POLITICA

Martedì 16 Settembre 2014 19:57

DIAMANTE, IL PAESE DEI MILLE SPRECHI E DELL’INDIFFERENZA SOCIALE. La Denuncia del Tribunale per i Diritti del Malato

Anche a Diamante, al termine di una stagione estiva, ormai, sempre più breve si ritorna alla normalità dei restanti dieci mesi dell’anno; alla routine di tutti i giorni in cui il paese si ritrova, suo malgrado, a fare i conti con i problemi quotidiani che, in realtà, sono quelli che affliggono realmente la popolazione; mancanza di occupazione, salari bassi, lavori saltuari accanto a mille altri problemi che assumono una connotazione sociale oltre che una dimensione umana. È di questi giorni la denuncia, avanzata in tal senso dal Tribunale per i Diritti del Malato dell’Alto Tirreno Cosentino all’indirizzo del comune di Diamante, denuncia che vuole richiamare l’attenzione su carenze strutturali ed organizzative del comune, volgendo uno sguardo alle fasce più deboli dei cittadini, primi fra tutti anziani, disabili e ammalati. “Assistiamo ogni giorno ad atteggiamenti di estremo e completo disinteresse verso chi ha più bisogno di aiuto e sostegno, diretto o indiretto, da parte di un comune che si mostra insensibile alle necessità dei disagiati. Il comune di Diamante sperpera decine di migliaia di euro all’anno, nel senso puro del termine, per provvedimenti errati e successivamente annullati; con contributi erogati a destra e a manca per manifestazioni ed eventi che lasciano il tempo che trovano e senza alcuna utilità e beneficio per i cittadini; per opere pubbliche mal progettate o mal realizzate; basti pensare che il centro storico presenta almeno quattro tipi differenti di pavimentazione dei quali almeno due di scarsa sicurezza per i cittadini e di difficile percorribilità per anziani e disabili; addirittura il cuore del centro storico risulta essere totalmente inaccessibile ad ammalati non deambulanti e disabili i quali devono essere trasportati di peso. – è quanto afferma il referente del TDM avv. Domenico Oliva – Una amministrazione comunale capeggiata da un sindaco medico ed all’interno della quale si rinvengono altri medici, che non pone l’attenzione agli anziani, agli ammalati, ai disabili, a coloro che hanno più bisogno, non è una amministrazione che possa porsi a guida di un paese in maniera piena e con quella legittimazione sociale che le spetterebbe in un contesto di normale sensibilità anche umana e non solo istituzionale. Quella di Diamante è una amministrazione che spende migliaia di euro per sfrattare un’associazione che garantisce servizi sociali, anziché avvantaggiarsi della sua presenza, ma non spende un solo euro per tappare le buche di quei vicoli meta di turisti e passaggio di residenti, soprattutto anziani; una amministrazione che ostacola il buon andamento del servizio di emergenza e soccorso, addirittura arrivando a multare le ambulanze, ma non pone la minima attenzione ai parcheggi per disabili continuamente occupati da non aventi diritto; una amministrazione che non aiuta, ma boicotta, un servizio sanitario utile ed essenziale per tutta la cittadinanza ma spende migliaia di euro per il montaggio di palchi dando vita ad eventi a cui non partecipa nessuno; una amministrazione che non si accorge della mancanza, in strade principali del paese, di marciapiedi o corsie pedonabili che aiutino tutti a camminare in sicurezza per le vie del paese, consentendo a chi è portatore di handicap di potersi muovere con una certa normalità. – segue l’avv. Oliva – Le barriere architettoniche rappresentate da scale, gradini, marciapiedi alti persino per un giovane, pavimentazione sdrucciolevole o sconnessa, sono solo un esempio di quanto sia diffusa tale indifferenza istituzionale e di quanto produca una indifferenza sociale che può considerarsi il principale male sociale, forse voluto, di un paese che potrebbe essere un piccolo paradiso ma non si vuole che lo diventi. Lo scrittore Gibran diceva che l’indifferenza è metà della morte; a Diamante in tale diffuso disinteresse sociale,  soprattutto per chi ha bisogno, per gli ammalati, sofferenti, bisognosi, stanno trovando la morte tutti quei sentimenti di solidarietà sociale ed umana che dovrebbero reggere una piccola realtà locale facendola divenire un luogo dove chi ha bisogno trova aiuto e, soprattutto, conforto ancor più alla luce di una fede cristiana ed un credo religioso che, oggi più che mai, dovrebbe essere al centro della vita di chi lo mostra reputandosi devoto alla vergine Immacolata che Diamante ha voluto come patrona del paese.”

            
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