SPORT

Venerdì 18 Giugno 2021 15:17

SCALEA(CS).CERIMONIA DI CONSEGNA DELLA CIVICA BENEMERENZA AI CAMPIONI D'ITALIA 71

Ci sono storie che meritano di essere raccontate perché il tempo non cancelli ma rafforzi il valore delle gesta che i protagonisti hanno compiuto. Tra le vicende che hanno caratterizzato la storia non solo sportiva della città di Scalea un posto speciale e di primo piano lo occupa senza dubbio la straordinaria impresa della formazione juniores che nel 1971 si laureò campione d’Italia.

Come tutte le imprese sportive quella dei campioni d’Italia del 1971 non è solo una storia di sport perché per un paese della Calabria di poco più di 3mila anime rappresentò qualcosa di veramente indelebile.

In quegli anni Scalea era un piccolo centro con poche case, la chiesa e un campo sportivo attorno al quale si snodava gran parte della vita pubblica della città. Una tradizione calcistica già affermata, un pubblico appassionato, una squadra forte e una società solida nata nel lontano 1912 col nome Brutium, che darà negli anni al calcio professionistico diversi giocatori, uno su tutti Silvio Longobucco, roccioso difensore della Juventus tra i protagonisti della finale di Coppa dei Campioni in quel di Belgrado contro l’Ajax nel 1973.

Una notte indimenticabile e sfortunata che seguì di due anni l’avventura che rappresenta ancora oggi l’apice della storia calcistica della città.

Lo Scalea del Presidente Luigi Vacca, grande conoscitore di calcio recentemente scomparso, si era imposto nel girone A del campionato juniores dilettanti territoriale con 18 punti totalizzati su 20 disponibili. Già nella fase regionale aveva avuto la meglio su realtà importanti come il Cortale Giuseppe Verdi di Catanzaro, la Cariocas di Cosenza, la Palmese di Reggio Calabria e la Kennedy di Catanzaro. Un percorso netto di 4 vittorie su 4 con 10 gol realizzati e solo 4 subiti che già insignivano la squadra del titolo di campione regionale.

La fase nazionale giocata in Lazio per favorire gli spostamenti di tutte le squadre, aveva messo di fronte lo Scalea alla Caratese, squadra lombrada negli ottavi di finale (1-0), alla marchigiana Portorecanati nei quarti (2-1) e alla emiliana Superga 63 squadra di Montesilvano in semifinale dove la compagine biancostellata si era imposta per 4 a 1 dopo aver rimontato l’iniziale svantaggio.

Si trattava di partite disputate in veri e propri stadi con capienze di 20mila posti e una folta rappresentanza di pubblico di fede biancostellata arrivato dalla Calabria per sostenere capitan De Pasquale e compagni.

La finalissima a Ladispoli, quel 20 giugno del 1971, di domenica come quest’anno è una vera e propria pagina di storia del calcio: lo Scalea di mister Giuseppe Valente affronta la rinomatissima Sangiorgina del Friuli Venezia Giulia, una partita che verrà così raccontata nelle pagine dell’opuscolo celebrativo realizzato dal comitato per i festeggiamenti:

“Domenica 20 giugno ore 23,15. Lo Stadio Marescotti di Ladispoli, che qualche attimo prima era esploso di entusiasmo, come per magia era piombato in un silenzio opprimente e, persino le zanzare, che per oltre tre ore ci avevano reso la vita impossibile per le reiterate ricognizioni e maggiormente per le loro impavide picchiate sulla nostra cute, si erano d’incanto acquietate. Il numero 10 Driutti, implacabile giustiziere della Sangiorgina, si accingeva a calciare il quinto ed ultimo rigore di quella alterna ed appassionante partita finale del Campionato nazionale dilettanti juniores, valevole per l’assegnazione del titolo italiano 1971. In quel momento i meravigliosi ragazzi calabri dello Scalea erano in vantaggio di una rete e se l’aitante Driutti fosse riuscito a far secco il valoroso portiere Posteraro, la monetina dell’arbitro Manfredini di Chiavari avrebbe deciso, balordamente, la cardiopatica contesa.

In tanto silenzio almeno 20mila occhi sono calamitati da quella maledetta sfera di cuoio in attesa di essere calciata. Istanti indimenticabili, lunghissimi, spasmodici. La coltre viene graffiata dal fischio dell’arbitro. Lunga rincorsa della mezz’ala veneta e tiro: con un balzo felino Posteraro neutralizza facendo schizzare la palla oltre la traversa. Il resto è apocalisse.

A 615 chilometri di distanza buona parte della popolazione di Scalea, che per diversi motivi non aveva potuto accodarsi agli oltre 1000 tifosi di ogni ceto e condizione, per spronare e sorreggere l’invitta squadretta del cuore, incollata al telefono del bar Cardillo dopo qualche minuto esplode incendiandosi. Scene indescrivibili, pazzesche. Caroselli di macchine con le trombe spiegate, grida e pianti di gioia si confondono nell’etere con quelli ormai rochi e diafani che continuano a salire dalla ospitale cittadina laziale”.

 

Il giorno successivo Scalea compariva sulle pagine sportive di tutti i giornali nazionali:

IL TEMPO DI ROMA

Un trionfo, un merito per lo Scalea “Campione d’Italia” che durante il campionato non ha perso una partita ed ha subìto due soli pareggi. Una stupenda carrellata calcistica che ha strabiliato spettatori e squadre avversarie.

 

IL CORRIERE DELLO SPORT – ROMA

Nella finale di Ladispoli lo Scalea ha superato sé stesso schiantando sul ritmo i pur favoriti veneti della Sangiorgina, cucendosi meritatamente sul petto lo scudetto di Campioni d’Italia.

 

LA GAZZETTA DEL SUD – MESSINA

Lo Scalea, splendida realtà del calcio calabrese, battendo meritatamente la pur valida formazione veneta della Sangiorgina, nella finale di ieri notte a Ladispoli si è laureata Campione d’Italia juniores dilettanti

 

A 50 anni da quell’entusiasmante impresa, l’amministrazione comunale, in collaborazione con il comitato per i festeggiamenti, ha inteso insignire della benemerenza civica i giocatori e i dirigenti protagonisti di questa straordinaria pagina di sport e di storia.

 

Dirigenti:

Luigi Vacca – Presidente

Mario De Vito – Vicepresidente

Antonio D’Esposito – Segretario

Francesco Ciaccio – Direttore Sportivo

Antonio Cotrone – Dirigente Accompagnatore

Giacomo Caroprese – Dirigente Accompagnatore

Salvatore Grimaldi – Massaggiatore

 

Atleti:

Amerigo Posteraro

Franco Sciannimanica

Antonio Bloise

Salvatore Caroprese

Bruno Fimmanò

Gilberto D’Esposito

Alfonso Manco

Pasquale Scarfone

Francesco De Pasquale

Antonio Forestieri

Angelo Fugazzotto

Gugliemo Sciannimanica

Claudio Forestieri

Pasquale Noschese

Mario Scaglione

 

Allenatore

Giuseppe Valente

 

 

            
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