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CRONACA

Mercoledì 09 Luglio 2014 11:48

Diamante:Associazione a delinquere, finalizzata a truffe assicurative. La corte d’appello di Venezia ha prosciolto giovane diamantese

Martedì scorso, la seconda sezione penale della Corte d’Appello di Venezia, accogliendo le richieste dell’avvocato penalista, Francesco Liserre, ha prosciolto G.P di Diamante, già accusato di essere il promotore di un’associazione a delinquere, finalizzata alle truffe assicurative. La Corte d’Appello, ha quindi riformato la sentenza di primo grado, emessa dal Tribunale Penale di Belluno, a seguito della quale il diamantese, già prosciolto dall’accusa di associazione a delinquere, era stato condannato alla pena di anni due e sei mesi di reclusione. G.P., era stato arrestato a Napoli nel giugno del 2002, in quanto ritenuto promotore e organizzatore di un’associazione a delinquere, finalizzata alla commissione di plurime truffe assicurative. La maxi-operazione, partita dalla squadra mobile di Trieste, nel gennaio dello stesso anno, coordinata da diverse Procure del Nord Italia, è culminata con diversi arresti. Il caso giudiziario, era nato a seguito di approfondite e analitiche indagini, svolte dalla Polizia di Stato di Napoli, attraverso l’individuazione di un’organizzazione che, attraverso ripetute contraffazioni e ricettazioni di documenti di identificazione e di circolazione, nonché con la predisposizione di falsi attestati di vendita e dichiarazioni di vendita, intestati ad agenzie automobilistiche inesistenti, era riuscita ad ottenere, da varie società assicurative, una serie di polizze su auto e motoveicoli, documentando la residenza fittizia dei richiedenti in zone diverse dal napoletano, al fine di ottenere condizioni assicurative più convenienti, procurando, così, un danno patrimoniale ingente alle società assicuratrici. In questi ultimi anni, anche i Tribunali di Cremona, Napoli, Bologna, Vicenza, Ferrara, Ravenna, Sondrio e Trento hanno assolto il diamantese, accusato degli stessi reati. In particolare, l’imputato doveva rispondere, oltre che dell’associazione a delinquere, di una pluralità di reati, tra cui ricettazione, sostituzione di persona, truffa aggravata e falso.  In alcuni casi, l’avvocato, Francesco Liserre, ha dimostrato, a seguito di articolate istruttorie dibattimentali, rappresentate dall’esame di numerosi testimoni, nonché dalle risultanze di perizie calligrafiche, l’assenza di elementi che potessero assurgere al rango di prova, intesa quale giudizio di certezza, al di là di ogni ragionevole dubbio, sulla colpevolezza dell’imputato. Viva soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Liserre per l’ennesimo provvedimento, favorevole al giovane diamantese.

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