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ATTUALITA'

Martedì 23 Dicembre 2014 15:47

Sanità in Calabria. Una vera emergenza sociale. Lettera aperta al premier, Matteo Renzi

Carissimo Presidente Matteo Renzi, caro Presidente Mario Oliverio,

            da anni si assiste alla distruzione di tutto il sistema ed il comparto della Sanità in Calabria per logiche che non hanno senso e che non rispecchiano il diritto fondamentale alla salute dei cittadini sancito dalla Costituzione Italiana. I livelli di allarme sociale sono ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini calabresi. Numerosi, infatti, sono quei cittadini che ogni giorno, anche per sostenere semplici  analisi del sangue, emigrano verso altre regioni d’Italia. La sfiducia per l’eccesso di burocrazia negli uffici sanitari, per il conseguente clientelismo che si genera e la ricerca del “favore personale” per sopperire alla mancanza di Diritto,  che deriva poi dal sistema delle prenotazioni negli ospedali e ambulatori pubblici,( a volte solo 6 mesi per un eco-doppler, un TAC  o una risonanza magnetica), in questi ultimi mesi, non sta facendo altro che aumentare i disagi per le famiglie che hanno bisogno di cure e quindi a premere sull’acceleratore del dissenso e della protesta.

 La missiva dell’Unione delle Contrade del comune di Cetraro (CS), luogo in cui esiste una struttura nosocomiale,  le numerose lettere dei comitati di cittadini sparsi in tutta la Regione Calabria e degli stessi sindacati evidenziano di fatto la gravità del problema. La situazione è tesa, soprattutto per chi vive il problema della sanità in prima persona, come pensionati, disabili, malati, uomini, donne e bambini che hanno bisogno di cure in modo costante e che devono usufruire di servizi essenziali per la sopravvivenza.

 I tagli e gli scandali generati dalla vecchia gestione commissariale per l’emergenza sanitaria in Calabria, hanno poi peggiorato la situazione e la notizia di una nomina commissariale diversa da quella prospettata dalla maggioranza dei cittadini Calabresi, non sta facendo altro che accendere la rabbia verso quella rappresentanza dello Stato che dovrebbe garantire lo Stato di diritto dei cittadini, questo al di sopra di ogni logica legata alla spesa. Soprattutto perché i cittadini, con la scusa dei tagli hanno visto solo e continuamente ruberie a danno della propria salute e del proprio benessere.

 Oggi, cari amici, non si può più assistere  a questo modo di operare, al continuo dissanguamento della dignità delle persone, alla disperazione della gente. Per tale motivo, come rappresentante di un movimento civico denominato Terza Via Scalea, insieme a tutte le organizzazioni sociali, i comitati spontanei di cittadini e le persone che hanno vissuto e sono vittime di malasanità in Calabria che condividono questo messaggio, assumendomi la piena responsabilità delle azioni che si andranno a compiere al fine di porre fine a questa ingiustizia sociale, allo scempio del depauperamento del diritto alla salute e della dignità delle persone, propongo in primis al Presidente Matteo Renzi:

1.         di nominare ufficialmente come commissario per l’emergenza sanitaria in Calabria lo stesso governatore della Calabria, on. Mario Oliverio, per fare in modo di avere un interlocutore vicino e non distaccato dal problema sanità nella nostra regione. Sgombrando cosi il campo dalle polemiche che stanno per ripercuotersi all’interno del sistema sanitario calabrese e fra gli stessi cittadini calabresi che avvertirebbero una nomina diversa da quella prospettata come una beffa e non come soluzione dell’emergenza sociale prospettata in campagna elettorale;

 

2.         l’avvio in tempi brevi, da parte del Commissario per l’emergenza sanitaria, di un cambiamento radicale di tutto il sistema di prenotazione regionale e provinciale delle visite e delle analisi cliniche, qualsiasi esse siano, al fine di abbattere ogni tempo di attesa e le file che i cittadini subiscono. I tempi di attesa stabiliti per qualsiasi visita sanitaria dovranno avere al massimo un espletamento di 7 giorni per ogni cittadino richiedente una qualsiasi analisi clinica;

 

 

3.         la riapertura, da parte del Commissario, degli ospedali di confine regionale come Trebisacce (CS) e Praia a Mare(CS), con tutti i relativi servizi, al fine di coprire il livello essenziale assistenziale nei comprensori di appartenenza, completamente abbattuti con la chiusura di queste strutture nel 2011.

 

4.         Il potenziamento, da parte del Commissario, di tutti  i servizi presso l’ospedale dell’Annunziata a Cosenza;

 

5.         l’avvio, da parte del Commissario, di un programma di ristrutturazione e di ammodernamento di tutta la rete ospedaliera regionale, prevedendo anche assunzioni dove i servizi sono carenti.

Queste le priorità assolute di cui i cittadini sentono urgentemente bisogno, prerogative fondamentali  per le quali si è disposti ad attendere il cambiamento al massimo in tre mesi. Passati i quali, senza nessun segnale, si inizieranno  a promuovere con un organizzazione capillare, , insieme a centinaia di cittadini indignati, occupazioni pacifiche di tutti gli uffici amministrativi della Calabria, i punti strategici e gli ambulatori e gli ospedali della regione, innalzando il livello di protesta a livello nazionale.

 Penso sia arrivata l’ora di dire basta, ma diversamente dai proclami della politica, è arrivato anche il tempo di scendere in piazza e agire direttamente se le cose non cambiano, in nome della Costituzione Italiana e per il diritto alla Salute di ogni cittadino calabrese.

In attesa di un positivo accoglimento delle proposte descritte, colgo l’occasione per augurarVi un sereno Natale.

 

 Il coordinatore del Movimento Terza Via Scalea

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Antonio Pappaterra

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