Lunedì 12/10/2026 | Politica

SAN NICOLA ARCELLA. Villaggio del Bridge: rilancio turistico o operazione immobiliare?

Chi vive a San Nicola ricorda il Bridge quando era pieno di vita: le feste, i ricevimenti, le estati in cui dava lavoro a tanti. Da anni, invece, è un complesso abbandonato in uno dei punti più belli del paese. Per questo la notizia del suo recupero è stata accolta con speranza. Il 5 ottobre il Consiglio comunale ha approvato, con 7 voti favorevoli e 3 contrari, il progetto di riqualificazione. Una parte resterà albergo, un’altra diventerà appartamenti da vendere. Per farlo il Comune ha concesso una deroga alle regole urbanistiche, riconoscendo l’interesse pubblico dell’operazione, e ha approvato lo schema di convenzione che dovrebbe tutelare il paese. «Ho letto tutto: la delibera, il verbale, la convenzione», spiega Filiberto Forestieri, ingegnere ed ex capogruppo consiliare. «Ci sono cose buone: il limite del 40% della superficie trasformabile in abitazioni, le opere a carico del privato, il collaudatore scelto dal Comune. Ma tra quello che è stato detto in consiglio e quello che è stato scritto c’è una distanza che va colmata.» In consiglio è stato detto che gli appartamenti sono «inscindibilmente» legati alla realizzazione e all’apertura dell’albergo: senza albergo, niente cambio d’uso. La convenzione, però, permette di costruire le due parti separatamente, in stralci e in dieci anni, e di vendere gli appartamenti quando le opere dell’albergo sono «completate o adeguatamente garantite». Cosa significhi “adeguatamente”, non è scritto. In consiglio si è parlato anche di garanzie a tutela dell’interesse pubblico. La garanzia prevista copre strade, reti, direzione lavori e collaudo. L’albergo, che è proprio la ragione dell’interesse pubblico, no. E una volta finiti i lavori non c’è alcun obbligo di tenerlo aperto. Restano poi domande semplici, a cui gli atti non rispondono ancora. Il comunicato del Comune parlava di “case per vacanze”, la convenzione parla di “civile abitazione”. Non sono indicati il numero di camere e appartamenti, i tempi né l’importo delle garanzie. Secondo quanto detto in consiglio, l’acquisto del complesso non è ancora concluso, e chi costruirà e gestirà l’albergo non è scritto da nessuna parte. Quanto ai parcheggi, che dovrebbero servire anche al paese, l’accesso al villaggio oggi è chiuso da una sbarra automatica. «Non chiedo di fermare niente», conclude Forestieri. «Chiedo che nel testo definitivo ci sia quello che è stato promesso: case vendibili solo con l’albergo realizzato e aperto, una garanzia anche sull’albergo, l’obbligo di tenerlo in attività, il nome di chi lo gestirà, parcheggi davvero pubblici. A chi vuole davvero rilanciare il Bridge queste clausole non costano nulla, e al paese danno sicurezza. Non è una questione tecnica, è una questione di metodo: quando un’amministrazione prende un impegno davanti al consiglio, quell’impegno deve ritrovarsi negli atti. Recuperare il Bridge è un’opportunità. Facciamo in modo che lo sia anche per San Nicola.»

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