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Sabato 07 Settembre 2019 20:55

DIAMANTE .GRANDI EMOZIONI ALLA PRIMA SERATA DEL MEDITERRANEO FESTIVAL CORTO.

Prima serata del Mediterraneo Festival Corto dedicata ai grandi effetti speciali, quelli creati da Carlo Rambaldi, vincitore di ben tre premi Oscar. Ad inaugurare la serata è stato il corto Trespass di Victor Rambaldi, figlio del maestro degli effetti speciali e presidente della Fondazione Carlo Rambaldi. In un futuro distopico, l'intelligenza artificiale ha preso il sopravvento sull'uomo. Gli uomini, assoggettati alle macchine, non rinunciano, tuttavia, alla propria umanità andando alla riscoperta delle proprie emozioni. Il regista ha ottenuto un riconoscimento da parte del Cinecircolo Maurizio Grande per aver mostrato come l'umanità anche nelle situazioni più estreme, ha sempre la possibilità di "alzare un dito" in segno di ribellione. Una targa è stata conferita dal direttore Artistico del Mediterraneo Festival Corto, Francesco Presta e dal direttore Tecnico, Ferdinando Romito anche alla figlia di Carlo Rambaldi, Daniela, vicepresidente della Fondazione Carlo Rambaldi, per l'impegno profuso nella diffusione della memoria del padre, non solo in campo cinematografico ma anche nel civile e nel sociale. La Fondazione Carlo Rambaldi, infatti, lavora alacremente nelle scuole e al fianco dei giovani. “Mio padre proveniva da un piccolo paese dell’Emilia Romagna, si è dovuto trasferire prima a Ferrara e poi a Roma per riuscire a realizzare il suo sogno - ha detto Victor Rambaldi - per questo la Fondazione vuole essere di sostegno ai giovani di talento delle province per dare loro le stesse possibilità di chi vive nelle grandi città”. Daniela Rambaldi ha parlato dell’impegno nelle scuole: “ET è stato riconosciuto come icona del diverso che viene a noi in cerca di accoglienza. Nelle scuole è diventato il simbolo della lotta al bullismo e al razzismo, è il diverso che va protetto”. Daniela ha raccontato di come i bambini, più che gli adulti, accolgano il messaggio del film e lo interiorizzano. “Al termine della proiezione chiediamo ai bambini di disegnare il personaggio a modo loro e dai disegni si capisce quale aspetto di ET hanno recepito di più”. “I bambini sono terreno fertile per seminare il buono” ha aggiunto Daniela Rambaldi. A proposito di scuole, il direttore della Fondazione Carlo Rambaldi, Giuseppe Lombardi, ha proposto un “Rambaldi Lab” anche nelle scuole di Diamante. Una proposta accolta felicemente dalla comunità diamantese e dalla Dirigente dell’Istituto Comprensivo, presente alla serata. Victor e Daniela Rambaldi, unitamente a Lombardi hanno, infine, lanciato un appello al mondo della politica: “Il sogno di Carlo era quello di portare la Calabria nel mondo delle stelle: stiamo lavorando per sviluppare dei grandi Studios dove le grandi produzioni possano girare film, dove i giovani di talento possano affinare le proprie abilità con gli effetti speciali; non solo un parco tematico ma una Academy di altissimo livello per far conoscere i meravigliosi scenari che la Calabria ha da offrire”. 

Appello accolto dal sindaco di Diamante, il senatore Ernesto Magorno, presente alla prima serata di Mediterraneo Festival Corto, durante la quale ha ricevuto la tessera di socio onorario del Cinecircolo Maurizio Grande e ha insignito, a sua volta, l’attrice Annalisa Insardà della cittadinanza onoraria “per le rilevanti doti artistiche, per il costante impegno civile nella lotta alla illegalità e per la vicinanza alla comunità diamantese”. L’attrice ha ringraziato il Sindaco e la comunità diamantese per averla accolta affettuosamente. “Quando devo venire a Diamante io dico sempre ‘devo tornare a Diamante” perché è un po’ come tornare a casa”. L’attrice ha rivolto un pensiero commosso a Ernesto Caselli, già sindaco di Diamante, scomparso lo scorso maggio in piena campagna elettorale. “Ci siamo conosciuti a Roma per la presentazione del Peperoncino Festival e da allora siamo diventati inseparabili. Ho ancora il suo numero in rubrica e la nostra amicizia continua al di là della sua morte; il suo ricordo è sempre vivo in me”. L’attrice ha concluso la serata regalando ai presenti il monologo L’Attesa, tratto dal suo one woman show, “Manipolazione Indolore”. 

Fra gli attori presenti alla prima serata del Mediterraneo Festival Corto, l’attrice Sarah Maestri, amica del Festival e del Cinecircolo, essendo stata madrina nel 2017 a Diamante con la figlia adottiva. “C’è una realtà sconosciuta ai molti, è fatta di bambini in Italia e all’estero, che desiderano una casa e una famiglia. Dobbiamo impegnarci tutti affinché le leggi cambino”. L’attore Emanuele Vezzoli ha, invece, parlato del suo spettacolo Ocean Terminal in cui recita la parte di Piergiorgio Welby, attivista e giornalista, militante del Partito Radicale, affetto da una grave forma di distrofia che gli fece perdere prima l’uso delle gambe, poi della parola e infine costringendolo a letto. Welby morì il 20 dicembre 2006 a seguito del distaccamento del respiratore artificiale aprendo un acceso dibattito sul fine vita. “L'arte, tutta l’arte, deve avere una funzione sociale e politica- ha dichiarato Vezzoli -Iil messaggio deve essere destinato a migliorare la società e la vita delle comunità”. Ocean Terminal è uno spettacolo che ridà dignità al corpo di Welby; è la messa in scena del corpo negato attraverso il corpo”. L’attore ha raccontato di come lo spettacolo sia stato accolto con intensa partecipazione anche in quegli stati dove la legge sul fine vita è diversa.

Francesco Presta e Ferdinando Romito hanno concluso la prima serata del Festival dando appuntamento alla sera successiva.

Prima serata del Mediterraneo Festival Corto dedicata ai grandi effetti speciali, quelli creati da Carlo Rambaldi, vincitore di ben tre premi Oscar. Ad inaugurare la serata è stato il corto Trespass di Victor Rambaldi, figlio del maestro degli effetti speciali e presidente della Fondazione Carlo Rambaldi. In un futuro distopico, l'intelligenza artificiale ha preso il sopravvento sull'uomo. Gli uomini, assoggettati alle macchine, non rinunciano, tuttavia, alla propria umanità andando alla riscoperta delle proprie emozioni. Il regista ha ottenuto un riconoscimento da parte del Cinecircolo Maurizio Grande per aver mostrato come l'umanità anche nelle situazioni più estreme, ha sempre la possibilità di "alzare un dito" in segno di ribellione. Una targa è stata conferita dal direttore Artistico del Mediterraneo Festival Corto, Francesco Presta e dal direttore Tecnico, Ferdinando Romito anche alla figlia di Carlo Rambaldi, Daniela, vicepresidente della Fondazione Carlo Rambaldi, per l'impegno profuso nella diffusione della memoria del padre, non solo in campo cinematografico ma anche nel civile e nel sociale. La Fondazione Carlo Rambaldi, infatti, lavora alacremente nelle scuole e al fianco dei giovani. “Mio padre proveniva da un piccolo paese dell’Emilia Romagna, si è dovuto trasferire prima a Ferrara e poi a Roma per riuscire a realizzare il suo sogno - ha detto Victor Rambaldi - per questo la Fondazione vuole essere di sostegno ai giovani di talento delle province per dare loro le stesse possibilità di chi vive nelle grandi città”. Daniela Rambaldi ha parlato dell’impegno nelle scuole: “ET è stato riconosciuto come icona del diverso che viene a noi in cerca di accoglienza. Nelle scuole è diventato il simbolo della lotta al bullismo e al razzismo, è il diverso che va protetto”. Daniela ha raccontato di come i bambini, più che gli adulti, accolgano il messaggio del film e lo interiorizzano. “Al termine della proiezione chiediamo ai bambini di disegnare il personaggio a modo loro e dai disegni si capisce quale aspetto di ET hanno recepito di più”. “I bambini sono terreno fertile per seminare il buono” ha aggiunto Daniela Rambaldi. A proposito di scuole, il direttore della Fondazione Carlo Rambaldi, Giuseppe Lombardi, ha proposto un “Rambaldi Lab” anche nelle scuole di Diamante. Una proposta accolta felicemente dalla comunità diamantese e dalla Dirigente dell’Istituto Comprensivo, presente alla serata. Victor e Daniela Rambaldi, unitamente a Lombardi hanno, infine, lanciato un appello al mondo della politica: “Il sogno di Carlo era quello di portare la Calabria nel mondo delle stelle: stiamo lavorando per sviluppare dei grandi Studios dove le grandi produzioni possano girare film, dove i giovani di talento possano affinare le proprie abilità con gli effetti speciali; non solo un parco tematico ma una Academy di altissimo livello per far conoscere i meravigliosi scenari che la Calabria ha da offrire”. 

Appello accolto dal sindaco di Diamante, il senatore Ernesto Magorno, presente alla prima serata di Mediterraneo Festival Corto, durante la quale ha ricevuto la tessera di socio onorario del Cinecircolo Maurizio Grande e ha insignito, a sua volta, l’attrice Annalisa Insardà della cittadinanza onoraria “per le rilevanti doti artistiche, per il costante impegno civile nella lotta alla illegalità e per la vicinanza alla comunità diamantese”. L’attrice ha ringraziato il Sindaco e la comunità diamantese per averla accolta affettuosamente. “Quando devo venire a Diamante io dico sempre ‘devo tornare a Diamante” perché è un po’ come tornare a casa”. L’attrice ha rivolto un pensiero commosso a Ernesto Caselli, già sindaco di Diamante, scomparso lo scorso maggio in piena campagna elettorale. “Ci siamo conosciuti a Roma per la presentazione del Peperoncino Festival e da allora siamo diventati inseparabili. Ho ancora il suo numero in rubrica e la nostra amicizia continua al di là della sua morte; il suo ricordo è sempre vivo in me”. L’attrice ha concluso la serata regalando ai presenti il monologo L’Attesa, tratto dal suo one woman show, “Manipolazione Indolore”. 

Fra gli attori presenti alla prima serata del Mediterraneo Festival Corto, l’attrice Sarah Maestri, amica del Festival e del Cinecircolo, essendo stata madrina nel 2017 a Diamante con la figlia adottiva. “C’è una realtà sconosciuta ai molti, è fatta di bambini in Italia e all’estero, che desiderano una casa e una famiglia. Dobbiamo impegnarci tutti affinché le leggi cambino”. L’attore Emanuele Vezzoli ha, invece, parlato del suo spettacolo Ocean Terminal in cui recita la parte di Piergiorgio Welby, attivista e giornalista, militante del Partito Radicale, affetto da una grave forma di distrofia che gli fece perdere prima l’uso delle gambe, poi della parola e infine costringendolo a letto. Welby morì il 20 dicembre 2006 a seguito del distaccamento del respiratore artificale aprendo un acceso dibattito sul fine vita. “L'arte, tutta l’arte, deve avere una funzione sociale e politica- ha dichiarato Vezzoli -Iil messaggio deve essere destinato a migliorare la società e la vita delle comunità”. Ocean Terminal è uno spettacolo che ridà dignità al corpo di Welby; è la messa in scena del corpo negato attraverso il corpo”. L’attore ha raccontato di come lo spettacolo sia stato accolto con intensa partecipazione anche in quegli stati dove la legge sul fine vita è diversa.

Francesco Presta e Ferdinando Romito hanno concluso la prima serata del Festival dando appuntamento alla sera successiva.

 

 

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