CRONACA

Mercoledì 16 Marzo 2016 15:05

DIAMANTE. ACCUSATO DI AVER SCIPPATO UNA STRANIERA: DIAMANTESE ASSOLTO.

Si è concluso ieri, dopo circa sette anni, presso il Tribunale Penale di Paola, il processo a carico di A. C. di Diamante, accusato di aver scippato una straniera. L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Liserre, era imputato del reato previsto dall’art. 624 bis del codice penale, con la recidiva specifica infraquinquennale. I fatti si riferiscono al 15 luglio del 2009 allorquando, il diamantese, nel comune di Fuscaldo, dopo aver notato la vittima prescelta,  a seguito di un iniziale approccio di cortesia con la stessa, le strappava con violenza del denaro. Tuttavia, la donna riusciva a memorizzare il  numero di targa dell’autovettura dell’imputato e, con altri riscontri individualizzanti, i carabinieri di Fuscaldo riuscivano ad identificare il diamantese il quale, tra l’altro, veniva riconosciuto dalla straniera attraverso l’ individuazione fotografica. Pertanto, iniziava il processo durato diversi anni, soprattutto per l’impossibilità di assicurare, in tribunale, la presenza della cittadina straniera ormai non più presente nel territorio italiano. Su richiesta del pubblico ministero, quindi, venivano acquisiti l’atto di querela e il verbale di individuazione fotografica che rappresentavano gli unici elementi accusatori a carico del diamantese. Ieri, l’avvocato Liserre, prima di procedere alla discussione finale evidenziava, al giudice, la necessità di procedere, prima dell’acquisizione dei verbali e delle dichiarazioni rese da persona residente all’estero, ad una effettiva e valida notificazione della citazione della vittima, non soltanto, nel suo provvisorio domicilio  nel comune di Fuscaldo, bensì nel paese estero di residenza, secondo le modalità previste per le rogatorie internazionali e dalle convenzioni di cooperazione giudiziarie. Ciò, conformemente al prevalente indirizzo giurisprudenziale, di recente affermato anche dalle Sezioni Uniti della Cassazione Penale e in armonia ad una interpretazione della norma in questione ai principi costituzionali e convenzionali, rispettivamente sanciti dall’art. 111 della Costituzione e dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo in virtù dei quali, l’imputato, ha sempre, salvo casi eccezionali, il diritto di interrogare o far interrogare il suo accusatore, nonostante le complesse e onerose difficoltà burocratiche connesse alla relativa rogatoria. Tuttavia, indipendentemente dal profilo squisitamente procedurale, l’avvocato Liserre sollevava, nel merito, quel ragionevole dubbio sulla credibilità della persona offesa. Il pubblico ministero chiedeva la condanna a quattro mesi di reclusione; il giudice, accogliendo le richieste difensive, assolveva il diamantese con formula ampia.

            
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie visita la pagina Note legali - Privacy -Cookie