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ATTUALITA'

Domenica 16 Novembre 2014 17:54

MERCOLEDI’ 19 NOVEMBRE ALLE ORE 18 PRESSO CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DI VERBICARO, SI TERRA' UN INCONTRO DIBATTITO SU GESTIONE FAUNISTICA ED AGRICOLTURA. INTERVERRA’ BIAGIO DIANA Assessore Caccia e Pesca uscente della Provincia di Cosenza.

La gestione del patrimonio faunistico è una cosa molto seria e va attuata con competenza e lungimiranza sia in funzione della conservazione equilibrata della fauna, quindi biodiversità, sia in funzione del rapporto della fauna con l’ambiente dove vive (settore agricoltura- natura e turismo). Nell'ultimo ventennio la fauna del nostro paese si è evoluta secondo processi di carattere ambientale, spesso inaspettati e talvolta inspiegabili nella loro rapidità e per l'entità delle popolazioni coinvolte. E' così lampante l’esempio degli Ungulati come il cinghiale in primis, che hanno avuto un'espansione demografica eccezionale sia come ampiezza territoriale sia come densità popolazionistiche; altre specie, al contrario, hanno subito una progressiva contrazione dell'areale e quindi una riduzione numerica. (Es. coturnice – lepre a causa della massiccia presenza di cinghiale). Fra gli uccelli, in forte incremento risultano esserci alcuni Corvidi, gazza e cornacchia grigia in particolar modo, seguiti dalla ghiandaia a livello locale. Si tratta di specie ormai stanziali, di grande adattabilità alle più svariate condizioni ambientali e alimentari. Ciò le rende immuni da molti dei pericoli che minacciano decine di altre specie molto più sensibili. E' questa la causa principale di un'espansione numerica che ha dell'incredibile. Tutti i Corvidi possono causare danni alle coltivazioni agricole andando ad incidere negativamente sul bilancio dell’area, basti pensare ai vari risarcimenti erogati agli agricoltori dall’Ente competente. Bisogna avviare delle azioni idonee per sopperire alle problematiche gestionali che la Gazza (Pica pica) la Cornacchia grigia (Corvus corone cornix) e la ghiandaia Garrulus glandarius possono creare in zone agricole, in visione sia della loro elevata adattabilità agli ambienti fortemente modificati dall’uomo sia delle fluttuazioni che le loro popolazioni possono subire. Gli aspetti problematici sono principalmente due e toccano l’uno l’ambito economico della gestione, l’altro quello naturalistico. Tantissime sono le aree del nostro Paese dove gazza e cornacchia erano quasi sconosciute, mentre ora vi sono presenti in densità clamorose. I Corvidi sono animali nocivi per due motivi: la predazione dei nidi di altri uccelli e i danni alle colture agricole. L'incontro serve per palesare le drastiche situazioni dei territori, che non ascoltati e non supportati dalla politica spesso evidenziano un isolamento di quei pochi che ancora credono e vivono radicati sul territorio. Pertanto si vuole evidenziare il cruciale ruolo che il politico rappresenta per il territorio che rappresenta. Modera Giuseppe Raimondi dottore forestale. Si invitano tutti i cittadini, in particolar modo agricoltori, cacciatori e rappresentanti di categoria
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