiziani,  la nascita del rasoio con l'impiego del bronzo e del rame. Il reperto più antico è del 3000 a.C. Ed è conservato nel museo Louvre a Parigi. Gli egiziani hanno creato anche delle innovazioni con delle varinanti fino ad arrivare ai rasoi punici del VI sec A.C.,  con impugnatura a collo di cigno, usati anche Grecia e ritrovati in Sardegna. Alessandro Magno, ad esempio – afferma la mia Barbiera, - era un fanatico della perfetta rasautura per se e per i suoi soldati che lisciati in viso si presentavano meno aggredibili dagli avversari in battaglia. Proprio per questa esigenza durante le spedizioni macedoni nel mondo allora conosciuto, nasceva un rasoio più comodo che si riepiegava nel manico detto anche “culter tonsorium”. Nel 300 A.c.  è avvenuta l'apertura della prima bottega di Barbiere a Roma, a cui ne seguirono molte altre. C'è da annotare però che i “tonsores”, - afferma Mary Coppola,- estraevano anche denti e si improvvisavano chirurghi e medici e che in Italia, fino all'inizio del 1800,   si andava dal Barbiere, in effetti, anche per curarsi. Il 1895 rappresenta una data storica per la nascita del rasoio di sicurezza con lame monouso da parte dell'imprenditore americano King Camp Gillette fino ai giorni nostri in cui la barba “personalizzata”è sempre pià considerata un esigente per il cliente e che, ormai, radersi non è solo questioni di stile, ma profondo benessere”. Parola di Mary Coppola”.   
            
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