CRONACA

Mercoledì 12 Maggio 2021 17:19

GUARDIA DI FINANZA COSENZA: SCOPERTI 21 “FURBETTI” DEI BUONI SPESA EROGATI DAI COMUNI A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE IN CONDIZIONI DI DIFFICOLTÀ ECONOMICA A CAUSA DELL’EMERGENZA SANITARIA.

I Finanzieri del Gruppo Cosenza e della Tenenza San Giovanni in Fiore hanno
individuato 21 soggetti che hanno percepito indebitamente i c.d. “buoni spesa”,
rilasciati da alcuni Comuni della Provincia di Cosenza per sostenere le famiglie in
condizioni di disagio economico a causa della situazione pandemica.
Le Fiamme Gialle hanno acquisito e passato al setaccio gli elenchi dei percettori dei
sussidi economici erogati dai Comuni di Cosenza, Luzzi, Rovito e San Giovanni in
Fiore, a partire dal c.d. primo lockdown e nei periodi successivi, al fine di consentire agli
istanti di acquistare generi alimentari e beni di prima necessità.
I controlli d’iniziativa sono scaturiti dalla preliminare analisi delle graduatorie finali fornite dai
citati Comuni e sono proseguiti con il riscontro delle informazioni rilasciate dai richiedenti
nelle autocertificazioni, comprensive anche delle posizioni dei rispettivi nuclei familiari.
All’esito di mirati controlli, eseguiti incrociando le risultanze delle molteplici banche dati in
uso alla Guardia di Finanza, è stato accertato che 16 trasgressori hanno fruito
indebitamente dei “buoni spesa” (di importo variabile tra 100 e 400 euro), per avere
falsamente dichiarato di non aver percepito redditi nel periodo emergenziale, mentre, in
realtà, hanno continuato a svolgere regolarmente l’attività lavorativa ed a ricevere lo
stipendio dai rispettivi datori di lavoro.
Ulteriori 4 soggetti hanno usufruito, nello stesso periodo in cui percepivano i “buoni spesa”
del sussidio derivante dal Reddito di Cittadinanza, così trasgredendo alle vigenti disposizioni
in materia che vietano il cumulo di provvidenze pubbliche.
Il caso più eclatante è quello di un agente assicurativo, il quale nell’istanza tesa ad ottenere
lo specifico contributo non ha inserito sia i propri redditi dichiarati nel 2020, ammontanti ad
oltre 60.000 Euro, sia quelli percepiti dal coniuge, di professione promotore finanziario, che
nell’ultimo decennio è risultato aver omesso di presentare le previste dichiarazioni fiscali.
All’esito dell’attività, gli autori delle false certificazioni sono stati segnalati alla Prefettura di
Cosenza, per l’irrogazione delle conseguenti sanzioni amministrative, ed agli Enti Locali
interessati, per l’avvio delle procedure di recupero del beneficio economico indebitamente
fruito.
Prosegue l’impegno della Guardia di Finanza nel settore della tutela della spesa pubblica,
al fine di contrastare qualsiasi forma di indebita percezione di risorse pubbliche destinate
alle famiglie in stato di difficoltà economica a causa dell’attuale emergenza sanitaria.
            
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