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Mercoledì 01 Novembre 2017 09:24

Diamante. I sindacati respingono le critiche di alcuni docenti dell'Istituto superiore

 Tiziana Ruffo.  Non ci stanno le organizzazioni sindacali Uil, Cisl Snals e Flc-Cgil Scuola, a subire passivamente le critiche da parte di quei docenti che nei giorni scorsi hanno contestato nel corso di un’assemblea all’Istituto di istruzione secondaria superiore di Diamante, i modo di gestire le tematiche previste all’ordine del giorno. A questo proposito i sindacati precisano che i temi che dovevano essere affrontati e discussi con il mondo della scuola durante le due ore di assemblea riguardavano il rinnovo contrattuale, le varie insidie insite nella Legge 107, le criticità che i docenti e il personale Ata vivono quotidianamente nella scuola e la attuale situazione politico sindacale. “Non erano trascorsi neanche dieci minuti dall’inizio dell’assemblea – dichiarano i sindacalisti - che un paio di docenti hanno cominciato ad urlare ed inveire nei confronti delle organizzazioni sindacali ed invitare i presenti ad abbandonare l’assemblea in quanto, secondo il loro parere, non era nostra intenzione discutere del contratto”. Le proteste, secondo Uil, Cisl Snals e Flc-Cgil, fanno parte di uno scambio civile di visioni divergenti. “Quando la protesta, però, si infarcisce di elementi di intolleranza, insofferenza e manifesta la sua rabbia non su contenuti sindacali, ma su una cultura votata a far saltare il momento assembleare dello scambio di opinioni e quindi della rappresentanza sociale, -sostengono i sindacati- siamo di fronte ad una deriva culturale preoccupante. Si è trattato di un insulto che offende la dignità di chi, quotidianamente, è sui luoghi di lavoro a difendere i diritti dei lavoratori”. In un contesto sociale fatto di frammentazione del lavoro e di erosione di diritti, sarebbe stato auspicabile, anche in tale contesto assembleare, “trovare un denominatore comune, una compattezza, per avere a disposizione degli elementi propositivi da consegnare non solo alla politica, responsabile dei ritardi del rinnovo contrattuale, della legge 107 e delle criticità che si vivono nel mondo scolastico, ma anche alle organizzazioni sindacali di riferimento sul piano nazionale”. Le segreterie provinciali di Uil, Cisl Snals e Flc-Cgil precisano, infine di “non essere al servizio di chicchessia, né tantomeno d’inchinare il capo di fronte alle anomalie che l’Usp di Cosenza. Siamo perché il confronto politico-sindacale, anche aspro, rimanga nell’alveo del rispetto reciproco anche se con posizioni diverse e differenti”. Insomma, quella protesta di pochi docenti non sarebbe stata una protesta civile e democratica, “ma strumentale, stata quasi dettata da una predeterminata insofferenza nei confronti delle organizzazioni sindacali. Tantissime persone, docenti e Ata sono rimasti, in quella occasione, fino al termine dei lavori assembleari.

 

 

 

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