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CRONACA

Domenica 29 Ottobre 2017 09:12

Praia a Mare. L' Aned chiede con forza la tutela dei diritti dei malati. Si profila una diffida all' Asp

Tiziana Ruffo. Non si perdano di vista gli obiettivi di salvaguardia della salute di chi, come i dializzati, ha urgenti e particolari bisogni di servizi di qualità. La prossima riapertura dell’ospedale di Praia a Mare, che di per sé è un evento di notevole importanza, “non deve andare a scapito dei pazienti, soprattutto di chi usufruisce di un trattamento salvavita”. È il caso dei dializzati che almeno tre volte la settimana si recano al nosocomio praiese per essere sottoposti al trattamento. A lanciare l’allarme è il responsabile provinciale dell’Aned, l’associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto, Antonello Troya, che sottolinea come già in fase organizzativa alcuni segmenti importanti del reparto siano venuti meno. “È il caso del personale infermieristico. –Spiega Troya – Abbiamo dovuto assistere già allo spostamento al pronto soccorso di alcune figure decisamente necessarie e che, quindi, sono venute meno al nostro reparto. La Dialisi non può essere trattata alla stregua di altri reparti: è una struttura in piena attività dove ci sono pazienti tutti i giorni la settimana per due turni, che diventano tre nel periodo estivo. Gli infermieri sono parte essenziale di controllo del paziente”. Riaprire un ospedale, incalza Troya, “non vuol dire far subire passivamente decisioni che penalizzano gli altri pazienti, altrimenti si rischia di generare danni ancora maggiori”. Un altro punto su cui bisognerà focalizzare l’attenzione, secondo l’Aned, è quello del servizio mensa. Il dializzato, quando inizia il trattamento, necessita infatti maggiore attenzione anche dal punto di vista alimentare. Non sono rari episodi di collassamenti che richiedono una nutrizione adeguata anche e soprattutto durante il trattamento dialitico. Si tratterebbe di una tazza di the, di alcuni biscotti, che sembra che dal 1° novembre non saranno più a disposizione dei dializzati. Il servizio, a quanto pare, sarà privatizzato. “Se l’azienda sanitaria provinciale ha predisposto un servizio esterno- ha sottolineato Troya-  va bene, ma quantomeno mantenga i servizi essenziali”.  Intanto, il responsabile dell’Aned ha dato mandato ad un legale per verificare “se ci sono gli estremi di una diffida all’Asp e agire in sede legale per tutelare i diritti dei malati”.

 

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