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CRONACA

Lunedì 15 Agosto 2016 07:26

Santa Maria del Cedro. Le autorità competenti nel mirino delle polemiche degli amministratori per l'emergenza incendi

Tiziana Ruffo.  Sono andati in fumo ettari di bosco nella fascia tirrenica cosentina. La piromania torna a colpire e devasta il patrimonio boschivo, suscitando l’indignazione di amministratori comun ali e cittadini, che assistono a questo antipatico vezzo, particolarmente  vivace nei mesi estivi. Il sindaco di Santa Maria del Cedro,  Ugo Vetere esprime tutta la sua amarezza per questo grave fenomeno e sottolinea le difficoltà in cui vengono a trovarsi gli amministratori  comunali, spesso lasciati soli dalle istituzioni e dalle autorità competenti.  Quando esplodono emergenze  di questo tipo, sottolinea Vetere “ ti senti solo. Ti senti inerme. Devi fare tutto da solo. Chiami i Vigili del Fuoco denunciando la presenza di incendi e ti rispondono che sono impegnati già.  Chiedi l'intervento dei Carabinieri per effettuare controlli sul territorio e ti dicono che sono impegnati in un’altra operazione.  Chiedi l'intervento di altre autorità  e ti  mettono nell’agenda degli interventi da effettuare”. Insomma , i pochi mezzi  di cui dispone un comune   non consentono di intervenire con efficacia e spesso le amministrazioni devono subire passivamente l’azione devastante dell’ emergenza incendi , che mette in ginocchio intere comunità  Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaele Papa, coordinatore provinciale di Italia del Meridione, che chiede “provvedimenti mirati ed innovativi con il coinvolgimento specifico e responsabile dei Comuni ed organismi più prossimi ad ogni località, fornendo loro uomini, mezzi e risorse finanziarie. Diversamente tutto rimane nell’improvvisazione ed alle mercé di sporadiche iniziative che  nulla produrranno”. Intanto quello di quest’anno è  un ferragosto infuocato: elicotteri sorvolano borghi assolati, instancabili fanno la spola tra mare, colline e monti, a portare acqua, a spegnere i roghi che qualche balordo ha causato. Altro personale con autobotte rischia la propria incolumità e senza tregua si affanna a ridurre danni a luoghi, persone e cose che le fiamme non risparmiano.  “Non è colpa del fuoco- ha dichiarato Papa-   ma ormai la piromania è un rito che si ripete anno dopo anno  che molti non commentano e nemmeno se ne indignano”. Ci  si  abitua dunque  anche a questa distruzione che nel periodo estivo manda in fumo ettari di macchia mediterranea, boschi, pinete ed alberi di ogni specie. “Le anime nere non mancano- incalza Papa- e mettono a repentaglio ambiente ed abitati provocando anche dissesti e frane”. Cambiano i paesaggi,  il nero avanza e non basta lo sfondo azzurro del mare a lenire ferite profonde del territorio “che non ha il tempo di ritornare alla naturale bellezza”. Papa chiama in causa le istituzioni a tutti i livelli che spesso si trovano impreparate  a “monitorare e controllare i territori” con il risultato che non si riesce ad intervenire con una programmazione adeguata in grado di gestire con efficacia uomini, risorse e prevenzione.

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